IGIENE

IGIENE. - L'î. (ûyêez = sanità) può definirsi la scienza e la pratica della salute. Suo scopo fondamentale è il prolungamento della vita umana, attraverso il benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività, di cui questi fa parte; la realizzazione di tale fine essa cerca di conseguire mediante concezione, elaborazione e successiva applicazione di metodi propri, adeguati a rimuovere completamente, o per lo meno a neutralizzare, i fattori dannosi ambientali, oppure inerenti alle varie costituzioni individuali organiche o alla struttura del corpo sociale.

Da un largo punto di vista si può distinguere un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto, un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto. La prima indaga le motivazioni delle misure da applicarsi secondo principi teorici ben definiti; costituisce una grande branca del sapere medico, sviluppatasi particolarmente e notevolmente in seguito alle basilari scoperte microbiologiche ed osservazioni epidemiologiche del secolo scorso. La seconda trae, invece, dall'esperienza em

pírica secolare e dai dati della sperimentazione ed osservazione moderna le norme di attuazione tecnica dei postulati enunciati dall'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di una scienza e la pratica della salute. Suo scopo fondamentale è il prolungamento della vita umana, attraverso il benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività, di cui questi fa parte; la realizzazione di tale fine essa cerca di conseguire mediante concezione, elaborazione e successiva applicazione di metodi propri, adeguati a rimuovere completamente, o per lo meno a neutralizzare, i fattori dannosi ambientali, oppure inerenti alle varie costituzioni individuali organiche o alla struttura del corpo sociale.

Da un largo punto di vista si può distinguere un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto, un'istituto di un'istituto di un'istituto di un'istituto di una scienza e la pratica della salute. Suo scopo fondamentale è il prolungamento della vita umana, attraverso il benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività, di cui questi fa parte; la realizzazione di tale fine essa cerca di conseguire mediante concezione, elaborazione e successiva applicazione di metodi propri, adeguati a rimuovere completamente, o per lo meno a neutralizzare, i fattori dannosi ambientali, oppure inerenti alle varie costituzioni individuali organiche o alla struttura del corpo sociale.

Da un largo punto di vista si può distinguere un'istituto di un'istituto di un'istituto di una scienza e la pratica della salute. Suo scopo fondamentale è il prolungamento della vita umana, attraverso il benessere fisico e psichico dell'individuo e della collettività, di cui questi fa parte; la realizzazione di tale fine essa cerca di conseguire mediante concezione, elaborazione e successiva aplica

luzione dell'idea igienica, e questa ha segnato nel corso dei tempi epoche di ascesa mirabile, alternate ad epoche di depressione, che in alcuni periodi calamitosi (carestie, guerre, pestilenze) giunsero anche all'annientamento di ogni consuetudine igienica più elementare.

Così si può tratteggiare come maestro incomparabile d'ì, il mondo greco, il primo che abbia fatto dell'educazione fisica della gioventù un vero e proprio programma di Stato, tendendo a raggiungere, attraverso l'educazione individuale, nella collettività la più perfetta armonia eucaristica, fisica e mentale. La dietetica assunse in Grecia alla dignità di scienza igienica, e molti dei concetti ippocratici che percorrono la dottrina congiunzione moderna, informavano colà tutta una legislazione da cui emanava un netto programma di sanità pubblica: pulizia delle strade, provvidenze per l'acqua potabile, controllo dei viveri, disciplina dei mercati, polizia mortuaria, bagni, palestre, edilizia privata e pubblica, ecc.; questo risulta a chiaro documento che lo sviluppo dell'è decorre parallelo all'educazione dell'intelletto.

Altrattanto può desumersi dal mondo romano con la sua tecnica, grandiosamente semplice, degli acquedotti, delle cloache, delle terme, delle bonifiche dei terreni acquitrinitosi, con le sue opere edilizie in genere, con la sua organizzazione codificata per l'assistenza medica della popolazione.

È attraverso il fluire dei secoli, dal mondo greco-romano si discende all'alto medioevo, suo erede oscuro, ma che porta in sé i germi della Rinascenza e, pur nella decadenza delle pratiche igieniche, vede le prime fondazioni nosocomiali dell'Oriente bizantino e lo sviluppo degli Ordini monastici che si dedicano all'assistenza dei malati; mentre la scuola salernitana tramandava, in periodo difficilissimo per la tradizione scientifica, il pensiero medico-igienico nella sua forma più pura; mentre le epidemie, che inficrivano in tutto l'orbé allora conosciuto e che avevano già dato alla Chiesa occasione di occuparsi della salute delle popolazioni (v. sotto), suscitavano, particolarmente nel '300 e nel '400, nelle Repubbliche mercantili, un rapido risveglio e progresso igienico, concentratisi nell'elaborazione d'una legislazione sanitaria profilattica, la quale serviva più di chiaro paradigma a legislazioni simili posteriori. Compariamo allora i primi trattati d'ì, individuale (Taddeo Alderotti fiorentino, Aldobrandino da Siena, Ugo Benzi), in cui rinasce, insieme al concetto dell'individualità personale, anche la coscienza di una difesa di se stesso come membro del corpo sociale.

