KIRSCH, JOHAN PETER

KIRSCH, JOHAN PETER. - Prelato lussemburgese, archeologo e storico, n. a Dippach il 3 nov. 1861, m. a Roma il 4 febbr. 1941. Studiò a Lussemburgo ove fu ordinato sacerdote, il 25 ag. 1884; il 2 nov. dello stesso anno venne a Roma, nel Camposanto teutonico, onde specializzarsi in archeologia cristiana e in storia ecclesiastica. Godette l'amicizia di G. B. De Rossi e di A. De Waal e frequentò la scuola di Paleografia, diplomatica e archivistica istituita nel 1885 presso l'Archivio Vaticano, ricevendone per primo, dal card. G. Hergenröther, il diploma di paleografo archivista (1887).

Fu il primo direttore e organizzatore dell'Istituto storico fondato a Roma dalla Görres-Gesellschaft nel

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(per cortesia di mons. G. Belvederi) KIRSCH, JOHAN PETER - Ritratto.
1888, e alla sua iniziativa si deve l'apertura, nel 1908, della sezione archeologica della medesima Società a Gerusalemme. Nell'autunno del 1889, il ministro della Pubblica Istruzione del Cantone di Friburgo, G. Python, gli offrì la cattedra di patrologia e archeologia cristiana nella neo-Università friburgese, che il K. tenne poi brillantemente fino al 1932. Nell'anno accademico 1898-99 ricoprì pure la carica di rettore della stessa Università. Fu l'organizzatore, professore, primo direttore (1925-41) e munifico benefattore del Pontificio Istituto di archeologia cristiana (v. : ISTITUTI DI STUDI SUPERIORI, X) fondato l'11 dic. 1925 da Pio XI. Come studioso prese parte attiva al I e II Congresso internazionale di archeologia cristiana tenuti a Spalato (1894) e a Roma (1900); come direttore del Pontificio Istituto di archeologia cristiana provvide all'organizzazione del III e IV tenuti a Ravenna (1932) e a Roma (1938). Fu consultore di prima nomina della sezione storica della S. Congregazione dei Riti (1930) e protonotario apostolico (28 apr. 1932).

Esordì la sua carriera scientifica con ricerche archivistiche sulla finanza pontificia dei secc. XIII e XV e sui redditi del Collegio cardinalizio dei secc. XIII e XIV. Il frutto delle sue pazienti e dotte investigazioni su questo argomento, soprattutto nell'Archivio Vaticano, è consegnato nei seguenti studi: Die päpstlichen Kollektorien in Deutschland während des XIV. Jahrhunderts (Paderborn 1894); Die Finanzverwaltung des Kardinalkollegiums im XIII. u. XIV. Jahrhundert (Münster in V. 1895); Die Rückkehr Urbans V. u. Gregors XI. von Avignon nach Rom (Paderborn 1898); L'administration des finances pontificales au XIVe siècle, in Revue d'hist. ecclés., 1 (1900), pp. 274-96; Die päpstlichen Annaten in Deutschland während des XIV. Jahrhunderts. I. Von Johann XXII. bis Innocenz VI. (Paderborn 1903, il secondo volume pronto per la stampa non è stato pubblicato); La fiscalité pontificale dans les diocèses de Lausanne, Genève et Sion, à la fin du XIIIe et au XIVe siècle, in Revue d'histoire ecclés. suisse, 2 (1908), pp. 31-44, 102-13, 190-204; Die Annatenbulle Klemens V. für England, Schottland u. Irland vom 1. Feb. 1906, in Römische Quartalschrift, 27 (1913), pp. 202-207.

Per quanto interessanti fossero i risultati acquisiti con le surricordate ricerche, il K. si sentiva attratto verso le antichità cristiane alle quali dedicò le sue doti di archeologo e di storico per un quarantennio. Rivolse il suo acume critico all'agiografia e alla liturgia romane: scrisse su s. Cecilia (Die heilige Cecilia in der römischen Kirche des Altertums, Paderborn 1910); sui ss. Quattro Coronati (Die Passio der hl. « Vier Gebrünten » in Rom, in Historisches Jahrbuch der Görengesellschaft, 38 [1917], pp. 72-97); sui martiri delle Vie Labicana, Aurelia e Cornelia (Die Märtyrer der Katakombe « ad duas Lauras » an der Via Labicana in Rom, in Ehrengabe zum 50. Geburtstag S.K.H. des Prinzen Johann Georg. V. Sachsen, Friburgo in Br. 1920, pp. 577-602; Le memorie dei martiri sulla Via Aurelia e Cornelia, in Miscellanea Ehre, II, Roma 1924, pp. 63-100; Die Grabstätte der « Felices du postifices et martyrer » an der Via Aurelia, in Römische Quartalschrift, 33 [1925], pp. 1-24); sulle feste dei ss. Pietro e Paolo (Le feste degli apostoli s. Pietro e s. Paolo nel Martirologio geronimiano, in Riv. di arch. cristiana, 2 [1925], pp. 54-83; Die beiden Apostelfeste Petri Stuhlfeier u. Pauli Bekehrung im Januar, in Jahrbuch f. Liturgiewissenschaft, 5 [1925], pp. 48-68); sulle Stazioni liturgiche romane (Origine e carattere primitivo delle Stazioni liturgiche di Roma, in Rendiconti Pont. Acc. rom. di archeol., 3 [1925], pp. 123-41; Die Stationskirchen des Missale Romanum, mit einer Untersuchung über Ursprung u. Entwicklung der liturgischen Stationsfeier, Friburgo in Br. 1926; L'origine des stations liturgiques du Missel Romain, in Ephemerides Lit., 41 [1927], pp. 137-50); sulle leggende e sul culto dei martiri romani (Römische Märtyrerlegenden u. altchristliche Kirchen Roms, in Festschrift Georg V. Hertling, Kempten 1913, pp. 49-64); L'origine del culto dei martiri della Chiesa romana, in La scuola cattolica, 6ª serie, 9 [1927], pp. 161-74; Die Grabstätten der römischen Märtyrer u. ihre Stellung im liturgischen Märtyrerkultus, in Römische Quartalschrift, 38 [1930], pp. 107-31; The veneration of Martyrs in the ancient Church, in The Clerus review, 3 [1932], pp. 249-313.

