ILARO (Hilarus), PAPA, santo. - N. in Sardegna, era arcidiacono del clero romano al tempo di s. Leone I. Nel 449 fu dal Pontefice inviato legato della Sede Apostolica al cosiddetto «latrocinio di Efeso». Essendosi giustamente schierato dalla parte del patriarca Flaviano, fu costretto ad allontanarsi per sfuggire le ire di Dioscoro e dei suoi partigiani. Recò a Roma l'appello che Flaviano rivolse a s. Leone, il cui testo fu ritrovato nel 1882 da A. Amelli in un manoscritto della Biblioteca capitolare di Novara e da lui pubblicato in S. Leone Magno e l'Oriente (1882); a sua volta Th. Mommsen riproduise il manoscritto, in Neues Archiv, II (1886), pp. 362-64.
Divenuto papa, fece costruire a fianco del Battistero Lateranense due oratori, uno dei quali, dedicato a s. Giovanni Evangelista, esiste ancora; sull'architrave della porta si legge l'iscrizione piena di riconoscenza per il suo liberatore: «Liberatori suo b. Iohanni Evangeliste Hilarus episcopus, famulus Christi».
Il suo pontificato di sette anni (461-68) non fu contrassegnato da grandi eventi. Le sue lettere conservate si riferiscono quasi esclusivamente alla Gallia meridionale. Subito dopo la sua elezione, I. diresse una lettera a Leonzio, vescovo di Arles, per restituire la sede primaziale a quella città (MGH, Epistolae, III, p. 23, n. 16); non sembra però che Leonzio si dimostrasse troppo disposto a diventare il vicario apostolico del Papa in Francia. Con una lettera enciclica del 3 dic. 462 ai vescovi della Gallia meridionale, I. ordinava gli annuali sinodi provinciali e dava precetti sul dovere di residenza e di alienazione dei beni ecclesiastici. Per la Spagna, dove Silvano di Calahorra aveva fatto ordinazioni irregolari, indisse un Sinodo a Roma, celebrato il 19 nov. 465 nella basilica di S. Maria Maggiore, trattando questioni disciplinari e della scelta dei vescovi. Il periodo di pace che Roma ebbe sotto il pontificato di I. rese possibile l'ampliamento del Laterano e il restauro delle chiese danneggiate dal saccheggio dei Vandali. M. il 29 febb. 468, giorno in cui è stata riportata la sua festa, che prima si celebrava il 10 sett.