INFANTILISMO. - Particolare condizione dell'individuo caratterizzata dalla persistenza di uno sviluppo e di caratteri infantili in età già posteriore alla pubertà; ciò nei riguardi della statura e del peso; particolarmente, del deficiente sviluppo dei caratteri sessuali primari e della più o meno completa assenza di quelli secondari. Al quadro dell'i. corporeo e sessuale può associarsi quello psichico, apparendo un grado d'intelligenza notevolmente inferiore a quello che sarebbe proprio dell'età del soggetto.
Esistono forme differenti d'i. in rapporto alla causa produttrice; assai spesso questa è legata a difetto di funzione di una singola o di un gruppo di glandole a secrezione interna (ipofisi, tiroide, surreni, pancreas) o a vizio di cuore congenito o precocemente acquisito. Una particolare forma è l'i. mongoloide, legato probabilmente a difetti dello sviluppo cerebrale (v. FRENESIA) unito a disfunzioni endocrine pluriglandolari.
Non va confuso l'i. con il nanismo, in cui l'individuo, pur presentando in età adulta proporzioni fisiche infantili, possiede uno sviluppo normale, a volte anzi esagerato, dal lato sessuale e intellettuale, apparendo così non come bambino, o fanciullo, ma come uomo in miniatura.
Differenti sono i gradi d'i. secondo il livello cui è arrestata l'evoluzione dell'individuo; si parla così d'i. in senso stretto o di puerilismo o di prepuberismo persistente.
Alcune forme d'i. possono risentire le cure, ciò secondo la causa cui sono legate e l'età vera raggiunta dal soggetto al momento dell'osservazione; in modo particolare sono suscettibili di cura e miglioramento le forme legate a deficienza della tiroide.
Gli i. psichici, dal lato educativo, vanno trattati e possono giovarsi dei particolari minorati psichici (v.); dal lato morale, vanno considerati capaci di una responsabilità corrispondente alla loro possibilità d'intendere e di volere, calcolata sul livello della loro età apparente.