IQUITOS, VICARIATO APOSTOLICO di. - Situato nella regione nord-orientale del Perù, comprende il territorio della provincia civile di Alto y Bajo Amazonas, costituito da una grande pianura attraversata dal fiume omonimo e coperta da innumerevoli laghi, che la rendono paludosa. L'evangelizzazione di tale zona ebbe inizio alla fine del sec. XIX.
Gli Ordinari del Perù nel 1896, rispondendo ad un appello del papa Leone XIII, che invitava alla conversione dei selvaggi, fondarono a Lima un'opera per la propagazione della fede nelle regioni nord-orientali di quella nazione, presieduta dal p. Soto dei Missionari Picpussiani. Questi preparò la convenzione tra il Perù e la S. Sede (1° maggio 1899) circa le erigende missioni di S. Leone delle Amazzoni, Ucayali, Urubamba e Madre di Dio (attuale Porto Maldonado). La prefettura di S. Leone delle Amazzoni fu eretta il 5 febbr. 1900 e affidata agli Agostiniani Eremitani, che arrivarono sul posto nel marzo 1901 e iniziarono subito un fruttuoso lavoro apostolico; ma, data l'estensione del territorio, non poterono evangelizzarlo convenientemente. Nel 1912 fu staccata dalla prefettura la parte nord-orientale, che non era mai stata
evangelizzata, e venne eretta la missione autonoma del Putumayo, affidata ai Francescani inglesi, i quali, vinti dalle difficoltà pratiche incontrate, la abbandonarono; conseguentemente fu di nuovo incorporata (1922) nella prefettura di S. Leone delle Amazzoni, eretta l'anno prima in vicariato apostolico. Nel 1945 fu ripristinata su per giù entro gli stessi limiti la missione suaccennata, con il nome però di S. Giuseppe delle Amazzoni, e fu affidata ai Francescani canadesi. Nello stesso anno il vicariato apostolico di S. Leone veniva denominato I., dalla città di residenza dell'Ordinario. Gli abitanti di tale vicariato si aggirano, secondo le statistiche del 1949, sui 60.000, dei quali la maggior parte sono battezzati. Essi sono assistiti da 15 sacerdoti agostiniani, 24 suore, 100 catechisti, 254 maestri. Il lavoro apostolico è reso difficile dalla insalubrità del clima e dalla deficienza di vie di comunicazione. Le popolazioni sono naturalmente buone, ma rese fiacche nell'adempimento dei loro doveri di cattolici da terribili malattie: febri di palude, perniciose, terziarie, tubercolari e beri-beri.