Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Pedagogia

MINORATI PSICHICI

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MINORATI PSICHICI. - Il termine m. p. (o anormali psichici) ha un valore medico-pedagogico ed è in uso in medicina scolastica e in pedagogia emendativa. Alcuni autori preferiscono quello di

« disarmonici » o « inadatti » o di « irregolari ». Comunque, con tali denominazioni s'intendono quei soggetti (specialmenti fanciulli e adolescenti), che mostrano un'insufficienza nell'apprendimento, perché non hanno raggiunto la capacità mentale propria della loro età, o che non possono adattare il loro comportamento morale alle esigenze della vita comune. Si distinguono, perciò, in minorati dell'intelligenza o deboli o frenastenici minori (v. FRENASTENIA) e in minorati del carattere o instabili o anormali affettivi, i quali corrispondono alle forme più lievi della nevrosi e della psicosi infantile. I minorati misti, i più frequenti, sono invece quelli contemporaneamente deboli e instabili.

Le cause produttrici possono essere biopatiche, cerebropatiche, miste (anormali psichici veri); come anche estrinseche al sistema nervoso, legate a gracilità, malattie esaurienti, adenoidismo, intossicazioni, abbandono morale, conflitti famigliari, errati metodi educativi, ecc. Sono questi i falsi anormali psichici o normali difettosi, perché appaiono temporaneamente inferiori al livello medio e con appropriato trattamento medico-pedagogico possono normalizzarsi.

Una tale differenziazione fra « veri » e « falsi » si poggia molto sui risultati pratici che si ottengono; preventivamente, essa presenta spesso difficoltà non lievi. E, d'altra parte, un tale inquadramento e la presunzione di adattabilità del soggetto è essenziale, perché il m. p. possa essere inviato all'istituzione più adatta. Un tale compito è devoluto ai « Centri medico-psicopedagogici » ove lavorano in collaborazione lo psichiatra, lo psicologo, il pedagogista e le assistenti sociali. Detti centri, che sono in fondo l'interpretazione italiana delle « Child guidance clinics » americane e inglesi, si occupano altresì di prevenzione e di cura.

Il problema della sistemazione sociale e del recupero dei m. p. ha attraversato fasi di successiva evoluzione e perfezionamento: dall'indifferenza al ricovero, dalla rieducazione alla prevenzione. I primi tentativi vennero effettuati ca. un secolo e mezzo fa in Francia e in Germania; in Italia, nel 1848, fu aperto ad Aosta il primo istituto per cretini. Il problema da principio non interessò che pochi volonterosi sospinti dalla carità o dalla filantropia o dalla scienza, in seguito si aggiunse l'intervento dello Stato, ma scarse sono ancora le provvidenze legislative a sostegno e regolamentazione delle istituzioni private (cf., p. es., il r. decr. 5 febbr. 1928, n. 577). Vanno ricordati tra i più attivi in tale campo Tommasini, Gonnelli-Gioni, Bonfigli, e soprattutto S. De Sanctis e Montesano.

Le istituzioni che provvedono in Italia all'istruzione ed all'educazione dei m. p., riconosciuti socialmente adattabili, sono: 1) le « classi differenziali » che funzionano presso le scuole elementari e che servono per fanciulli falsi anormali, non gravemente tardivi o nervosi (Montesano), per cui sia prevedibile il livellamento scolastico e quindi il ritorno, dopo qualche tempo, alla scuola comune. Altre caratteristiche delle classi differenziali sono il numero limitato degli alunni, il personale specializzato, l'istruzione mediante didattica differenziata, la consulenza medica e psicologica e l'assistenza sociale e morale. 2) Le

« scuole speciali » o « scuole autonome » o « asili-scuola » per veri m. p., autonome per sede, per direzione, per organizzazione disciplinare, didattica ed educativa. Si tratta d'istituzioni parascolastiche che si propongono l'adattamento sociale dei m. p. principalmente mediante il lavoro, organizzate sotto forma d'internati diurni, con orario e calendario speciale, che garantisca un'assistenza continuativa. Anche in tali scuole autonome esiste una permanente collaborazione medico - psico - pedagogica, l'istruzione impartita con metodo differenziato, la correzione dei difetti del linguaggio, l'educazione fisica correttiva, l'assistenza morale e sociale; una importanza preminente è data al lavoro, lavoro educativo, prevocazionale e di orientamento professionale. La « scuola autonoma » realizza quindi un tipo di assistenza aperta. 3) Gli « istituti medico-pedagogici residenziali » provvedono al ricovero convittuale dei m. p. privi della famiglia o di quelli che da questa devono essere allontanati, perché costituisce ambiente disadatto allo sviluppo o al raddrizzamento del loro carattere, o che risiedono in località lontane dai centri abitati. Tali istituti hanno la stessa organizzazione delle scuole autonome, però vi è maggiormente sviluppata l'educazione affettiva.

Istituto di ricovero con internato, retti per lo più da enti religiosi, o le sezioni per minorenni frenastenici degli ospedali psichiatrici, servono invece ai casi gravi riconosciuti socialmente non adattabili (o non recuperabili), denominati frenastenici maggiori, nei quali sono compresi gli affetti da glandulo-distrofie e da gravi psicopatie; individui bisognosi spesso soltanto di una pura assistenza fisica.

Bibliografia13 opere
BIBL.: E. Seguin, Traitement moral, hygiène et éducation des idiots et des enfants mentalment arriérés, Parigi 1906; S. De Sanctis, Éducazione dei deficianti, Milano 1915; A. Binet e Th. Simon, Les enfants anormaux, Parigi 1921; G. Rossolino, L'individualité de l'enfant, trad. francese, ivi 1919; G. Vidoni, L'inchiesta familiare-sociale tra gli ammalati di mente, i giovani anormali psichici, i minorenni criminali e i giovani illegittimi, Firenze 1940; G. Calò, La preparazione degli insegnanti speciali e l'obbligo dell'educazione dei m. p., in Scuola ital. mod., Supplemento pedagogico, 5 (1940), pp. 196-200 e 6 (1941), pp. 252-57; autori vari, L'enfance irregulière, Parigi 1946; J. Pichon, Le développement psychique de l'enfant et de l'adolescent, Parigi 1947; G. Vidoni, Assistenza ed educazione dei giovani anormali psichici, Genova 1949; autori vari, Le diagnostic du caractère, Parigi 1949; M. T. Rovigatti, Il problema dei m. p., Rovigo 1950; L. Michaux, Psychiatrie infantile, Parigi 1950; Gilbert-Robin, Précis de neuro-psychiatrie infantile, ivi 1950.

Aldo Cacchione

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 1050–1052.

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Cacchione, Aldo. “Minorati Psichici.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 1050–1052. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/minorati-psichici.

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Cacchione, Aldo. “Minorati Psichici.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1050–1052. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/minorati-psichici.

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