Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Medicina pastorale Questioni generali

IGIENE

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IGIENE. - L'i. (ὕγλεια = sanità) può definirsi la scienza e la pratica della salute. Suo scopo fondamentale è il prolungamento della vita umana, attraverso il benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività, di cui questi fa parte; la realizzazione di tale fine essa cerca di conseguire mediante concezione, elaborazione e successiva applicazione di metodi propri, adeguati a rimuovere completamente, o per lo meno a neutralizzare, i fattori dannosi ambientali, oppure inerenti alle varie costituzioni individuali organiche o alla struttura del corpo sociale.

Da un largo punto di vista si può distinguere un'i. scientifica ed un'i. pratica. La prima indaga le motivazioni delle misure da applicarsi secondo principi teorici ben definiti; costituisce una grande branca del sapere medico, sviluppatasi particolarmente e notevolmente in seguito alle basilari scoperte microbiologiche ed osservazioni epidemiologiche del secolo scorso. La seconda trae, invece, dall'esperienza empirica secolare e dai dati della sperimentazione ed osservazione moderna le norme di attuazione tecnica dei postulati enunciati dall'i. scientifica; diversamente da quest'ultima, essa affonda le sue origini normative nelle legislazioni più antiche, e sotto questo riguardo ha in se stessa uno scopo educativo, civile e morale.

Dall'i. concernente il singolo individuo (i. individuale) e che storicamente ha costituito l'inizio d'un complesso empirico d'osservazioni, che nei tempi remoti s'imposero alla mente umana come concetti utili alla conservazione della vita fisica dell'individuo medesimo, si è sviluppata un'i. riguardante la collettività demografica nel suo complesso (i. pubblica), e la sua evoluzione si verifichò sempre in diretta proporzione con la civiltà del popolo rispettivo.

Per la natura stessa dei suoi compiti l'i. deve spaziare nel dominio di molteplici discipline, che le somministrano le cognizioni su cui essa elabora ed imposta i propri metodi di ricerca e di pratica applicazione. Essa attinge il suo materiale dalla meteorologia, climatologia, geologia, idrologia, dagli svariati campi della fisiologia e della patologia, come pure dalle discipline sociologiche. L'aria, l'acqua, il terreno, le vestimenta, l'alimentazione, l'edilizia, urbana e rurale, la lotta contro le malattie infettive e quelle cosiddette « sociali » (tubercoloi, malaria, diabete, reumatismo, ecc.), le organizzazioni assistenziali per la maternità, l'infanzia, la vecchiaia, i minorati fisici e psichici, i lavoratori, ecc., il miglioramento igienico individuale e della specie, la legislazione sanitaria: ecco i principali oggetti dell'i. È addirittura un compito enciclopédico, che, per le necessità dei tempi moderni, si è suddiviso in branche specializzate (i. alimentare, industriale, ospedaliera, militare, navale, sociale-assistenziale, urbana, rurale, edilizia, ecc.), evolventesi ciascuna secondo rispettivi indirizzi teorici e pratici, ma tra loro in feconda collaborazione e tutte tendenti al benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività.

Lo sviluppo dell'i. è sempre decorso parallelo alla educazione intellettuale: all'educazione della collettività sociale, nel senso che questa abbia un'esatta valutazione dell'importanza da attribuirsi alla salute fisica e mentale dei suoi membri, ed alla educazione dell'individuo singolo come cittadino nello Stato; quest'ultimo, a sua volta, diviene fattore legislativo e quindi normativo ed imperativo, e codificante il concetto basilare che l'i., nella più vasta accezione del termine, debba considerarsi vera medicina preventiva sia dell'individuo medesimo che dell'aggruppamento demografico.

Il grado di sviluppo sociale d'una civiltà si misura dal complesso dei provvedimenti igienici che essa impone legislativamente, realizza ed infine propaganda tra la popolazione a scopo eminentemente educativo e fattivo.

