IRVING, EDWARD

IRVING, EDWARD. - Pastore protestante, n. ad Annan (Scozia) il 4 ag. 1792, m. a Glasgow il 7 dic. 1834. Nel 1819 fu nominato assistente del Chalmers, nella parrocchia di S. Giovanni a Glasgow; tre anni dopo, nel 1822, fu chiamato a reggere la «Caledonian Church», cappella scozzese di Londra, dove si rese famoso per la sua oratoria.

Mentre I. si dedicava tutto alle sue prediche nella cappella scozzese di Londra e allo studio delle profezie, H. Drummond (1786-1860), nell'Avvento del 1826, iniziò una serie di riunioni religiose nella sua villa di Albury Park con un gruppo di ca. 40 simpatizzanti. Si occupavano principalmente dell'interpretazione delle profezie e del loro adempimento e a tali riunioni fu invitato anche l'I. A questi era capitato fra mani il libro del gestuita caleno P. Lacunza, pubblicato sotto lo pseudonimo di G. Giosafet Ben-Ezrai sulla venuta del Messia; e avendolo tradotto, si persuase e persuase gli altri membri delle riunioni di Albury Park che era vicina la venuta di Gesù Cristo, ma che prima il mondo sarebbe stato rinnovato con il ristabilimento degli uffici di apostoli, profeti, evangelisti e angeli (vescovi e pastori). Questo coincide con la notizia sparsasi di persone che avevano il dono di profezia, delle lingue e dei miracoli. Ben presto si ebbero dei profeti anche tra i partecipanti alle riunioni di Albury Park. Nel 1832 il Drummond, mosso dallo spirito di profezia, cominciò a scegliere i primi apostoli fino a raggiungere il numero di 12. Questi poi elessero gli evangelisti e gli «angeli».

Nacque così la Chiesa cattolica apostolica: cattolica, perché doveva estendersi a tutto il mondo; apostolica, per il ristabilimento dei 12 Apostoli. L'I., che pur aveva contribuito non poco alla fondazione della nuova setta, non venne eletto a nessun ufficio, perché legato ancora alla Chiesa presbiteriana. Quando poi nel 1833 fu condannato, soprattutto per aver manifestato alcune dottrine false o molto dubbie sulla umanità di Gesù Cristo, cercò un rifugio nella nuova setta, ma vi dovette entrare come semplice fedele fino a tanto che uno dei profeti ebbe rivelazione che era stato eletto da Dio «angelo» (vescovo), anzi capo degli angeli, cioè di un gruppo di pastori, ma non ebbe mai il grado supremo di apostolo. Per questo i membri della Chiesa cattolica apostolica non vogliono assolutamente essere chiamati irvingiani o irvingiti; nondimeno questo è il nome più in uso, benché l'ufficiale sia l'altro. L'organizzazione di questa setta è del tutto speciale. I capi della Chiesa dovevano essere i 12 Apostoli eletti da Dio e manifestati dai profeti. Non dovevano avere successori, ma durante la loro vita si doveva convertire il mondo e aver luogo la venuta del Signore. Dopo gli Apostoli venivano in dignità i profeti, che manifestavano ciò che Dio loro rivelava; non erano eletti ma riconosciuti dalla Chiesa quando manifestavano le rivelazioni ai fedeli. Gli evangelisti erano scelti dai soli Apostoli e li dovevano accompagnare nella conversione del mondo; gli angeli (vescovi e pastori) erano quelli che dovevano dirigere le comunità già stabilite. Nel 1838, dopo due anni di ritiro e di studio nella villa di Drummond a Albury Park, i 12 Apostoli, accompagnati da evangelisti, si sparsero per il mondo, diviso con i nomi delle dodici tribù d'Israele. Prima di separarsi, compilarono il «Grande Testimonio», che è

