I COMPITI DELLA I

I COMPITI DELLA

I. PUBBLICA O SOCIALE

Il più rapido progresso della i., che prese le mosse dall'Inghilterra, fece sorgere istituzioni di vario genere in tutte le nazioni civili, alcune per iniziativa privata, altre a cura degli Stati.

In Italia sono particolarmente efficenti la Pontificia commissione di assistenza, la Croce rossa italiana, l'Opera maternità ed infanzia, e vari Istituti di assicurazione. Ultimamente è sorta anche l'Organizzazione mondiale della sanità (O.M.S.).

I campi di azione della i. sociale, sono numerosi:

1. Studio dello stato e del movimento della popolazione

Le indagini devono essere istituite con controlli statistici di larga base e le deduzioni devono essere confrontate con quelle di altre nazioni e con notizie desunte dalla esperienza dei tempi passati. Si è visto, p. es., che in molte nazioni esiste una rilevante eccedenza della popolazione femminile su quella maschile. Ciò può essere di pregiudizio alla salute e alla morale pubblica perché molti uomini restano celibi, trovando facilità di soddisfare il desiderio sessuale senza assumere gli obblighi e gli oneri della vita matrimoniale, aumentando inoltre la prostituzione, cresce il numero degli illigittimi, si ha infine un aumento della malattia sessuali, dannose a chi direttamente le contrae e alla prole. Si è visto inoltre che in molte nazioni si sta verificando un progressivo invecchiamento della stirpe per diminuzione delle nascite ed allungamento dell'età media della vita.

Spetta all' i. sociale indicare i mezzi per ovviare, per quanto è possibile, alle conseguenze di questi due fenomeni.

2. Condizioni di lavoro

L'eccesso di ore lavorative, l'attività svolta in ambienti malsani, senza le dovute provvidenze, la inadeguata retribuzione, l'impiego di mano d'opera femminile a discapito di quella maschile, possono essere causa, secondo i casi, di danno alla salute (aumento della tubercolosi), di disgregamento delle famiglie (la donna non accudisce al buon andamento della famiglia), di denatalità, di disoccupazione, di nervosismo, di eccitazione ed anche di perturbamenti sociali.

3. Alimentazione

Viene studiata dall' i. sociale in rapporto al fabbisogno calorico, vitamino, minerale delle popolazioni e del lavoratore.

La malsana ed insufficiente alimentazione può trovare fondamento in fattori di indole economica, dagli usi locali o dal particolare genere di vita che rende difficile attenersi alle regole di sana alimentazione; ne sono conseguenza, secondo i casi, la tubercolosi, la osteomalacia, il rachitismo, il deficiente sviluppo fetale, il deficiente sviluppo somato-psichico del bambino, l'astenia, molte malattie del ricambio, ecc.

4. Abitazioni

Grande importanza ha il problema dell'abitazione perché l'uomo, per potere conservare la propria salute e per lo stimolo al lavoro, ha bisogno di spazio, del verde delle piante, di sole, di quiete. La insufficienza delle abitazioni è causa, fra l'altro, di promiscuità, dannosa alla salute fisica e morale delle popolazioni.

5. Vestiario

L' i. sociale segnala i danni di alcune fogge di abbigliamento (busto, cinture strette, scarpe di saldate) e studia i tipi di vestito più confacenti alle diverse categorie dei lavoratori. Per i legami che ha con l'igiene morale, promuove inoltre la formazione di una coscienza etica che faccia rifuggire dall'uso di vestiti che eccitano in maniera sconveniente la sensualità: ognuno ha diritto di preferire il vestito che gli aggrada, ma esponendosi in pubblico deve sentire l'obbligo di rispettare la coscienza morale degli altri.

6. Attività ricreative

Lo sport in tutte le sue manifestazioni (nuoto, canottaggio, giuoco del pallone, corse, escursioni, tennis ecc.) rientra nei compiti dell' i. sociale perché educa alla pulizia, all'ordine, alla disciplina e migliora la salute conferendo all'organismo freschezza ed energia.

Spetta inoltre all' i. sociale di procurare delle gioie sane, valorizzando la religione, pacificatrice degli animi, e fomentando la gioia del lavoro. La psicotecnica viene in aiuto all' i. sociale indicando le attività cui è maggiormente adatto chi aspira ad un posto di lavoro; è noto che l'adeguatezza delle attitudini al compito lavorativo è uno dei più importanti fattori della gioia del lavoro.

7. Eugenia

Deve essere studiata al lume del progresso delle scienze biologiche e sociali, senza fanatismi e nel pieno rispetto della personalità umana.

Sono noti i dannosi influssi sulla prole di alcune malattie infettive e di alcune intossicazioni croniche; è noto inoltre che l'età avanzata della madre può essere causa di debolezza dei figli; che il concepimento in stato di ubriachezza può influire dannosamente sul prodotto del concepimento; che il matrimonio tra portatori di tale dello stesso genere rischia di far trasmettere ai figli difetti analoghi, che migliori sono i matrimoni tra persone che appartengono a regioni diverse (mentre invece il matrimonio contratto tra persone di razza diversa dà luogo a prodotti scadenti); che la figliolanza unica non è eugenicamente raccomandabile ecc.

Fondandosi su questi principi generali l' i. sociale si rivolge alla tutela della maternità, dei neonati, dei bambini e dei l' adolescenza e della gioventù, promuovendo le istituzioni idonee a salvaguardare la salute fisica e morale delle famiglie e di ciascuno dei componenti.

Svolge poi la sua azione a favore dei lavoratori, che difende dagli orari di lavoro troppo protratti, dalla insalubrità degli ambienti di lavoro, dall'azione delle sostanze tossiche nelle industrie insalubri, dai rumori eccessivi ecc.

Studia inoltre l'azione dell' ambiente sociale sulla insorgenza e sulla diffusione di alcune malattie partico- larmente temibili, come la peste, il colera, la lebbra, il tifo, il vaiolo, la tubercolosi, le malattie sessuali e alcune intossicazioni particolarmente dannose come l'alcolismo, il morfismo, il cocainismo; esamina quindi il problema della prostituzione che aspetta tuttora la sua soluzione, essendosi dimostrati ugualmente inefficaci sia la regolamentazione che l'abolizionismo.

Altro compito dell' i. sociale è di provvedere alla profilassi delle malattie mentali, nella genesi delle quali hanno importanza la disposizione congenita e molte cause di natura tossica od ambientali.

L' i. sociale provvede infine perché sia attuata una efficiente legislazione sanitaria per la protezione della salute del cittadino (assicurazione contro le malattie e in particolare contro la tubercolosi), per la protezione del lavoratore (assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, disposizione per la prevenzione degli infortuni, per la salubrità degli ambienti di lavoro e per l'osservanza delle norme concernenti gli orari di lavoro), per la difesa delle malattie professionali, per la protezione contro la invalidità e la vecchiaia ecc., e a tal uopo organizza centri di studio, consultori, ospedali, convalescenzieri, refettori materni, nidi, asili, scuole all'aperto, brefotrofi, case di redenzione per traviati ecc.

Nella sua complessa opera l' i. sociale deve tener presenti le norme immutabili delle leggi morali e deve essere animata da quello spirito di carità vera che riconosce i diritti altrui e ammaestrati a rispettare quelli degli altri.

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