PEDAGOGIA PREVENTIVA

PEDAGOGIA PREVENTIVA. - È quell'aspetto della metodica educativa che consiste nel far conoscere all'educando i suoi doveri e le prescrizioni che gli vengono imposte e poi nel sorvegliarlo con occhio amorevole di padre, servendogli di guida in ogni evento, dandogli consigli e correggendolo in modo da metterlo nella impossibilità di mancare.

Come si fa evidente dalla definizione, la p. preventiva si fonda per una parte sul buon senso e la pietà dell'educando e per l'altra sull'amorevolezza dell'educatore, escludendo ogni castigo violento e cercando di evitare anche gli stessi castigati leggeri. Con questo si è ben lontani dal riconoscere, alla Rousseau, la bontà originaria dell'uomo o dall'escludere a priori, alla Tolstoi, ogni punizione; significa soltanto che si deve avere la convinzione che i fanciulli le molte volte mancano per insufficienza critico di valutazione, per sventatezza, per l'assenza di una guida e di un educatore. Il quale non deve perciò stancarsi di ripetere le sue osservazioni, mostrando sempre la massima fiducia nella capacità di ricupero e nella volontà di migliorarsi dei giovani. Quanto ai castighi, bisogni, pure riconoscere che la natura umana ha talora bisogno di essere costretta dalla severità (ci sono anche nel Vangelo le minacce di punizioni per i peccatori), ma alla punizione non si deve venire senza ragione e giustizia e dopo avere esauriti tutti gli altri mezzi.

L'educatore pertanto dovrà 1) mostrare una grande affabilità, che non sconfini nella debolezza e in quella sciocca arrendevolezza, malamente pietosa, che transige con il male e, per alleviare la fatica e il sacrificio, sopprime il dovere e genera così caratteri fiacchi, incapaci di lottare e di vincere. L'educazione, invece, deve unire mettere ad austerità, non dissimulare nessun dovere per quanto grave ed arduo, ma aiutare con l'esempio a sopportare il peso e a renderlo leggero, così che l'educando impari a vedere l'amore in quelle cose che meno gli piacciono, come sono la disciplina, lo studio, la mortificazione di sé, e impari a farle con amore; 2) mostrare e far comprendere che amare intensamente, ma seriamente l'educando, in modo che questi non si senta attratto verso di lui da un senso fatuo e superficiale di simpatia, ma dalla carità ardente, che vede in lui, di cercare le anime per condurre a Dio; 3) mostrarsi disposto ad affrontare ogni disturbo e ogni fatica per il bene dell'educando; 4) non prediligere i caratteri più intelligenti e più buoni, dai quali si ottengono senza fatica le soddisfazioni migliori, ma far oggetto delle proprie sollecitudini i più negligenti e meno arrendevoli; 5) mantenere una vigilanza, attenta, sì, ma che non sappia di polizia e di peso; 6) usare confidenza e famigliarità, prendendo interesse ai giochi, alle preferenze dell'educando, magari partecipando e aiutando a riuscire; 7) studiare il momento buono per fare le osservazioni opportune alla correzione di difetti o alla comprensione del fatto di avere mancato; 8) mostrare, a sua volta, comprensione per la irrequietezza giovanile di fronte a esseri, anche più, quando sono troppo protratti, o aridi, o pesanti; 9) non dimenticare mai il soprannaturale e che la vita dei Sacramenti è la base di tutto l'edificio educativo; per cui si deve dire che solo il cristiano, per sé, può praticare con successo la p. p.

Queste ed altre arti, che si possono trovare per i vari casi e caratteri particolari, conquisteranno l'animo dell'educando, che amerà e ricorderà sempre il suo educatore; che non si adorerà più delle correzioni, non si avvilirà per le mancanze commesse, non si impunterà per un castigo minacciato o magari inflitto, perché in tutto questo vedrà un avvertimento e un tratto amichevole di chi sa comprendere e compattarlo e giungerà facilmente a riconoscere la necessità di un castigo e anche a desiderarlo e persino domandarlo. E anche più facile gli diventerà l'evitare le ricadute nelle stesse mancanze e il conquistare un dominio di sé, sicuro ed efficace per le ulteriori battaglie della vita (v. PUNIZIONE E PREMIO).

BIBL.: S. Giovanni Bosco, Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù, in B. Fasci, Del metodo educativo di d. Bosco, Torino 1927, pp. 39-45; V. anche: M. Casotti, S. G. Bosco, Il metodo preventivo, Brescia 1938; G. Flores d'Arcas, S. G. Bosco, Il metodo educativo, Padova 1941. Celestino Testore