IPSISTARIANI (HYPSISTARIANI)

IPSISTARIANI (Hypsistariani). - Setta del sec. IV diffusa in Cappadocia, ma la cui esistenza ancora al sec. IX è ricordata da Niceforo, patriarca di Costantinopoli (Antirrhet. adversus Constantinum Copronymum, 1, 5).

Il nome è derivato dal fatto che gli aderenti alla setta affermavano di credere in un solo Dio, l'Altissimo (τὸν ὕψιστον) forse per protestare contro la fede trinitaria di Nicea; da ciò il nome di ὑπιστάριοι. La loro

dottrina era un miscuglio di paganesimo ellenico e di giudaismo. Dal primo prendevano qualche pratica idolatrica, come il culto del fuoco e della luce, però senza sacrifici né idoli; dal giudaismo qualche osservazione legale, come la santificazione del sabato, e certi precetti riguardanti il cibo, come anche la distinzione tra puro e impuro, mentre rifiutavano la circoncisione.

Identici a loro sembrano essere gli Ipsistianoi, dei quali parla s. Gregorio Nisseno (contra Eunomium, 2: PG 45, 482 sgg.), e che riconoscevano anch'essi un Dio solo che nominavano Altissimo o Pantocrator, ma non Padre. Gli i richiamano in qualche modo i messaliani o eufemiti descritti da Epifanio (Haer., 80), i rheosebei che s. Cirillo Alessandrino ricorda (De adoratione in spir. et veritate, 3: PG 68, 282), ed i celicoli dell'Africa, di cui parla s. Agostino (Ep., 44, cap. 6, n. 13: PL 33, 180).

Poiché le notizie sono scarse, le opinioni sugli i. da parte degli storici di religione non concordano. Così mentre Ullman li ritiene una setta eclettica che congiunge elementi di giudaismo ed ellenismo, Böhmer invece li giudica un resto del sabeismo.

BIBL.: Tillemont, IX, p. 312; C. Ullman, De Hypsistarii, Heidelberg 1823; G. Böhmer, De Hypsistarii, Berlino 1824; F. Cumont, Hypsista, Bruxelles 1897; G. Bareille, Hypsistariens, in DThC, VII, col. 372. Lucchesio Spätling
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“IPSISTARIANI (HYPSISTARIANI).” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 129. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ipsistariani-hypsistariani.