IMOLA, DIOCESI DI

IMOLA, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Bologna.

Ha una popolazione di 144.450 ab. dei quali 144.226 cattolici; conta 132 parrocchie con 193 sacerdoti diocesani e 45 regolari, un seminario, 8 comunità religiose maschili e 25 femminili (1949).

I. è situata sulla sinistra del Santerno, all'incrocio tra la Via Emilia e l'Appia (Via Mazzini). I romani la chiamarono « Forum Cornelii » da Cornelio Silla (82 a. C.) o da Cornelio Scipione. Fu municipio romano; « Imolas », pur essendo denominazione preromana, fu in uso solo dal medioevo.

Fu devastata più volte; nel 552 dai Goti; fu soggetta all'esarcato di Ravenna, poi saccheggiata dai Longobardi; Astolfo la cedette al Papa; nei secc. XI-XII fu in lotta con Bologna, Faenza e Ravenna; fu dilaniata poi da guerre civili; soggiacque alla dominazione degli Alidosi (1341-1424); conquistata quindi da Galeazzo Sforza nel 1434 e data in dote a Caterina Sforza, moglie di Girolamo Riario (1473); nel 1499 se ne impadronì Cesare Borgia, poi dominarono i Sassatelli, finché nel 1504 passò alla Chiesa a tutto il 1860. Il cristianesimo è attestato dal martirio di s. Cassiano (v.). Forum Cornelii fu sede episcopale fin dal 373, come è attestato dalla nota lettera di s. Ambrogio in cui si invita il vescovo Costanzo di Vibenzia a visitare la diocesi in quel momento sede vacante.

S. Pier Crisologo ricorda il vescovo Cornelio « vita clarus, cunctis virtutibus ubique fulgens, operum magnitudine notus universis » (sermo 165: PL 52, 633); suo successore fu Proietto, consacrato dallo stesso Pier Crisologo tra il 425 e il 450 (ibid. 633-34); poi Pacaziano nel 502; alcuni ricordano un s. Maurelio che però il Lanzoni

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IMOLA, DIOCESI di - Portale gotico (sec. xiv) della chiesa di S. Domenico.
(fot. Alinari)
propone di identificare, come l'omonimo di Ferrara, con s. Maurelio d'Angers; poi Basilio, del quale si legge il nome nell'altare di S. Maria in Pergolà (F. Lanzoni, Un antico vescovo di I., Faenza 1909).

La sede vescovile fu in origine presso la basilica del martire s. Cassiano (v.), dove sorse in breve un « castrum », tanto che talvolta il vescovo venne detto « episcopus S. Cassiani ». Solo dopo la distruzione del « castrum » il vescovo Enrico trasferì nel 1187 la sede in I.

La diocesi fu al principio alle dipendenze di Milano, ma già alla metà ca. del sec. v, cioè al tempo di s. Pier Crisologo, era sotto Ravenna, quindi sotto Bologna dal 1582 al 1604 e da allora di nuovo suffraganea di Ravenna; dal 1872 è suffraganea di Bologna.

La Cattedrale (S. Cassiano), eretta nel 1187-1251, fu ricostruita dal vescovo Sinibaldo (1270-91); rifatta da C. Morelli e consacrata da Pio VI nel 1782; il campanile è della fine del sec. xv, la facciata del sec. xix. L'interno è a croce latina, a tre navate divise da pilastri. Sotto il presbiterio sopraelevato, è la cripta a colonne ioniche con le reliquie di s. Cassiano. Nella chiesa è sepolto s. Pier Crisologo. Nel tesoro la patena detta di s. Pier Crisologo è del sec. xi; l'Archivio capitolare contiene documenti del sec. X. Assai antica è la collegiata di S. Lorenzo, restaurata da R. Alidosi nel 997 e dotata dalla nobile Guilla nel 1033. Pure di antica data è l'abbazia benedettina di S. Maria in Regula, « in Arenula », ricordata nel 1151 da una bolla di Eugenio III; passò poi agli Olivetani nel 1564, quindi in commenda; resta oggi ancora il campanile del 1181 ma la chiesa è tutta restaurata, vi è sepolto il re Sigismondo di Borgogna (1372). Un'altra abbazia benedettina menzionata nella citata bolla è quella di S. Matteo. Il monastero di S. Maria e di S. Stefano « in diaconia » accolse prima le Benedettine e poi le monache della B. Maria della Misericordia. Si ricorda pure S. Maria delle Grazie o chiesa dell'Osservanza, con avanzi della tribuna di Giulio II; nel portico affresco della Madonna attribuito a B. Vivarini (1430-99). Notevole è il santuario della Madonna del Piratello, eretto nel 1491 mediante oblazioni dei cittadini (G. F. Cortini, La Madonna del Piratello, Imola 1889). S. Domenico con portale antico

di Giacomo di Bernardo di Cereto di I. (1340) conserva affreschi votivi del secc. xiv-xv e un quadro con il martirio di s. Orsola di L. Carracci (1600). Nel convento annesso alla chiesa di S. Francesco sono situati la Biblioteca, la Pinacoteca, il Museo e l'Archivio comunale con documenti dal sec. xiii in poi.

Tra i vescovi di I. si ricordano G. Dandino (1546-1552); F. Ghigi (1652-55), poi Alessandro VII; Barnaba Gregorio Chiaramonti (1785-1800), poi Pio VII; Giovanni M. Mastai Ferretti (1832-46), poi Pio IX. Di Fagnano in diocesi di I. fu Lamberto, poi Onorio II (1124-1130); di I. furono il dantista Benvenuto Rambaldi detto Benvenuto da I. (1306-90); il pittore Innocenzo Francucci detto Innocenzo da I. (1490-1547); l'architetto Cosimo Morelli (1732-1812).

BIBL.: Ughelli, II, p. 618; X, p. 271; Cappelletti, II, p. 189 seg.; F. A. Zaccaria, Series episcoporum Forocorneliensium, Imola 1820; Eubel, I, p. 284; II, p. 187; III, p. 213; P. F. Kehr, Italia Pontificia, V, Berlino 1911, pp. 161-73; Lanzoni, II, pp. 773-77; L. Orsini, I. e la valle del Santerno, Imola 1907; S. Alvisi, Il comune di I. nel sec. XII, Bologna 1909; A. Grilli, Le chiese della diocesi di I., Imola 1927; R. Galli, I. tra la Signoria e la Chiesa, Bologna 1927; E. Andreoli, Intorno all'antichità di I., in Historia, 2 (1928), p. 2; Cottineau, I, pp. 1452-53.

Enrico Josi

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“IMOLA, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 988. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/imola-diocesi-di.