IRRIISIONE

IRRIISIONE. - Significa dileggio, beffa, scherno. È il comportamento di colui che, con il sarcasmo contenuto principalmente nel modo di ridere o di parlare, intende ottenere che altri abbiano a sentirsi in vergogna senza alcun motivo; da questo lato è un'azione distinta dall'ingiuria che attenta all'onore, dalla diffamazione che attenta alla fama e dalla sussurrazione che attenta all'amicizia.

È chiaro che se alcuno, senza trascendere però nel modo, intende indurre altri a vergognarsi del male commesso, allo scopo di emendarsi, non fa alcun peccato, ma piuttosto un atto di virtù; così pure, quando si conservi il debito modo, lo scherzo può ridursi ad un atto di eutrapelia (Sum. Theol., 2°-2°, q. 72, a. 2, ad 1). Quando però si intenda di indurre alcuno a vergognarsi, la i. è un peccato di ingiustizia, quasi una violazione di persona. Questo peccato, se ciò che si deride è grave ed importante, è pure un grave peccato: grave colpa è così deridere la fede, i genitori, le bontà, ecc.; negli altri casi ci potrà essere più facilmente colpa leggera.

BIBL.: D. M. Prümmer, Manuale theologiae moralis, II, 4°-5° ed., Friburgo in Br. 1928, n. 184. Luigi Oldani
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“IRRIISIONE.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 152. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/irriisione.