IGIENE. - L'i. (ὕγλεια = sanità) può definirsi la scienza e la pratica della salute. Suo scopo fondamentale è il prolungamento della vita umana, attraverso il benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività, di cui questi fa parte; la realizzazione di tale fine essa cerca di conseguire mediante concezione, elaborazione e successiva applicazione di metodi propri, adeguati a rimuovere completamente, o per lo meno a neutralizzare, i fattori dannosi ambientali, oppure inerenti alle varie costituzioni individuali organiche o alla struttura del corpo sociale.
Da un largo punto di vista si può distinguere un'i. scientifica ed un'i. pratica. La prima indaga le motivazioni delle misure da applicarsi secondo principi teorici ben definiti; costituisce una grande branca del sapere medico, sviluppatasi particolarmente e notevolmente in seguito alle basilari scoperte microbiologiche ed osservazioni epidemiologiche del secolo scorso. La seconda trae, invece, dall'esperienza em-
empirica secolare e dai dati della sperimentazione ed osservazione moderna le norme di attuazione tecnica dei postulati enunciati dall'i. scientifica; diversamente da quest'ultima, essa affonda le sue origini normative nelle legislazioni più antiche, e sotto questo riguardo ha in se stessa uno scopo educativo, civile e morale.
Dall'i. concernente il singolo individuo (i. individuale) e che storicamente ha costituito l'inizio d'un complesso empirico d'osservazioni, che nei tempi remoti s'imposero alla mente umana come concetti utili alla conservazione della vita fisica dell'individuo medesimo, si è sviluppata un'i. riguardante la collettività demografica nel suo complesso (i. pubblica), e la sua evoluzione si verifichò sempre in diretta proporzione con la civiltà del popolo rispettivo.
Per la natura stessa dei suoi compiti l'i. deve spaziare nel dominio di molteplici discipline, che le somministrano le cognizioni su cui essa elabora ed imposta i propri metodi di ricerca e di pratica applicazione. Essa attinge il suo materiale dalla meteorologia, climatologia, geologia, idrologia, dagli svariati campi della fisiologia e della patologia, come pure dalle discipline sociologiche. L'aria, l'acqua, il terreno, le vestimenta, l'alimentazione, l'edilizia, urbana e rurale, la lotta contro le malattie infettive e quelle cosiddette « sociali » (tubercoloi, malaria, diabete, reumatismo, ecc.), le organizzazioni assistenziali per la maternità, l'infanzia, la vecchiaia, i minorati fisici e psichici, i lavoratori, ecc., il miglioramento igienico individuale e della specie, la legislazione sanitaria: ecco i principali oggetti dell'i. È addirittura un compito enciclopédico, che, per le necessità dei tempi moderni, si è suddiviso in branche specializzate (i. alimentare, industriale, ospedaliera, militare, navale, sociale-assistenziale, urbana, rurale, edilizia, ecc.), evolventesi ciascuna secondo rispettivi indirizzi teorici e pratici, ma tra loro in feconda collaborazione e tutte tendenti al benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività.
Lo sviluppo dell'i. è sempre decorso parallelo alla educazione intellettuale: all'educazione della collettività sociale, nel senso che questa abbia un'esatta valutazione dell'importanza da attribuirsi alla salute fisica e mentale dei suoi membri, ed alla educazione dell'individuo singolo come cittadino nello Stato; quest'ultimo, a sua volta, diviene fattore legislativo e quindi normativo ed imperativo, e codificante il concetto basilare che l'i., nella più vasta accezione del termine, debba considerarsi vera medicina preventiva sia dell'individuo medesimo che dell'aggruppamento demografico.
Il grado di sviluppo sociale d'una civiltà si misura dal complesso dei provvedimenti igienici che essa impone legislativamente, realizza ed infine propaganda tra la popolazione a scopo eminentemente educativo e fattivo.
