JANNI, Uco. - Scrittore ed agitatore religioso, nel 1869 a L'Aquila negli Abruzzi, m. a S. Remo il 30 luglio 1938. Ordinato sacerdote a Berna nel 1893 dal vescovo vecchio-cattolico Herzog, cominciò più tardi il suo lavoro in Italia con i due apostati Savarèse e Campello, riconciliati poi con la Chiesa. Nel 1902 passò a far parte della Chiesa valdese, e si stabilì a San Remo, dove con poche e saltuarie assenze rimase fino alla morte. Fu il direttore e lo scrittore principale della rivista mensile *Fede e vita*, cessata nel 1937. Considerato come vecchio-cattolico, non solo CAMPANELLO (v.), ma nei suoi scritti si manifestano di tanto in tanto le dottrine dell'Herzog e del suo professore Michaud di Berna. Prese parte notevole nel 1937 nell'adunanza della «Lega evangelica italiana per la elevazione del culto», scrisse numerosi opuscoli liturgici sul Battesimo, sulla Cena, sul culto pubblico.
Valdese per libera scelta e deliberata volontà (cf. *Il rinnovamento cattolico dell'Italia e la missione del valdese*, in *Pinerolo 1932*), lavorò molto per detta chiesa; insieme con Ernesto Comba redasse il *Manuale-compendio delle verità fondamentali del cristianesimo* (Torre Pellice 1931), anche a lui, come già al Beckwith, arrise l'idea di far ritornare i valdesi alle Cianforan (v.) più liturgiche e meno esclusive di quelle professate dopo tale Sinodo. Ma ciò che rese celebre J. fu l'essere stato egli il promotore pancristiano (v.) in Italia al quale rimase fedele fino alla morte.
Degli scritti di J., oltre quelli già citati, sono da ricordare: *Il problema dell'evangelizzazione in Italia* (Firenze 1905); *Catechismo filosofico sulle fondamentali dottrine del cristianesimo* (ivi 1906); *I valori cristiani e la cultura moderna* (Mendrisio 1913); *La S. Chiesa cattolica e i suoi rapporti con la verità evangelica nella realtà e nella visione pancristiana* (Pinerolo 1929); *Teosofia* (Torino 1932); *Corpus Domini* (Modena 1938).