Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Arte Artisti

JUVARA (JUVARRA), FILIPPO

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JUVARA (JUVARRA), FILIPPO. - Architetto e incisore, n. a Messina il 16 giugno 1678, m. a Madrid il 31 gen. 1736. Dal padre cesellatore apprese l'arte del disegno, compiendo di pari passo gli studi che lo preparavano alla carriera ecclesiastica. Una delle sue prime concezioni architettoniche fu quella riguardante gli apparati per le feste che Messina organizzò per l'incoronazione di Filippo II. Ottenne quindi di studiare architettura in Roma sotto la guida di Carlo Fontana. Vinto il concorso indetto da Clemente XI, fu nominato membro dell'Accademia di S. Luca. Accolto alla corte papale, si dedicò all'architettura teatrale e alla scenografia.

Viaggiò l'Italia sempre occupato in molti progetti, ma svolse la sua attività principalmente al servizio di Amedeo II di Savoia, al quale fu presentato quando questi fu a Messina per prender possesso del Reame della due Sicilie (1714). Sempre a Messina per mandato di Amedeo II progettò l'ingrandimento della Reggia che andò poi distrutta; e nel dic. dello stesso anno si guadagnò il titolo di « primo architetto civile del re ». Da quest'epoca ha inizio il periodo più brillante della sua attività. F. J. a Torino nel 1715 portò a compimento la facciata di S. Cristina; l'anno dopo i quartieri di Porta Susa. Nei primi mesi del 1716 elaborò i modelli lignei per la chiesa e il convento di Superga e per la cappella di Venaria Reale. Due anni dopo iniziava i lavori di costruzione dello scalone di Palazzo Madama e portava a compimento i progetti del Castello di Rivoli e della chiesa di S. Croce. Seguivano immediatamente quelli di Palazzo del Senato, Palazzo Birago di Borgaro, Palazzo Martini di Cigala e del coronamento del campanile del Duomo. Chiamato dal re Giovanni V del Portogallo a Lisbona nel nov. 1719, progettò il faro del porto di quella capitale e altri importantissimi edifici quali: un palazzo reale, una chiesa patriarcale, un palazzo per il patriarca e una canonica per una località non identificata. Tale sua attività gli procurò il titolo di « cavaliere dell'Ordine di Cristo ». Rimase a Lisbona ca. un anno, di lì andò a Londra, sempre ospite del re portoghese, poi a Parigi. Nei primi mesi del 1721 risulta a Roma. Di ritorno a Torino riprese i lavori interrotti (Superga-Venaria-Rivoli), eseguì Palazzo Richa di Coassolo, la Palazzina di caccia di Stupinigi, la facciata di Palazzo Guarene e tracciò un buon numero di progetti per ville e palazzi in varie località dello Stato sabaudo. Tra questi importanti il progetto dell'Oratorio di S. Filippo (1723) e il piano urbanistico di Porta Vittoria (1731), la certosa di Collegno (1726) e l'ingresso della chiesa della Madonna d'Oropa. Nel 1728 ebbe la nomina di abate commendatario dell'abbazia di Selve. Chiamato a Roma architettò un « conclave stabile » e, dopo la morte del suo maestro C. Fontana, fu eletto architetto di S. Pietro. La sua attività fu allora divisa tra Roma e Torino, soggiornando a Roma particolarmente d'inverno, quando in Piemonte erano impossibili i lavori murari a causa del freddo. Nel 1732 eseguì nella capitale per Clemente XII un progetto per la sacrestia di S. Pietro e nel 1735 Filippo V, che lo aveva conosciuto alla corte di Amedeo, lo reclamò in Spagna, quando ormai la sua fama aveva raggiunto l'apogeo. Gli fu affidata la costruzione del Palazzo reale di Madrid e J., nell'attesa che fosse scelto il luogo per la costruzione, progettò la Granja di S. Ildefonso e il Castello di Aranjuez. Senonché, quando aveva quasi ultimato il modello in legno del Palazzo reale, fu colto dalla morte e l'esecuzione del Palazzo fu realizzata dal Sacchetti. F. J. fu sepolto a Madrid dopo solenni onoranze funebri.

Egli amò la regolarità e la semplicità e ad esse uniformò le sue opere per quanto non sia difficile individuare in lui influasi barocchi del Borromini e del Bernini. F. J. amò e studiò i classici eseguendo molti rilievi dai monumenti antichi. Pur sensibile alle influenze francesi, si mantenne da esse indipendente sempre deliberatamente lontano da complicazioni e da retorica. Del barocco egli adottò il linguaggio plastico, per trarne vigoria chiaroscurale. Colonne e lesene sono espressione viva del suo sentire; cornici a forte sporgenza sostenute da mensole, e luminose arcate a tutto sesto creano quei magistrali contrasti di luce ed ombre che, dell'opera dello J., appaiono come la principale caratteristica. - Vedi tavv. XLI-XLII.

In alto: VEDUTA AEREA DELLA BASILICA DI SUPERGA (1717-36) - Torino. In basso: MODELLO IN LEGNO per la sagrestia di S. Pietro — Fabbrica di S. Pietro.
Tav. XLI In alto: VEDUTA AEREA DELLA BASILICA DI SUPERGA (1717-36) - Torino. In basso: MODELLO IN LEGNO per la sagrestia di S. Pietro — Fabbrica di S. Pietro.(fol. Enil) · (fol. Museo civico - Torino)
In alto: SCENOGRAFIA PER FILIPPO V DI SPAGNA, fatta costruire dal clero di Messina (1701). In basso: PROGETTO PER UN PALAZZO del cav. Cesare Beneasai a Lucca - Torino, Biblioteca del Re.
Tav. XLII In alto: SCENOGRAFIA PER FILIPPO V DI SPAGNA, fatta costruire dal clero di Messina (1701). In basso: PROGETTO PER UN PALAZZO del cav. Cesare Beneasai a Lucca - Torino, Biblioteca del Re.(fot. Museo civico - Torino)
Bibliografia6 opere
BIBL.: A. Rossi, Vita del cav. don F. J. fatta seguire dal catalogo dei disegni, Perugia 1784; L. Masini, La vita e l'arte di F. J., Torino 1920; A. Telluccini, L'arte dell'architetto F. J. in Piemonte, ivi 1926; M. Labò, s. v. in Thieme-Becker, XIX, p. 358 seg., con bibl.; L. Rovere, V. Viale, A. Brickmann, F. J., Milano 1937; G. Chevalley, La formazione della personalità artistica di F. J., in Bollett. Soc. Piemontese di Arch. e di Belle arti, 1 (1947), pp. 72-82.

Pietro Gazzola

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 627–629.

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Gazzola, Pietro. “Juvara (Juvarra), filippo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 627–629. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/juvara-juvarra-filippo.

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Gazzola, Pietro. “Juvara (Juvarra), filippo.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 627–629. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/juvara-juvarra-filippo.

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