LAMBERTO DI SANT-BERTIN

LAMBERTO di SANT-BERTIN. - Benedettino, n. intorno al 1061, m. il 22 giugno 1125 a St-Bertin.

Entrò (1070-72) nel monastero di St-Bertin, dove insegnò poi grammatica, musica, filosofia, teologia. Dapprima priore, poi (1095) abate, lavorò alla riforma finanziaria e disciplinare del monastero, estesa in seguito tra molteplici difficoltà ad altri conventi (MGH, Script., XIII, p. 648 sgg.).

Di L. si hanno alcune lettere; notevoli quelle a s. Anselmo, suo amico (PL 158, 1083). Delle sue opere non restano che frammenti. Il Tractatus de moribus Lamberti abbatis (MGH, Script., XV, pp. 946-53), scritto da un alunno, ricorda: Sermones de Vet. Testamento; Disputationes sul libero arbitrio, sulla prescienza e predestinazione, sulla Grazia, sul peccato originale; Quaestiones di scienze naturali («proponebat quaestiones da natura et de qualitatibus naturae»). Se le questioni naturalistiche rispecchiano le cognizioni e gli errori del tempo («... intellectus in fronte, memoria in cerebro, ira in felle, avaritia in iecore, timor in corde, anhela in pulmone, laetitia in splene, cogitatio in renibus, sanguis in corpore, anima in sanguine...» (MGH, Script., XV, p. 948), perspicace è invece la trattazione dei principi filosofici e teologici.

Benché Duchesne, Delisle e Manitius lo neghino, molti, fra i quali Taillard (PL 163, 1005, nota 7), Tessier e Celler, ritengono che L. di S. B. e Lamberto di St-Omer siano la stessa persona e quindi andrebbe attribuito a L. il Liber Floridus, scritto fra il 1090 e il 1120 (Genter Univ. Bibl., ms. 92), sorta di enciclopedia comprendente questioni teologiche, filosofiche, di cronografia biblica, di scienze naturali, astronomia e geografia.

BIBL.: Lib. Pont., I, p. CLXXXV; W. Wattenbach, Geschicht- quellen, II, Berlino 1894, p. 170 sgg.; L. Delisle, Notices sur le manuscrit du «Liber Floridus», Parigi 1906; id., in Neues Archiv (1907), p. 524 sgg.