IRSINA (GIÀ MONTEPELOSO)

IRSINA (già MONTEPELOSO). - In provincia di Matera. L'antichità della Chiesa non è suffragata da alcun documento. Nell'alternarsi delle dominazioni rimase sempre fedele alla Sede Romana, né pare accettabile l'ipotesi che il vescovato sia stato fondato dai Bizantini sullo scorcio del sec. X o al principio dell'XI. Nel 1123, da una bolla di Callisto II (1119-24) risulta eletto vescovo l'abate benedettino Leone di S. Maria di Montepeloso (m. nel 1130); il nome del successore è ignoto: probabilmente dovette perire nella strage operata da Ruggero II (1133).

Con lui e con la città si spense anche il breve episcopato, ed ebbe inizio la lunga serie dei priori francesi che resero la chiesa fino al 1451, nel quale anno sorse il vescovato di Andria e Montepeloso. Nel 1479, dopo cinque vescovi, Montepeloso riottenne l'indipendenza con il privilegio di essere direttamente soggetta alla S. Sede; ma nel 1818 fu definitivamente unita alla diocesi di Gravina.

"aeque principaliter". Dei vescovi di Andria e Montepeloso si ricordano i primi due, fra' Antonello dei Minori Conventuali (1451) e fra' Antonio Giannotti domenicano, fin qui da tutti gli storici confusi per uno solo; e M. A. Lupoli, ultimo dottissimo presule di Montepeloso (1797).

MONUMENTI. - L'odierna Cattedrale, della fine del sec. XVIII, è sorta sul posto dell'antica gotica, di cui resta il campanile. Dei monasteri, i più noti furono quelli benedettini di Juso e d'Iris e quello svevo di S. Francesco d'Assisi, di cui rimane un sotterraneo affrescato.

BIBL.: M. Janora, Memorie storiche, critiche e diplomatiche della chiesa di Montepeloso, Matera 1901; id., Il vescovato di Montepeloso, Potenza 1904; L. Duchesne, L'écriture de Montepeloso, in Mélanges d'arch. et d'hist., 23 (1903), pp. 363-73.

Pasquale Testini