INCURABILI, OSPEDALE degli. - Il sorgere degli o. degli i. è un tipico fenomeno del Rinascimento. Due fatti di grande importanza, pur venendo da campi totalmente opposti, portarono alla fondazione
di questo nuovo tipo di ospedalizzazione: la pandemia di sifilide (v.) e l'oratorio detto del Divino Amore.
I sifilitici, data l'incerttezza della cura, venivano cacciati dai comuni luoghi di ricovero, sia per l'aspetto frequentemente ripugnante delle loro lesioni, sia perché gli ospedali non potevano fornir loro una cura adeguata. Tali infermi, considerati incurabili, si spargevano per la città, dimorando sui gradini delle chiese o agli angoli delle strade, fino alla morte, spesso senza conforto alcuno. Di essi si occuparono i confratelli del Divino Amore, il cui oratorio fu fondato dal genovese Ettore Vernazza. Per ispirazione di Caterina Fieschi Adorno, conosciuta come s. Caterina da Genova, germogliò nell'oratorio il primo seme dell'o. degli i., fondato nel 1499 in Genova con il titolo di « Ridotto degli i. ». I ridotti si moltiplicarono nelle città d'Italia, seguendo il diffondersi delle filiali dell'oratorio. In Roma, il primitivo oratorio di Trastevere ebbe come o. degli i. quello di S. Giacomo in Augusta, che era stato affidato alla Compagnia di S. Maria del Popolo nel 1451. Nel 1515 le due confraternite si trovarono d'accordo nell'adibire l'ospedale a questo nuovo uso; s. Gaetano Thiene offrì tutto lo slancio della sua carità a tal fine, e per suo merito sorsero ospizi a Venezia, Verona e Vicenza. Nello stesso anno fu fondato a Napoli uno dei più famosi o. degli i., ad opera dello stesso Vernazza. Anche s. Camillo de Lellis portò il suo contributo a tali istituzioni e Paolo IV Carafa validamente ne appoggiò il sorgere.