Nozioni empiriche ed esperienze della vita quotidiana costituirono, agli albori della storia, all'epoca delle grandi migrazioni, i primi rudimenti di un'i. individuale e quando le popolazioni, abbandonando il nomadismo, si raggrupparono in sedi stabili, sorse la necessità di provvedere a misure normative che, limitando la libertà dell'individuo di fronte ai bisogni della comunità, difendessero la pubblica salute dai pericoli che derivavano dall'agglomeramento. La codificazione di quelle norme presso le prime civiltà (cinese, giapponese, assiro-babilonese, egiziana, indiana, ebraica) venne compiuta con un senso profondo della natura, e dalla medicina empirica di quelle epoche, a sfondo essenzialmente religioso, sacerdotale, derivarono le pratiche dei bagni, dei massaggi, della ginnastica, della dieta, mentre si evolveva (particolarmente presso il popolo giudaico) il pensiero igienico cui doveva incombere la necessità di provvedere, oltre che all'individuo singolo, anche e ben maggiormente alla salute fisica e psichica dell'aggregato demografico: in una parola, l'i. divenne cardine fondamentale di un programma politico.
Durante il travaglio dei secoli storici, l'influenza degli eventi sociali si è sempre manifestata profonda sull'evo-
luzione dell'idea igienica, e questa ha segnato nel corso dei tempi epoche di ascesa mirabile, alternate ad epoche di depressione, che in alcuni periodi calamitosi (carestie, guerre, pestilenze) giunsero anche all'annientamento di ogni consuetudine igienica più elementare.
Così si può tratteggiare come maestro incomparabile d'i. il mondo greco, il primo che abbia fatto dell'educazione fisica della gioventù un vero e proprio programma di Stato, tendendo a raggiungere, attraverso l'educazione individuale, nella collettività la più perfetta armonia euritmica, fisica e mentale. La dietetica assurse in Grecia alla dignità di scienza igienica, e molti dei concetti ippocratici che precorrono la dottrina contagionista moderna, informavano colà tutta una legislazione da cui emanava un netto programma di sanità pubblica: pulizia delle strade, provvidenze per l'acqua potabile, controllo dei viveri, disciplina dei mercati, polizia mortuaria, bagni, palestre, edilizia privata e pubblica, ecc.; questo risulta a chiaro documento che lo sviluppo dell'i. decorre parallelo all'educazione dell'intelletto.
Altrettanto può desumersi dal mondo romano con la sua tecnica, grandiosamente semplice, degli acquedotti, delle cloache, delle terme, delle bonifiche dei terreni acquitrinosi, con le sue opere edilizie in genere, con la sua organizzazione codificata per l'assistenza medica della popolazione.
È attraverso il fluire dei secoli, dal mondo greco-romano si discende all'alto medioevo, suo erede oscuro, ma che porta in sé i germi della Rinascenza e, pur nella decadenza delle pratiche igieniche, vede le prime fondazioni nosocomiali dell'Oriente bizantino e lo sviluppo degli Ordini monastici che si dedicano all'assistenza dei malati; mentre la scuola salernitana tramandava, in periodo difficilissimo per la tradizione scientifica, il pensiero medico-igienico nella sua forma più pura; mentre le epidemie, che infierivano in tutto l'orbe allora conosciuto e che avevano già dato alla Chiesa occasione di occuparsi della salute delle popolazioni (v. sotto), suscitavano, particolarmente nel '300 e nel '400, nelle Repubbliche mercantili, un rapido risveglio e progresso igienico, concretantisi nell'elaborazione d'una legislazione sanitaria profilattica, la quale servirà poi di chiaro paradigma a legislazioni simili posteriori. Compaiono allora i primi trattati d'i. individuale (Taddeo Alderotti fiorentino, Aldobrandino da Siena, Ugo Benzi), in cui rinasce, insieme al concetto dell'individualità personale, anche la coscienza di una difesa di se stesso come membro del corpo sociale.
