INDIGITAMENTA. - Dal lat. a(g)io, aio « dico, supplico, invoco », sono elenchi di divinità di tipo animistico che vengono invocate (« indigitate ») con un epiteto che significa l'azione che esse possono svolgere a beneficio di chi le invoca.
Se ne elencano ca. 150, per la massima parte relative ai singoli atti o bisogni della vita umana, dell'agricoltura e della casa. Così, con riferimento alla vita umana, Levana protegge l'atto di levar da terra il neonato depo-
deposto subito dopo il parto; Cunina protegge l'infante nella cuna, Rumina l'allattamento, Fabulinus i primi balbettii, Stabilinus i primi passi. Nelle varie operazioni dell'agricoltura, Sterculinus tutela la concimazione, Redator l'aratura, Sarritor la sarchietura, Messor la mietitura. E, nella casa, Cardea ha in cura i cardini della porta, Forculus i battenti, Limentinus la soglia, Arculus la madia.
Le divinità degli i. non erano invocate nel culto pubblico; ma pur appartenendo soprattutto al culto privato, il Collegio dei pontefici ne aveva redatto l'elenco, che Varrone riportò nel ll. 14, 15, 16 delle Antiquitates divinae oggi perdute, collocando questi dèi nella categoria degli dèi certi, in quanto si sa dal loro nome quando debbono essere invocati. L'opera di Varrone è stata riassunta da s. Agostino nel l. VII del De civitate Dei.