Nozioni empiriche ed esperienze della vita quotidiana costituirono, agli albori della storia, all'epoca delle grandi migrazioni, i primi rudimenti di un'i. individuale e quando le popolazioni, abbandonando il nomadismo, si raggrupparono in sedi stabili, sorse la necessità di provvedere a misure normative che, limitando la libertà dell'individuo di fronte ai bisogni della comunità, difendessero la pubblica salute dai pericoli che derivavano dall'agglomeramento. La codificazione di quelle norme presso le prime civiltà (cinese, giapponese, assiro-babilonese, egiziana, indiana, ebraica) venne compiuta con un senso profondo della natura, e dalla medicina empirica di quelle epoche, a sfondo essenzialmente religioso, sacerdotale, derivarono le pratiche dei bagni, dei massaggi, della ginnastica, della dieta, mentre si evolveva (particolarmente presso il popolo giudaico) il pensiero igienico cui doveva incombere la necessità di provvedere, oltre che all'individuo singolo, anche e ben maggiormente alla salute fisica e psichica dell'aggregato demografico: in una parola, l'i. divenne cardine fondamentale di un programma politico.

Durante il travaglio dei secoli storici, l'influenza degli eventi sociali si è sempre manifestata profonda sull'evoluzione dell'idea igienica, e questa ha segnato nel corso dei tempi epoche di ascesa mirabile, alternate ad epoche di depressione, che in alcuni periodi calamitosi (carestie, guerre, pestilenze) giunsero anche all'annientamento di ogni consuetudine igienica più elementare.

Così si può tratteggiare come maestro incomparabile d'i. il mondo greco, il primo che abbia fatto dell'educazione fisica della gioventù un vero e proprio programma di Stato, tendendo a raggiungere, attraverso l'educazione individuale, nella collettività la più perfetta armonia euritmica, fisica e mentale. La dietetica assurse in Grecia alla dignità di scienza igienica, e molti dei concetti ippocratici che precorrono la dottrina contagionista moderna, informavano colà tutta una legislazione da cui emanava un netto programma di sanità pubblica: pulizia delle strade, provvidenze per l'acqua potabile, controllo dei viveri, disciplina dei mercati, polizia mortuaria, bagni, palestre, edilizia privata e pubblica, ecc.; questo risulta a chiaro documento che lo sviluppo dell'i. decorre parallelo all'educazione dell'intelletto.

Altrettanto può desumersi dal mondo romano con la sua tecnica, grandiosamente semplice, degli acquedotti, delle cloache, delle terme, delle bonifiche dei terreni acquitrinosi, con le sue opere edilizie in genere, con la sua organizzazione codificata per l'assistenza medica della popolazione.

È attraverso il fluire dei secoli, dal mondo greco-romano si discende all'alto medioevo, suo erede oscuro, ma che porta in sé i germi della Rinascenza e, pur nella decadenza delle pratiche igieniche, vede le prime fondazioni nosocomiali dell'Oriente bizantino e lo sviluppo degli Ordini monastici che si dedicano all'assistenza dei malati; mentre la scuola salernitana tramandava, in periodo difficilissimo per la tradizione scientifica, il pensiero medico-igienico nella sua forma più pura; mentre le epidemie, che infierivano in tutto l'orbe allora conosciuto e che avevano già dato alla Chiesa occasione di occuparsi della salute delle popolazioni (v. sotto), suscitavano, particolarmente nel '300 e nel '400, nelle Repubbliche mercantili, un rapido risveglio e progresso igienico, concretantisi nell'elaborazione d'una legislazione sanitaria profilattica, la quale servirà poi di chiaro paradigma a legislazioni simili posteriori. Compaiono allora i primi trattati d'i. individuale (Taddeo Alderotti fiorentino, Aldobrandino da Siena, Ugo Benzi), in cui rinasce, insieme al concetto dell'individualità personale, anche la coscienza di una difesa di se stesso come membro del corpo sociale.

