MINORATI PSICHICI. - Il termine m. p. (o anormali psichici) ha un valore medico-pedagogico ed è in uso in medicina scolastica e in pedagogia emendativa. Alcuni autori preferiscono quello di
« disarmonici » o « inadatti » o di « irregolari ». Comunque, con tali denominazioni s'intendono quei soggetti (specialmenti fanciulli e adolescenti), che mostrano un'insufficienza nell'apprendimento, perché non hanno raggiunto la capacità mentale propria della loro età, o che non possono adattare il loro comportamento morale alle esigenze della vita comune. Si distinguono, perciò, in minorati dell'intelligenza o deboli o frenastenici minori (v. FRENESIA) e in minorati del carattere o instabili o anormali affettivi, i quali corrispondono alle forme più lievi della nevrosi e della psicosi infantile. I minorati misti, i più frequenti, sono invece quelli contemporaneamente deboli e instabili.
Le cause produttrici possono essere biopatiche, cerebropatiche, miste (anormali psichici veri); come anche estrinseche al sistema nervoso, legate a gracilità, malattie esaurienti, adenoidismo, intossicazioni, abbandono morale, conflitti famigliari, errati metodi educativi, ecc. Sono questi i falsi anormali psichici o normali difettosi, perché appaiono temporaneamente inferiori al livello medio e con appropriato trattamento medico-pedagogico possono normalizzarsi.
Una tale differenziazione fra « veri » e « falsi » si poggia molto sui risultati pratici che si ottengono; preventivamente, essa presenta spesso difficoltà non lievi. E, d'altra parte, un tale inquadramento e la presunzione di adattabilità del soggetto è essenziale, perché il m. p. possa essere inviato all'istituzione più adatta. Un tale compito è devoluto ai « Centri medico-psicopedagogici » ove lavorano in collaborazione lo psichiatra, lo psicologo, il pedagogista e le assistenti sociali. Detti centri, che sono in fondo l'interpretazione italiana delle « Child guidance clinics » americane e inglesi, si occupano altresì di prevenzione e di cura.
Il problema della sistemazione sociale e del recupero dei m. p. ha attraversato fasi di successiva evoluzione e perfezionamento: dall'indifferenza al ricovero, dalla rieducazione alla prevenzione. I primi tentativi vennero effettuati ca. un secolo e mezzo fa in Francia e in Germania; in Italia, nel 1848, fu aperto ad Aosta il primo istituto per cretini. Il problema da principio non interessò che pochi volonterosi sospinti dalla carità o dalla filantropia o dalla scienza, in seguito si aggiunse l'intervento dello Stato, ma scarse sono ancora le provvidenze legislative a sostegno e regolamentazione delle istituzioni private (cf., p. es., il r. decr. 5 febbr. 1928, n. 577). Vanno ricordati tra i più attivi in tale campo Tommasini, Gonnelli-Gioni, Bonfigli, e soprattutto S. De Sanctis e Montesano.
Le istituzioni che provvedono in Italia all'istruzione ed all'educazione dei m. p., riconosciuti socialmente adattabili, sono: 1) le « classi differenziali » che funzionano presso le scuole elementari e che servono per fanciulli falsi anormali, non gravemente tardivi o nervosi (Montesano), per cui sia prevedibile il livellamento scolastico e quindi il ritorno, dopo qualche tempo, alla scuola comune. Altre caratteristiche delle classi differenziali sono il numero limitato degli alunni, il personale specializzato, l'istruzione mediante didattica differenziata, la consulenza medica e psicologica e l'assistenza sociale e morale. 2) Le
« scuole speciali » o « scuole autonome » o « asili-scuola » per veri m. p., autonome per sede, per direzione, per organizzazione disciplinare, didattica ed educativa. Si tratta d'istituzioni parascolastiche che si propongono l'adattamento sociale dei m. p. principalmente mediante il lavoro, organizzate sotto forma d'internati diurni, con orario e calendario speciale, che garantisca un'assistenza continuativa. Anche in tali scuole autonome esiste una permanente collaborazione medico - psico - pedagogica, l'istruzione impartita con metodo differenziato, la corre-
zione dei difetti del linguaggio, l'educazione fisica correttiva, l'assistenza morale e sociale; una importanza preminente è data al lavoro, lavoro educativo, prevocazionale e di orientamento professionale. La « scuola autonoma » realizza quindi un tipo di assistenza aperta. 3) Gli « istituti medico-pedagogici residenziali » provvedono al ricovero convittuale dei m. p. privi della famiglia o di quelli che da questa devono essere allontanati, perché costituisce
ambiente disadatto allo sviluppo o al raddrizzamento del loro carattere, o che risiedono in località lontane dai centri abitati. Tali istituti hanno la stessa organizzazione delle scuole autonome, però vi è maggiormente sviluppata l'educazione affettiva.
Istituto di ricovero con internato, retti per lo più da enti religiosi, o le sezioni per minorenni frenastenici degli ospedali psichiatrici, servono invece ai casi gravi riconosciuti socialmente non adattabili (o non recuperabili), denominati frenastenici maggiori, nei quali sono compresi gli affetti da glandulo-distrofie e da gravi psicopatie; individui bisognosi spesso soltanto di una pura assistenza fisica.