Dopo una fanciullezza dedicata all'apostolato, specialmente nelle carceri e nell'ospedale delle traviate, accettata dalle Clarisse di Loverce venne trattenuta dal confessore per l'attuazione di un'opera più grande. Nell'attesa, si rese particolarmente zelante, attendendo alle varie attività scolastiche e catechistiche delle parrocchie di S. Marco e di S. Simpliciano, trasformando anche la propria casa in oratorio e scuola e raccogliendosi intorno un gruppetto di persone fedeli. Incontratasi col p. Carlo Salerio delle Missioni Estere di Milano, diede vita con lui al nuovo «Istituto delle Suore della Riparazione» (2 ott. 1859), dedicato al culto di Gesù Eucaristico con l'adorazione diurna e notturna e alla rieducazione e salvezza delle anime nei molteplici mandati della carità. Governò validamente l'Istituto fino alla morte e lo vide propagarsi, circondato dalla stima delle autorità ecclesiastiche e civili.
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