La prosperità successiva delle industrie e dei commerci nei Comuni italiani della Rinascenza, i quali videro aumentare rapidamente la loro popolazione stabile, determinò la creazione d'istituti d'assistenza sociale e la emanazione di norme imperative che si possono oggi considerare il germe della futura legislazione protettiva del lavoro. Nomi indimenticabili nella storia della i. sorgono con il Rinascimento e la loro pleiade si continua cronologicamente sino ai nostri giorni: Fracastoro Ingrassia nel '500: il primo fa risorgere il principio del « contagium animatum sed vivum », il secondo, organizzatore instancabile contro la peste siciliana; nel '600 e '700, Vallisnieri che propugna pur esso la teoria contagionista, Ramazzini, vero iniziatore della medicina sociale moderna e che stabilisce i principi dell'i. e della clinica delle malattie professionali; Lancisi, nelle cui geniali osservazioni s'incontrano i precetti fondamentali che due secoli dopo dovranno formare i caposaldi della lotta antimalarica; mons. Gastaldi, commissario speciale di sanità del governo pontificio, geniale e fecondo legislatore della campagna antipestilenziale del '600 in Roma; Antonio Cocchi e Domenico Cotugno, per l'iniziativa dei quali si emanano nella Toscana misure di protezione contro la tisi; Giovanni Pietro Frank che, sullo scorcio del sec. XVIII, pone in un classico trattato, raccogliendole in coordinato sistema, le più importanti dottrine d'i. politica, ne disciplina i provvedimenti ed afferma la pubblica salute come loro base suprema.

Ma un ancor più rapido scorrere del progresso igienico s'inizia in Inghilterra a cagione dell'epidemia colerica del 1830. Quella nazione vede rese malsicure dal contagio le vie del mare e minacciato quindi il più importante fattore della vita economica inglese. Donde una serie di elaborate leggi di protezione a scopo profilattico sulle navi e nei porti di sbarco. E così pure l'inurbanamento della popolazione rurale nelle grandi città industriali e commerciali inglesi rende palese a quella nazione la necessità di regolare i problemi igienici che derivano dall'agglomeramento dei centri urbani: di qui una serie numerosa di « health acts » che costituiscono documento importante di un'evoluzione impareggiabile nel dominio dell'i. pubblica e privata.

Frattanto, anche in Germania si determinava un'organizzazione sistematica dell'amministrazione sanitaria, e là, come pure in Francia e in Italia, è un susseguirsi rapido di studi e ricerche, che, prendendo le mosse dai successi pratici dello Jenner nella vaccinazione antivaiolosa, dalle scoperte di Agostino Bassi (sul calcino del baco da seta), del Pasteur, del Lister e di tanti e tanti altri illustri, condurranno allo stato attuale della lotta contro i morbi infettivi, mentre si svilupperanno, secondate dalla tecnica moderna, anche tutte le altre branche dell'i., che formeranno un « corpus » di cognizioni e di applicazioni rivolte al benessere sociale ed economico delle nazioni.

L'i., seguendo il progresso d'incivilimento dei popoli, come ogni altra manifestazione dell'attività umana, è andata sempre più inducendo nell'uomo la persuasione della grande utilità che da essa deriva. Oggi tale attività si svolge in correlazione degli esiti dell'investigazione scientifica e tende in guisa sempre più razionale a procurare e conservare all'uomo ed alle collettività le migliori condizioni di vita. Essa ha preso posto tra le scienze biologiche e sociali e la sua importanza viene confermata ogni giorno dai vantaggi che ne riportano i popoli civili: prolungamento della vita media umana, diminuzione delle incidenze di mortalità e morbilità, accresciuta capacità produttiva, ecc. Avendo il dovere di garantire ad ogni individuo della collettività una completa tutela sanitaria, onde sopperire alla insufficienza dei mezzi di autodifesa individuale, l'i. è divenuta una funzione di Stato.

Bibliografia13 opere
BIBL.: A. Celli, Manuale dell'igienista, Torino 1906-1907; L. Pagliani, Trattato d'i. e sanità pubblica, Milano 1912; autori vari: Trattato italiano d'i., 26 voll., Torino 1924-31; L. Bernard-E. Debré, Cours d'hygiène, Parigi 1927; W. H. Park, Public health and hygiene, Filadelfia 1928; R. Cimmino, Compendio d'i., Napoli 1931; D. Ottolenghi, Trattato d'i., Milano 1933-34; E. Bertarelli, Trattato d'i., ivi 1938; L. Tanon, Hygiène, Parigi 1947; J. L. Burn, Recent advances in public health, Londra 1947; V. Puntoni, Trattato d'i., Roma 1948; W. P. Shepard, Essentials of public health, Filadelfia 1948; C. F. Bolduan - N. W. Bolduan, Public health and hygiene, ivi 1949.

