NECKER DE LA SAUSSURE, ALBERTINE. - Pedagogista, n. a Ginevra nel 1776, m. a Mornay il 13 apr. 1841. Precoce d'ingegno e spiritualmente educata dal padre, apprese varie lingue e dai numerosi viaggi e dalle relazioni con persone celebri del suo tempo trasse tesori di esperienze, specialmente pedagogiche. Intima della Staël, di cui era cugina, ne scrisse, subito dopo la morte, una vigile Notice sur le caractère et les écrits de M.me de Staël (Parigi 1818); ma l'opera che le acquistò un nome è quella che ella compose in solitudine (vedova di S. Necker, sola e quasi sorda): L'éducation progressive, ou Etude des cours de la vie (3 voll., I, Parigi 1828; II, Losanna 1832; III, Bruxelles 1838).
In quest'opera la N. versa le sue esperienze personali e le sue ricerche originali, perché volle prima praticare quello che vivamente consiglia a tutte le madri, di osservare, cioè, e di seguire i propri figli e scrivere in un diario tutti i progressi nella vita fisica, ma soprattutto nella vita morale. Il concetto fondamentale della N. è questo: l'insegnamento deve andare di pari passo con l'educazione; l'uno e l'altra devono progredire, passo per passo, secondo lo sviluppo del fanciullo, prendendolo per mano e guidandolo per un cammino ininterrotto a sempre nuove e maggiori conquiste. La natura non ha in sé limiti nel tempo; nel tempo cambia solo la mano che conduce: da prima l'educazione è diretta da persone più sperimentate; poi nella fanciullezza sorge anche dalla cooperazione attiva dell'educando; infine diventa sempre più libera iniziativa e autoperfezionamento. Occorre inoltre, contra-riamente al Rousseau, che vorrebbe educare una facoltà dopo l'altra, quasi queste s'impiantassero nell'educando successivamente a colpi decisi e teatrali, prendere tutte le facoltà insieme, l'educando tutto intero, seguendo lo sviluppo naturale e simultaneo delle facoltà. Educare un fanciullo vuol dire costruirlo internamente e farlo diventare uomo.
Seguendo questa idea fondamentale la N. espone le sue osservazioni sulla educazione fisica, intellettuale, morale e religiosa; calcando molto sulla volontà, che è centro di attrazione e potenza direttrice, e sulla religione, che
NECKER DE LA SAUSSURE ALBERTINE – NEGLIGENZA 1728
alla volontà conferisce energia e costanza. Come si vede la N. non vuole un’educazione soltanto «informativa»; ma la esige «formativa». Quanto alla educazione in particolare della donna, essa vuole che la fanciulla, più che non arricchirsi di cognizioni superficiali, si prepari seriamente alla sua vocazione di sposa e di madre, di prima e insostituibile educatrice dei suoi bambini, di guida sempre amata dei suoi figli, anche adulti.
L’opera è pervasa da uno spirito profondamente cristiano; né, quantunque l’autrice sia calvinista, trascende, se non di rado, a mostrare uno spirito di setta; ma, naturalmente, sotto questo aspetto religioso, è alquanto manchevole, non sfruttando quello che di forza e di energia è contenuto nella religione cattolica con i suoi Sacramenti, la devozione alla Vergine, il patrocinio e l’assistenza dei Santi. Il pensiero e l’opera della N. furono sempre molto stimati dai pedagogisti; tra i nostri, da G. Capponi, R. Lambruschini, A. Rosmini, il quale ne accolse molti risultati della indagine psicologica nel suo Principio supremo della metodica.