JAMMES, FRANCIS

JAMMES, Francis. - Poeta francese, n. a Tournay il 2 dic. 1868, m. ad Hasparren il 10 nov. 1938, dopo avervi abitato per quasi quarant'anni. Figlio d'un impiegato del Registro venuto in Francia dalla Guadalupa, fece i suoi studi a Bordeaux e dopo la morte del padre (1888) si trasferì con la madre a Orthez, nel Béarn, dove entrò in uno studio notarile. In quella tranquilla atmosfera di provincia diede alle stampe i suoi primi tenui saggi (Six sonnets, Vers, 1891-93): nell'apr. del 1895 si sentì «invaso» dall'astro che gli dettò il poema dialogato Un jour, edito dal Mercure de France l'anno seguente per interessamento di A. Gide.

Con i successivi La naissance du poète (Bruxelles 1897) e La mort du poète questa prima parte della sua opera venne raccolta sotto il titolo De l'Angélus de l'aube à l'Angélus du soir (1898): era una voce nuova, attenta alle piccole cose quotidiane, piena di simpatia per tutte le miserie e i dolori della vita dei semplici, dei poveri, degli animali, con una sorta di melanconia dolce e rassegnata. Con le sue misure, il suo tono estremamente prosaico eppur sempre lieve e commovente, la sua poesia non tardò ad essere gustata e sentita come la voce più fresca e quella fine del secolo che già accusava l'esaurimento poetico della generazione decadentistica e di quella simbiotica. Quel tono acquistò ben presto larga diffusione anche in Italia, con i poeti crepuscolari: particolarmente netta e sensibile è la parte di J. nell'opera fortunata ed assai composita di Guido Gozzano.

Il tema di una di quelle prime liriche («J'aime dans les temps Clara d'Ellébeuse») trovò svolgimento in una novella sulla melanconia vicenda di quella giovinetta, sognatrice e romantica quanto il suo nome (Clara d'Ellébeuse ou l'histoire d'une ancienne jeune fille, Parigi 1899); novella seguita da due altre, quasi a comporre una trilogia di tre infelici vicende d'amore (Almaide d'Etrémont ou l'histoire d'une jeune fille passionnée, 1901, e Pomme d'Anis ou l'histoire d'une jeune fille infirme, 1904). Una vena nostalgica, dov'è ugualmente presente l'appassionato romanticismo e lo slancio verso la fede, gli ispirò due nuove raccolte di versi: Le deuil des primevères (comprendente le Elégies, La jeune fille nue, Le poète et l'oiseau, Quatorze prières, Parigi 1901), Le triomphe de la vie (contenente il romanzo paganamente agreste Jean de Noarrieu ed i sogni sensuali di Existences; pubblicato nel 1902). Si disegnava tuttavia, sempre più chiaro, l'anelito del poeta verso la fede, verso il Dio degli umili, «Colui che fabbrica le

JAMMES FRANCIS - JANN ADELHELM DA STANS

foglie ad una ad una : la conversione si compi, secondo la sua stessa confessione, nel giorno dell'Annunciazione del 1906, e fu annunziata quell'anno stesso in Clairières dans le ciel, e, prima ancora, nell'Eglise habillée des feuilles.

La conversione non segnò un cambiamento nell'ispirazione di J., ma piuttosto una ripresa anche più dolce e sognatrice dei temi e del tono già noti, con una totale rassegnazione alla Provvidenza, una fede « da carbonio ». Non si ritrasse dal tentativo di attingere una diversa e più ampia misura, nelle Géorgiques chrétiennes (1911, poemetto agreste dal ritmo un po' biblico), in La Vierge et les sonnets (1919; più ricco di esercitazioni letterarie, e spesso di maniere arcaizzanti), nel Tombeau de Jean de la Fontaine (1921; rovesciamento parodistico delle Fables); ma i temi rimasero essenzialmente provinciali e modesti: Le poète rustique (1920), Quatrains (1923-25), Ma France poétique (1926), Les nuits qui me chantent (1928). Solo il tono satirico fu occasionalmente ripreso dall'Antiglyde ou Elie de Nacre (1932), contro l'antico amico.

BIBL.: A. de Beraucourt, F. J. poète chrétien, Parigi 1910; A. Guidetti, F. J. Torino 1931; W. Gutheil, F. J. als Simbolist und Katholik, Wuppertal 1932; M. Ewald, F. J. und der franziskan. Geist, Bochum 1934; A. Burtschi, F. J. Parigi 1938; P. Lhande, F. J. Le patriarche de Hasparren, in Etudes, 4 (1938), pp. 577-592; F. Mauriac, Souvenir de F. J. in Revue de France, 2 (1930), pp. 422-427; P. Messiaen, Le catholicisme franciscain de J., in Mercure de France, 2 (1930), pp. 5-13; C. Bo, Saggi per una letteratura, Brescia 1946, pp. 108-113.