LOMBARDO RADICE, GIUSEPPE. - Pedagogista, n. a Catania il 28 giugno 1879, m. presso Cortina d'Ampezzo il 16 ag. 1938. Dapprima professore nelle scuole medie, passò dal 1911 al 1922 alla cattedra di pedagogia nella Università di Catania. Nel 1923-24 fu chiamato da G. Gentile alla Direzione Generale delle scuole elementari, collaborando alla loro riforma e tracciandone i nuovi programmi. Dal 1924 alla morte insegnò pedagogia nell'Istituto Superiore di Magistero, ora Facoltà di Magistero, di Roma.
Abbracciò l'insegnamento come una missione; fu banditore di una scuola «serena», che, rispettando la spontaneità e la libertà del fanciullo, fosse in grado di indirizzarlo al culto della patria, della famiglia e della religione. Pur movendosi entro l'orbita del pensiero gentiliano (lo spirito inteso come creatore del proprio mondo, l'unità di maestro e scolaro, la cultura come superamento di ogni metodica), mostrò una più accorta sensibilità, che, nel contatto della scuola, gli fece meglio cogliere l'anima e il mondo infantile in tutta la sua essenza. Donde quel senso di humanità che pervade tutta la sua opera.
Diresse tre periodici di pedagogia: Nuovi doveri (1907-11), Rassegna di pedagogia politica e scolastica (1912-13), L'educazione nazionale (1910-33), e scrisse numerosi articoli in diversi periodici, e opere di valore, tra cui: Il concetto dell'educazione e le leggi della formazione spirituale (Palermo 1910); Lezioni di didattica e ricordi di esperienza magistrale (ivi 1915); L'ideale educativo e la scuola nazionale. Lezioni di pedagogia generale (ivi 1916); Athena fanciulla. Scienza e poesia della scuola serena (Firenze 1925); Saggi critici didattici (Torino 1927); Orientamenti pedagogici per la scuola italiana (ivi 1931).