Però l'opera complessiva agiografica-liturgica più pregevole sui martiri romani è il Der stadtromische christliche Festkalender im Altertum (Münster in V. 1924), commento agiografico, archeologico e liturgico della Depositio martyrum, della Depositio episcoporum e delle notizie del Martirologio geronimiano relative ai martiri romani. Quest'opera ha fatto annoverare il K. fra i più profondi e sicuri conoscitori dell'intricato Martirologio geronimiano.

La sua attività di archeologo dopo alcuni saggi minori ebbe propriamente inizio con due articoli sul vecchio S. Pietro (Beiträge zur Baugeschichte der alten Peterskirche, e Der Altar des heiligen Kreuzes in der alten Peterskirche, in Römische Quartalschrift, 4 [1890], pp. 110-24, 273-77). Con il 1893 incominciò ad illustrare vari monumenti antichi del Cantone di Friburgo, tra i quali il cimitero burgundo di Fétigny (Le cimetière burgonde de Fétigny, Friburgo in Svizzera 1899) e a interessarsi degli scavi che misero in luce così preziosi monumenti a Roma (la « Memoria Apostolorum », 1916-23), in Svizzera (1923-25), nella Renania: Bonn e Xanten (1932, 1934) e a Dura Europa (1933, 1937). I suoi argomenti preferiti furono però gli edifici di culto paleocristiani (Die christlichen Kultusgebäude im Altertum, Colonia 1893; Die christlichen Kultusgebäude in der vorkonstantinischen Zeit, in Festschrift des deutschen Campo santo in Rom, Roma 1897, pp. 6-20; Der Ursprung der altchristlichen Basilika, in Revue Luxembourgeoise, 1 [1906], pp. 397-411; Die vorkonstantinischen christlichen Kultusgebäude im Lichte der neuesten Entdeckungen im Osten, in Römische Quartalschrift, 41 [1933], pp. 15-28; Die Entwicklung des Bautypus der altchristlichen römischen Basilika, ibid., 43 [1935], pp. 1-22; Il trappetto nella basilica cristiana antica, in Scritti in onore di B. Nogara, Città del Vaticano 1937, pp. 205-25; Gli edifici sacri cristiani nell'antichità, appendice a Fliche-Martin-Frutz, III, Torino 1939, pp. 537-63; Gli edifici sacri cristiani nei tre primi secoli della Chiesa, in Atti del IV Congresso internaz. di arch. crist., I, Città del Vaticano 1940, pp. 113-26). Di particolare interesse sono i suoi contributi sull'iconografia cristiana antica e l'esame di un gruppo di pitture

inedite del cimitero dei SS. Pietro e Marcellino (Sull'origine dei motivi iconografici nella pittura cimiteriale di Roma, in Riv. di arch. crist., 4 [1927], pp. 259-88; Pitture inedite di un arcosolio dei SS. Pietro e Marcellino e Un gruppo di cripte dipinte inedite del cimitero dei SS. Pietro e Marcellino, ibid., 7 [1930], pp. 31-46, 903-34; Cubicoli dipinti nel cimitero dei SS. Pietro e Marcellino sulla Via Labicana, ibid., 9 [1932], pp. 17-36; Un cubicolo con pitture profane inedite nella catacombe dei SS. Pietro e Marcellino, ibid., 10 [1933], pp. 263-85).