La prosperità successiva delle industrie e dei commerci nei Comuni italiani della Rinascenza, i quali videro aumentare rapidamente la loro popolazione stabile, determinò la creazione d'istituti d'assistenza sociale e la emanazione di norme imperative che si possono oggi considerare il germe della futura legislazione protettiva del lavoro. Nomi indimenticabili nella storia della i. sorgono con il Rinascimento e la loro pleiade si continua cronologicamente sino ai nostri giorni: Fracastoro Ingrassia nel '500: il primo fa risorgere il principio del « contagium animatum sed vivum », il secondo, organizzatore instancabile contro la peste siciliana; nel '600 e '700, Vallisnieri che propugna pur esso la teoria contagionista, Ramazzini, vero iniziatore della medicina sociale moderna e che stabilisce i principi dell'i. e della clinica delle malattie professionali; Lancisi, nelle cui geniali osservazioni s'incontrano i precetti fondamentali che due secoli dopo dovranno formare i caposaldi della lotta antimalarica; mons. Gastaldi, commissario speciale di sanità del governo pontificio, geniale e fecondo legislatore della campagna antipestilenziale del '600 in Roma; Antonio Cocchi e Domenico Cotugno, per l'iniziativa dei quali si emanano nella Toscana misure di protezione contro la tisi; Giovanni Pietro Frank che, sullo scorcio del sec. XVIII, pone in un classico trattato, raccogliendole in coordinato sistema, le più importanti dottrine d'i. politica, ne disciplina i provvedimenti ed afferma la pubblica salute come loro base suprema.
Ma un ancor più rapido scorrere del progresso igienico s'inizia in Inghilterra a cagione dell'epidemia colerica del 1830. Quella nazione vede rese malsicure dal contagio
le vie del mare e minacciato quindi il più importante fattore della vita economica inglese. Donde una serie di elaborate leggi di protezione a scopo profilattico sulle navi e nei porti di sbarco. E così pure l'inurbanamento della popolazione rurale nelle grandi città industriali e commerciali inglesi rende palese a quella nazione la necessità di regolare i problemi igienici che derivano dall'agglomeramento dei centri urbani: di qui una serie numerosa di « health acts » che costituiscono documento importante di un'evoluzione impareggiabile nel dominio dell'i. pubblica e privata.
Frattanto, anche in Germania si determinava un'organizzazione sistematica dell'amministrazione sanitaria, e là, come pure in Francia e in Italia, è un susseguirsi rapido di studi e ricerche, che, prendendo le mosse dai successi pratici dello Jenner nella vaccinazione antivaiolosa, dalle scoperte di Agostino Bassi (sul calcino del baco da seta), del Pasteur, del Lister e di tanti e tanti altri illustri, condurranno allo stato attuale della lotta contro i morbi infettivi, mentre si svilupperanno, secondate dalla tecnica moderna, anche tutte le altre branche dell'i., che formeranno un « corpus » di cognizioni e di applicazioni rivolte al benessere sociale ed economico delle nazioni.
L'i., seguendo il progresso d'incivilimento dei popoli, come ogni altra manifestazione dell'attività umana, è andata sempre più inducendo nell'uomo la persuasione della grande utilità che da essa deriva. Oggi tale attività si svolge in correlazione degli esiti dell'investigazione scientifica e tende in guisa sempre più razionale a procurare e conservare all'uomo ed alle collettività le migliori condizioni di vita. Essa ha preso posto tra le scienze biologiche e sociali e la sua importanza viene confermata ogni giorno dai vantaggi che ne riportano i popoli civili: prolungamento della vita media umana, diminuzione delle incidenze di mortalità e morbilità, accresciuta capacità produttiva, ecc. Avendo il dovere di garantire ad ogni individuo della collettività una completa tutela sanitaria, onde sopperire alla insufficienza dei mezzi di autodifesa individuale, l'i. è divenuta una funzione di Stato.