Guido Tegoni

I COMPITI DELLA I. PUBBLICA O SOCIALE

Il più rapido progresso della i., che prese le mosse dall'Inghilterra, fece sorgere istituzioni di vario genere in tutte le nazioni civili, alcune per iniziativa privata, altre a cura degli Stati.

In Italia sono particolarmente efficienti la Pontificia commissione di assistenza, la Croce rossa italiana, l'Opera maternità ed infanzia, e vari istituti di assicurazione. Ultimamente è sorta anche l'Organizzazione mondiale della sanità (O.M.S.).

I campi di azione della i. sociale, sono numerosi:

1. Studio dello stato e del movimento della popolazione

Le indagini devono essere istituite con controlli statistici di larga base e le deduzioni devono essere confrontate con quelle di altre nazioni e con notizie desunte dalla esperienza dei tempi passati. Si è visto, p. es., che in molte nazioni esiste una rilevante eccedenza della popolazione femminile su quella maschile. Ciò può essere di pregiudizio alla salute e alla morale pubblica perché molti uomini restano celibi, trovando facilità di soddisfare il desiderio sessuale senza assumere gli obblighi e gli oneri della vita matrimoniale, aumenta inoltre la prostituzione, cresce il numero degli illegittimi, si ha infine un aumento della malattie sessuali, dannose a chi direttamente le contrae e alla prole. Si è visto inoltre che in molte nazioni si sta verificando un progressivo invecchiamento della stirpe per diminuzione delle nascite ed allungamento dell'età media della vita.

Spetta all'i. sociale indicare i mezzi per ovviare, per quanto è possibile, alle conseguenze di questi due fenomeni.

2. Condizioni di lavoro

L'eccesso di ore lavorative, l'attività svolta in ambienti malsani, senza le dovute provvidenze, la inadeguata retribuzione, l'impiego di mano d'opera femminile a discapito di quella maschile, possono essere causa, secondo i casi, di danno alla salute (aumento della tubercolosi), di disgregamento delle famiglie (la donna non accudisce al buon andamento della famiglia), di denatalità, di disoccupazione, di nervosismo, di eccitazione ed anche di pertubamenti sociali.

3. Alimentazione

Viene studiata dall'i. sociale in rapporto al fabbisogno calorico, vitaminico, minerale delle popolazioni e del lavoratore.

La malsana ed insufficiente alimentazione può trovare fondamento in fattori di indole economica, dagli usi locali o dal particolare genere di vita che rende difficile attenersi alle regole di sana alimentazione; ne sono conseguenza, secondo i casi, la tubercolosi, la osteomalacia, il rachitismo, il deficiente sviluppo fetale, il deficiente sviluppo somato-psichico del bambino, l'astenia, molte malattie del ricambio, ecc.

4. Abitazioni

Grande importanza ha il problema dell'abitazione perché l'uomo, per potere conservare la propria salute e per lo stimolo al lavoro, ha bisogno di spazio, del verde delle piante, di sole, di quiete. La insufficienza delle abitazioni è causa, fra l'altro, di promiscuità, dannosa alla salute fisica e morale delle popolazioni.

5. Vestuario

L'i. sociale segnala i danni di alcune fogge di abbigliamento (busto, cinture strette, scarpe di sadatte) e studia i tipi di vestito più confacenti alle diverse categorie dei lavoratori. Per i legami che ha con l'igiene morale, promuove inoltre la formazione di una coscienza etica che faccia rifuggire dall'uso di vestiti che eccitano in maniera sconveniente la sensualità: ognuno ha diritto di preferire il vestito che gli aggrada, ma esponendosi in pubblico deve sentire l'obbligo di rispettare la coscienza morale degli altri.