Al K. spetta il merito di avere per primo presentato uno studio critico complessivo sui Titoli romani. Anche se la sua teoria sulla loro origine potrà essere riveduta, sta di fatto che il suo contributo è quanto di meglio e di più organico sia stato scritto sull'argomento (Die römischen Titelkirchen zur Zeit Konstantins des Grossen, in Konstantin der Grosse u. seine Zeit, supplemento XX alla Römische Quartalschrift, 1913, pp. 315-39; Die römischen Titelkirchen im Altertum, Paderborn 1918; I santuari domestici di martiri nei Titoli romani ed altri simili santuari nelle Chiese cristiane e nelle case private di fedeli, in Rendiconti Pont. Accad. rom. di archeol., 2 [1924], pp. 27-43; Origine e carattere degli antichi Titoli cristiani di Roma, in Atti del III Congresso nazionale di Studi romani, I, Bologna [1935], pp. 39-47). Meritano pure una particolare menzione i suoi studi sull'epigrafia cristiana antica (Die Acclamationen und Gebete der altchristlichen Grabinschriften, Colonia 1897; Die christliche Epigraphik und ihre Bedeutung für die kirchengeschichtliche Forschung, Friburgo in Br. 1898; Les acclamations des épitaphes chrétiennes de l'antiquité et les prières liturgiques pour les défunts, in Compte rendu du VIe Congrès scientifique international des catholiques tenu à Fribourg (Suïve), Friburgo 1898, pp. 113-22). Ha trattato dei cimiteri cristiani antichi di Roma in genere in due limpidi volumi di divulgazione (Aus den römischen Katakomben, Paderborn 1926, e Le catacombe romane, Roma 1933).

Nel campo della teologia positiva va ricordata l'opera Die Lehre von der Gemeinschaft der Heiligen im christlichen Altertum. Eine dogmengeschichtliche Studie (Magonza 1900). Per gli studiosi delle antichità cristiane il K. ha fornito periodicamente dal 1893 al 1940 un sussidio quanto mai prezioso nella bibliografia sistematica su tale materia presentata dapprima nella Revue Hômit, 1 [1893], 2 [1894], 3 [1895], 4 [1896], poi nella Römische Quartalschrift dal 1900 al 1938 e soprattutto nella Rivista di archeol. cristiana dal 1929 al 1940.

Il K. ha amato divulgare i risultati raggiunti dalla sana critica e dalle investigazioni dei dotti, attinenti al suo campo di studi, come si rileva dalla sua entusiastica e fattiva collaborazione alle grandi enciclopedie ecclesiastiche moderne (Realeucyklopädie der Christlichen Alterthümer di F. X. Kraus [4 artt.], 1886; DACL, 1907, 1908 [4 artt.]; DHG, 1909-24 [41 artt.]; Cath. Enc., 1907-12 [258 artt.]; LThK, 1930-38 [420 artt.]. I suoi articoli si distinguono costantemente per chiarezza, precisione e sicura informazione. Inoltre ebbe modo di mettere in opera le sue doti di storico nella rifusione della 4ª, 5ª e 6ª ed. dell'Handbuch der allgemeinen Kirchengeschichte, in 4 voll., del card. G. Hergenröther, uscite sotto la sua direzione a Friburgo in Br. 1902-1909; 1911-16; 1924-25 (vers. II. sulla 4ª ed. tedesca per opera di E. Rosa, 7 voll., Firenze 1904-23) che tanto aiuto ha prestato ai cultori di storia ecclesiastica. Dopo la 6ª ed. il K. credette opportuno di presentare al pubblico una nuova Kirchengeschichte in collaborazione con A. Bigelmair, J. Greven e A. Veit (già pubblicati 5 voll., 1930-50), riservandosi la trattazione dell'antichità cristiana (Die Kirche in der antiken griechisch-römischen Kulturwelt, Friburgo in Br. 1930).

Discepolo e amico dei grandi storici e archeologi della fine del sec. XIX e del principio del XX, mons. K., sacerdote integerrimo, dotato di qualità di mente e di cuore veramente eccezionali, ha portato un notevole contributo al rinnovamento degli alti studi ecclesiastici, sia con la sua produzione scientifica, elencata sopra solo parzialmente, sia col promuovere numerose pubblicazioni scientifiche, specie nel Pontificio

Istituto di archeologia cristiana, sia soprattutto con l'insegnamento, dove si è rivelato autentico e generoso maestro sempre equilibratissimo nei suoi giudizi. Ai suoi discepoli dava tutto se stesso con sorridente bontà, li incoraggiava e godeva di ogni loro successo. Commovente l'abbraccio paterno che dava al discepolo dopo una brillante discussione di tesi.

BIBL.: Annuario del Pont. Ist. di archeol. cristiana 1931-32, Roma 1932 (discori del card. E. Pacelli, ora Pio XII, e del prof. A. Silvagni). Necrologi: E. Josi, in L'Oncettatore Romano, 6 febbr. 1941; G. Belvederi, in Riv. di archeol. cristiana, 18 (1941), pp. 7-47, con la bibliografia disposta cronologicamente: P. Paschini, in Rendicanti della Pont. Accol. rom. di arch., 17 (1941), pp. 13-80. A. Pietro Frutaz
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“KIRSCH, JOHAN PETER.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 443. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/kirsch-johan-peter.