KETTELER, WILHELM EMANUEL von. - Vescovo di Magonza, iniziatore e sostenitore del movimento ideologico e pratico del cattolicesimo sociale tedesco, n. a Harkotten (Westfalia) il 25 dic. 1811, m. a Burghausen (Oberbayern) il 13 luglio 1877. Studiò teologia a Monaco e fu consacrato sacerdote nel 1844. Cappellano a Beckum e poi parroco a Hopsten, ebbe modo, diffondendo la Società di S. Vincenzo e assistendo personalmente ammalati e poveri, di avvicinare e conoscere le miserie sociali del suo tempo. In quegli anni si iniziava in Germania la rivoluzione industriale con le conseguenti grandi trasformazioni della struttura economico-sociale che dovevano portare alla formazione del proletariato: separazione del lavoro dal capitale, disgregazione del vincolo familiare, abusi del nascente e incontrastato capitalismo.
A questa dolorosa e caotica realtà il giovane sacerdote si avvicinò dapprima con lo spirito e lo stile della carità cristiana, pensando ad un'opera di rinnovamento spi

KETTELER, WILHELM EMANUEL von - Ritratto.
rituale. Ma già nel 1848 K. ha riconosciuto il contenuto economico della questione sociale e con discorsi e scritti inizia un'ardente propaganda per una azione sociale della Chiesa cattolica. Nello stesso tempo K. pone le basi per l'organizzazione degli operai artigiani, prime vittime della trasformazione industriale, in associazioni di carattere religioso e professionale (Haudcker gesellen), dalle quali si sviluppa in seguito l'azione della cooperazione e quella del sindacalismo cattolico tedesco. Dal 1848 al 1863 vi è periodo di quasi assoluto silenzio del K. a proposito del problema sociale. Nominato vescovo di Magonza nel 1850, egli vi fonda il seminario (1851) che diverrà in breve uno dei primi della Germania ed è infaticabile promotore di organizzazioni cattoliche di carattere religioso ed educativo. Nel 1863, con la sua autorità di vescovo, affronta per la prima volta in modo approfondito la vera e propria questione operaia, prendendo decisa posizione sia contro il liberalismo e l'individualismo economico-politico che contro l'eccessivo intervento statale. Il contrasto fra le varie tesi gli dà modo di precisare il suo pensiero: i cattolici devono favorire in ogni modo la creazione di cooperative di produzione, di consumo, di credito, finanziate da capitalisti privati. Lo spirito cristiano di fratellanza e di cooperazione, vivificando l'iniziativa, avrebbe fornito le forze morali atte a consolidare le cooperative e a renderle strumenti efficaci di superamento sostanziale, e non solo formale, del sistema capitalistico. Le sue idee, in seguito esposte in un volume, non ebbero una concreta applicazione pratica, ma fu importante, per il successivo sviluppo del cattolicesimo sociale tedesco, l'aver il K. messo in luce come per risolvere la questione operaia, che è questione morale, occorra scendere anche sul terreno economico e rafforzare la posizione economico-sociale del lavoratore, dando ad esso una maggiore sicurezza nell'avvenire. Preoccupato della necessità di educare i cattolici, K. favorì in tutti i modi l'interesse della stampa cattolica per i problemi sociali ed economici. Per suo diretto impulso nacquero in Germania i Christlich-sozialen Blätter (1868) e da lui furono organizzati nel 1869 il Congresso cattolico di Düsseldorf e la Conferenza di
Fulda, che richiamarono l'attenzione dell'episcopato tedesco sull'argomento.
Il K. seppe interpretare e valutare tempestivamente ogni mutamento dell'ambiente economico sociale del suo tempo e adeguarvi gli orientamenti del cattolicesimo. La crisi economica del 1857 e degli anni seguenti, che pone in modo più drastico i termini della questione; la crescente prevalenza della ideologia marxista in seno alla socialdemocrazia tedesca; il superamento del vecchio Stato di polizia a favore di un più avveduto interventismo da parte dello Stato prussiano prima, e del nuovo Impero tedesco poi, portarono ad una evoluzione nel pensiero e nelle direttive di azione pratica del K. Dal 1865 in poi egli ammette un più largo intervento statale nei problemi sociali ed in seguito accentuato sempre più l'esigenza di una coerente e organica politica sociale dello Stato, mirante, più che a superare il sistema capitalistico, a mitigare gli eccessi.
Deputato al Parlamento tedesco dal 1873, si distinse fra i rappresentanti dei partiti di centro per i suoi discorsi, presentando anche un completo progetto di legislazione sociale a base corporativa, il cui fondamento era il superamento, nell'ambito della morale professionale, inquadrata nella morale cattolica, della lotta di classe, a favore del principio di collaborazione dei vari fattori della produzione, per le esigenze del bene comune. Tale progetto, a cui mancò l'appoggio della maggioranza di centro, non fu accettato. Con altri deputati cattolici il K. ebbe parte importante nella lotta contro il «Kulturkampf»; i gravi contrasti politico-ecclesiastici che ne derivarono, rallentarono, sul finire della sua vita, la sua attività.
La sua idea fondamentale però era ormai diffusa e accolta anche in ambienti non cattolici: il K. infatti era riuscito a dimostrare che la questione sociale non è risolvibile solo con mezzi razionali e che il proletariato non è caratterizzato solo dalla scarsità dei beni economici; egli sostenne che il sistema capitalista non si supera se non modificando lo spirito attraverso una lenta e profonda azione educativa. Richiamando l'attenzione sulla funzione dello Stato in questa educazione, il K. pose le basi dell'orientamento teorico e dell'attività pratica della politica sociale cattolica tedesca. Può quindi considerarsi un precursore, perché intravviste, mezzo secolo prima che tale principio diventasse di dominio comune, la necessità di una legislazione sociale non impostata solo su motivi umanitari o sulla «ragione di Stato», ma conseguenza di una esigenza morale, conforme alla natura etica della società umana. Impostando la critica al capitalismo sulla nozione del diritto naturale dell'individuo alla esistenza, alla libertà e allo sviluppo della propria personalità, il K. pose anche le basi del fondamento teorico della moderna soluzione cristiana e, indirettamente, quelle per una sostanziale critica al collettivismo e al liberismo economici.
Opere principali: Libertà, autorità e Chiesa (Parma 1864); Die Arbeiterfrage und das Christentum (Magonza 1844); Deutschland nach dem Krieg von 1866 (ivi 1867); Das Allgem. Konzil und seine Bedeutung für unsere Zeit (ivi 1869); Liberalismus, Sozialismus und Christentum (ivi 1871); Die Katholiken im deutschen Reich (ivi 1873); Predigten und Briefe, a cura di J. M. Raich (ivi 1878).