6. Attività ricreative

Lo sport in tutte le sue manifestazioni (nuoto, canottaggio, giuoco del pallone, corse, escursioni, tennis ecc.) rientra nei compiti dell'i. sociale perché educa alla pulizia, all'ordine, alla disciplina e migliora la salute conferendo all'organismo freschezza ed energia.

Spetta inoltre all'i. sociale di procurare delle gioie sane, valorizzando la religione, pacificatrice degli animi, e fomentando la gioia del lavoro. La psicoterica viene in aiuto all'i. sociale indicando le attività cui è maggiormente adatto chi aspira ad un posto di lavoro; è noto che l'adeguatezza delle attitudini al compito lavorativo è uno dei più importanti fattori della gioia del lavoro.

7. Eugenica

Deve essere studiata al lume del progresso delle scienze biologiche e sociali, senza fanatismi e nel pieno rispetto della personalità umana.

Sono noti i dannosi influisti sulla prole di alcune malattie infettive e di alcune intossicazioni croniche; è noto inoltre che l'età avanzata della madre può essere causa di debolezza dei figli; che il concepimento in stato di ubriachezza può influire dannosamente sul prodotto del concepimento; che il matrimonio tra portatori di tare dello stesso genere rischia di far trasmettere ai figli difetti analoghi, che migliori sono i matrimoni tra persone che appartengono a regioni diverse (mentre invece il matrimonio contratto tra persone di razza diversa dà luogo a prodotti scadenti); che la figliolanza unica non è eugenicamente raccomandabile ecc.

Fondandosi su questi principi generali l'i. sociale si rivolge alla tutela della maternità, dei neonati, dei bambini e poi dell'adolescenza e della gioventù, promuovendo le istituzioni idonee a salvaguardare la salute fisica e morale delle famiglie e di ciascuno dei componenti.

Svolge poi la sua azione a favore dei lavoratori, che difende dagli orari di lavoro troppo protratti, dalla insalubrità degli ambienti di lavoro, dall'azione delle sostanze tossiche nelle industrie insalubri, dai rumori eccessivi ecc.

Studia inoltre l'azione dell'ambiente sociale sulla insorgenza e sulla diffusione di alcune malattie particolarmente larmente temibili, come la peste, il colera, la lebbra, il tifo, il vaiolo, la tubercolosi, le malattie sessuali e alcune intossicazioni particolarmente dannose come l'alcoolismo, il morfinismo, il cocainiismo; esamina quindi il problema della prostituzione che aspetta tuttora la sua soluzione, essendosi dimostrati ugualmente inefficaci sia la regolamentazione che l'abolizamento.

Altro compito dell'i. sociale è di provvedere alla profilassi delle malattie mentali, nella genesi delle quali hanno importanza la disposizione congenita e molte cause di natura tossica od ambientali.

L'i. sociale provvede infine perché sia attuata una efficiente legislazione sanitaria per la protezione della salute del cittadino (assicurazione contro le malattie e in particolare contro la tubercolosi), per la protezione del lavoratore (assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, disposizione per la prevenzione degli infortuni, per la salubrità degli ambienti di lavoro e per l'osservanza delle norme concernenti gli orari di lavoro), per la difesa delle malattie professionali, per la protezione contro la invalidità e la vecchiaia ecc., e a tal uopo organizza centri di studio, consultori, ospedali, convalescenziari, refettori materni, nidi, asili, scuole all'aperto, brefotrofi, case di redenzione per traviati ecc.

Nella sua complessa opera l'i. sociale deve tener presenti le norme immutabili delle leggi morali e deve essere animata da quello spirito di carità vera che riconosce i diritti altrui e ammaestra a rispettare quelli degli altri.

Bibliografia32 opere
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Eleuterio Boganelli

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Di Guido Tegoni, Eleuterio Boganelli

Fonte Guido Tegoni: firma a stampa; Eleuterio Boganelli: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 1591–1596.

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Tegoni, Guido, and Eleuterio Boganelli. “Igiene.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 1591–1596. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/igiene.

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Tegoni, Guido, and Eleuterio Boganelli. “Igiene.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1591–1596. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/igiene.

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