La prosperità successiva delle industrie e dei commerci nei Comuni italiani della Rinascenza, i quali videro aumentare rapidamente la loro popolazione stabile, determinò la creazione d'istituti d'assistenza sociale e la emanazione di norme imperative che si possono oggi considerare il germe della futura legislazione protettiva del lavoro. Nomi indimenticabili nella storia della s. s. s. s. s. s. s. s. s. s. s. s. s. s. s. s., sono con il Rinascimento e la loro pleiade si continua cronologicamente sino ai nostri giorni: Fracastoro Ingrassia nel '500: il primo fa risorgere il principio del «contagium animatum sed vivum», il secondo, organizzatore instancabile contro la peste siciliana; nel '600 e '700, Vallisneri che propugna pur esso la teoria contagionista, Ramazzini, vero iniziatore della medicina sociale moderna e che stabilisce i principi dell'ì, e della clinica delle malattie professionali; Lancisi, nelle cui geniali osservazioni s'incontrano i precetti fondamentali che due secoli dopo dovranno formare i caposaldi della lotta antimalaria; mons. Gastaldi, commissario speciale di sanità del governo pontificio, geniale e fecondo legislatore della campagna antipestilenziale del '600 in Roma; Antonio Cocchi e Domenico Cotugno, per l'iniziativa dei quali si emanano nella Toscana misure di protezione contro la tisi; Giovanni Pietro Frank che, sullo scorcio del sec. xviii, pone in un classico trattato, raccogliendole in coordinato sistema, le più importanti dottrine d'ì, politica, ne disciplinano i provvedimenti ed afferma la pubblica salute come loro base suprema.

Ma un ancor più rapido scorrerà del progresso igienico s'inizia in Inghilterra a cagione dell'epidemia colerica del '1830. Quella nazione vede rese malsicure dal contagio le vie del mare e minacciato quindi il più importante fattore della vita economica inglese. Donde una serie di elaborate leggi di protezione a scopo profilattico sulle navi e nei porti di sbarco. E così pure l'inurbanamento della popolazione rurale nelle grandi città industriali e commerciali inglesi rende palese a quella nazione la necessità di regolare i problemi igienici che derivano dall'aggiornamento dei centri urbani: di qui una serie numerosa di «health acts» che costituiscono documento importante di un'evoluzione impareggiabile nel dominio dell'ì, pubblica e privata.

Frattanto, anche in Germania si determinava un'organizzazione sistematica dell'amministrazione sanitaria, e là, come pure in Francia e in Italia, è un susseguirsi rapido di studi e ricerche, che, prendendo le mosse dai successi pratici dello Jener nella vaccinazione antiviolosa, dalle scoperte di Agostino Bassi (sul calcio del baco da seta), del Pasteur, del Lister e di tanti e tanti altri illustri, condurranno allo stato attuale della lotta contro i morbi infettivi, mentre si svilupperanno, secondate dalla tecnica moderna, anche tutte le altre branche dell'ì, che formeranno un «corpus» di cognizioni e di applicazioni rivolte al benessere sociale ed economico delle nazioni.

L'ì, seguendo il progresso d'inclinamento dei popoli, come ogni altra manifestazione dell'attività umana, è andata sempre più inducendo nell'uomo la persuasione della grande utilità che da essa deriva. Oggi tale attività si svolge in correlazione degli esiti dell'investigazione scientifica e tende in guisa sempre più razionale a procurare e conservare all'uomo ed alle collettività le migliori condizioni di vita. Essa ha preso posto tra le scienze biologiche e sociali e la sua importanza viene confermata ogni giorno dai vantaggi che ne riportano i popoli civili: prolungamento della vita media umana, diminuzione delle incidenze di mortalità e morbilità, accresciuta capacità produttiva, ecc. Avendo il dovere di garantire ad ogni individuo della collettività una completa tutela sanitaria, onde sopperire alla insufficienza dei mezzi di autodifesa individuale, l'ì è divenuta una funzione di Stato.

Bibl.: A. Celli, Manuale dell'igienista, Torino 1906-1907; L. Pagliari, Trattato d'ì, e sanità pubblica, Milano 1912; autori vari: Trattato italiano d'ì, 26 voll., Torino 1925-31; L. Bernard-E. Debré, Cours d'hygiène, Parigi 1927; W. H. Park, Public health and hygiene, Filadelfia 1928; R. Cimmino, Compendio d'ì, Napoli 1931; D. Ottolenghi, Trattato d'ì, Milano 1933-34; E. Berarelli, Trattato d'ì, ivi 1938; L. Tanon, Hygiene, Parigi 1947; J. L. Burn, Recent advances in public health, Londra 1947; V. Puntoni, Trattato d'ì, Roma 1948; W. P. Shepard, Essentials of public health, Filadelfia 1948; C. F. Bolduan - N. W. Bolduan, Public health and hygiene, ivi 1949.