le loro confessione di fede, e che doveva essere presentato
si re e grandi della terra, incluso il papa. Ma il risultato
non corrispose alle speranze. Alcuni degli apostoli spe-
ravano in buona fede di ricevere i doni e carismi degli
Apostoli per così grande impresa, ma invano; e uno di
essi, il Mackenzie, al quale era toccata l'evangelizzazione
della Svezia e della Norvegia (tribù di Gad), deluso, ri-
nunziò all'apostolato e si separò dalla setta. Questo fatto,
le eccentricità dei profeti, l'autorità assoluta che si as-
sumero gli apostoli, l'aver adottate molte dottrine e in
molte cose la liturgia cattolica, sempre tanto aborre
telle sette protestanti, la scissione della Chiesa neo-apo-
stolica, e finalmente la morte dell'ultimo dei 12 apostoli
primitivi, morto nel 1901 all'età di 96 anni, senza che in
tutto questo tempo apparisse il Signore, infissero duri
colpi alla Chiesa cattolica apostolica, la quale al presente
è ridotta a poche migliaia di aderenti.

Nel 1863 rimanevano solo 6 degli apostoli, e nella
Germania, dove la nuova Chiesa aveva avuto abba-
stanza buon esito, nacque l'idea di sostituire i defunti
con altri. Questa idea fu capeggiata dai due angeli (vescovi)
H. Geyer e F. W. Schwarz. Ma se l'ufficio degli apostoli
diventava perpetuo, cadeva una delle dottrine fondamen-
tali della Chiesa cattolica apostolica, cioè della prossima
venuta del Signore durante la missione dei 12 apostoli.
Gli apostoli superstiti si opposero dunque alla nuova
dottrina e scomunicarono il Geyer e lo Schwarz. Questi
non si preoccuparono di tale scomunica, anzi nel 1865
lo Schwarz prendeva la direzione di una nuova setta con
il titolo di apostolo, eleggendone poi altri, e sostituì le
dottrine protestanti alle cattolicizzanti della Chiesa cat-
tolica-apostolica. La nuova setta assunse il nome di Co-
munità o Chiesa neo-apostolica (Neo-apostolische Ge-
meinde). Allo Schwarz morto nel 1895 successe Fritz Krebs,
che diede al primo apostolo (Stammapostel), cioè a se
stesso, una qualche superiorità sugli altri, mentre prima
erano considerati come uguali. Alla sua morte nel 1905
gli successe Ermanno Niehaus, che diede nuovo impulso
alla setta. Il numero degli apostoli crebbe fino a 14 (Paolo
e Barnaba), e la nuova setta si è propagata in molte parti
del mondo. Dieci apostoli erano nella Germania: degli
altri quattro, uno in ciascuna di queste regioni: Olanda,
Svizzera, America settentrionale e Africa del sud.

Il loro libro principale è il Lehrbuch der Fragen und
Antworten: catechismo di domande e risposte, nel quale
in 656 domande si contiene tutta la dottrina. È diviso
in 10 parti, ognuna della quali spiega uno o più articoli
di fede. Cristo regge la sua Chiesa per mezzo di « apostoli
viventi » ai quali compete la designazione di tutti gli
uffici ecclesiastici. È ammesso il Battesimo dei morti,
cosicché un fedele può farsi battezzare per i suoi antenati
che vuol salvare, morti fuori della setta. Nella Cena del
Signore sono dati « i meriti di Gesù Cristo mediante
il pane ed il vino » in maniera misteriosa ma visibile. Chi
riceve il grande Sacramento dello Spirito Santo è anno-
verato fra i 144.000 segnati dall'Apocalisse. All'avvento
del Signore risorgeranno solo i giusti per regnare con lui
per un millennio, dopo il quale risorgeranno anche i
reprobi e ci sarà il giudizio finale.

BIBL.: Miscellanies from the collected writings of E. I., Lon- dra 1866; E. Miller, The history and doctrines of Irvingism or of the so-called catholic and apostolic Church, 2 voll., ivi 1878; J. G. Simpson, s. V. ENOCH. of Rel. and Eth., VII, p. 422 sgg.; A. F. Vaucher, Une célébrité oublié, le p. Manuel de Lacunza y Díaz, Collonges-sous-Salève, Haute Savoie 1941; C. Algermissen, La Chiesa e le chiese, Brescia 1942, pp. 640, 678 sgg., 707, 724, 735 sg., 727, 729, 730. Camillo Crivelli
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“IRVING, EDWARD.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 152. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/irving-edward.