INCLINAZIONE (liturgia). - Il gesto naturale
di rispetto espresso dall'inchinò è stato accolto dalle
liturgie orientali ed occidentali sin dalla più remota
antichità quale espressione di umiltà, di venerazione
e di adorazione. Tuttora l'uso dell'i. nel cerimoniale
liturgico è assai più comune in Oriente chè in Occi-
dente, dove, a cominciare dal sec. X-XI, incominciò a
prevalere per l'adorazione l'uso della genuflessione,
rito in origine di carattere penitenziale. L'i., come
atto di adorazione, specie al momento dell'elevazione
dell'Ostia nella Messa, prima di scomparire dal ceri-
moniale occidentale dette origine ad ardenti polemi-
che, come quella sorta in seno al Capitolo di Lione nel-
l'ultimo quarto del sec. XVI.
Nei sermoni pastorali di s. Cesario d'Arles si ha
tutta una serie di accenni all'i. durante la preghiera (cf.
Serm. 72, 76, 77, 152, ed. G. Morin, Opera Omnia s. Caesarii, I, Marcedsous 1937, pp. 303, 305, 306, 589, 591). L'Ordo Romanus I (cap. 88, ed. M. Andrieu, II, Lovanio 1948, p. 96) e Amalario di Metz (cf. Liber Officialis, III, 22-23: ed. J. M. Hanssens, Città del Vaticano 1948, pp. 329-30) attestano che nel sec. VIII-IX a Roma il clero stava inchinato per tutta la durata del Canone. All'inizio del rito dell'elevazione dell'Ostia, Onorio III parla solo di i. anche per i fedeli (Potthast, 6163, lettera del 19 nov. 1219). I fedeli dovevano inchinarsi particolarmente per ricevere la benedizione, il che già si rileva da vari passi del I. VIII delle Constitutions Apostolorum (cf., ad es., i. capp. 6,37, 39 ecc.: ed. F. X. Funk, Paderborn 1906, pp. 481, 542, 549). Di tale uso, divenuto comune a tutte le liturgie, è rimasto un vestigio in quella Romana nell'humiliata capita vestra Deo prima della recita dell'oratio super populum nelle ferie di Quaresima.
Si distinguono due specie di i.: quella del capo (il prooecum orientale; l'inclinato capite degli Ordines antichi) e quella del corpo (la metavoxa moxa orientale; il permanet inclinati degli Ordines): nella liturgia romana la prima si suddivide in profonda, mediocre e piccola, l'altra in profonda e mediocre a seconda dei casi.
Bruni, C. Callevaert, Carneomagiae in Missa privata et solemni, 3aed., Bruges (1934), pp. 18-24; P. Browe, L'atteggiamento del corpo durante la Messa, in Ephem. Liturgicae, 50 (1936), pp. 402-14 (ricca raccolta di testi); F. Oppenheim, Institutiones systematicae-historicae in sacram liturgiam, VI, Torino 1941, pp. 440-41; L. Brou, L'inclination de la tête au Memento des Morts, in Miscellanea in homorem L. C. Mohlberg, I, Roma 1948, pp. 1-31. A Pietro Frutaz