JANET, PIERRE. - Fisiologo e psicologo, nipote di Paul J., n. a Parigi il 30 maggio 1859, ivi m. il 23 febbr. 1947. Direttore del laboratorio di psicopatologia all'Ospedale di Salpêtrière (1890), insegnò in seguito psicologia sperimentale alla Sorbona (1893), quindi psicologia sperimentale e comparata al Collego di Francia. Fondò con G. Dumas il Journal de psychologie normale et pathologique (1904). Dal 1913 fu membro dell'Académie des sciences morales.
J. si propose l'elaborazione di una psicologia sperimentale costruita con rigoroso metodo scientifico. Si occupò particolarmente dello studio dei fenomeni patologici, tentando di scoprire le leggi della disgregazione psicologica, verificatisi negli stati anormali. Si trattebbè di un indebolimento dell'attività sintetizzante del soggetto, soppiantata dalla formazione di sottogruppi di fenomeni psichici, slegati gli uni dagli altri; donde l'illusione della pluralità di coscienze. Tale disgregazione mentale non intacca l'unità ontologica del soggetto.
Opere principali: L'automatisme psychologique (Parigi 1889); L'état mental des hystériques (ivi 1894); Nécroses et idées fixes (ivi 1898); De l'angoisse à l'extase (ivi 1927-28).