Secondo il Diplovataccio, avrebbe insegnato l'utrumque ius (diritto canonico e civile), ma il Sarti avanza dubbi, perché al suo tempo il connubio tra i due diritti non era ancora stato attuato. Le sue glosse tuttavia denotano una cultura civilistica, e le sue citazioni di canonisti fanno pensare anche alla sua conoscenza del diritto della Chiesa. Dall'esame interno delle sue glosse si può dedurre che egli avrebbe letto e glossato le prime tre Com- plationes antiquae. Il celebre Tancredi se ne servì nella compilazione del suo Apparatus. Le sue glosse portano le sigle L., La., Lan., il che lo fece qualche volta confon- dere con Laurentius, canonista spagnolo. A questa con- fusione di sigle il Kuttner attribuisce la fama di L. cano- nista, che egli, con altri, reputa un errore. Il Gillmann ha dimostrato che le glosse attribuite a L. sono proprio di Laurentius. Sembra invece che L. sia stato il primo che abbia concepito l'unità dell'utrumque ius e che sia stato uno dei primi a tenere più lungamente l'insegnamento dei due diritti combinati a Bologna.
Nel 1203 si recò con altri ad aprire lo Studio di Vi- cenza, che non ebbe però lunga vita e fu sciolto nel 1209; egli tornò quasi subito a Bologna. Verso il 1217 entrò come oblato (il Necrologium s. Salvatoris lo dice conversus) fra i Canonici Regolari di S. Maria del Reno presso Bologna ai quali, in morte, lasciò molti beni. Qualche volta è ci- tato dagli antichi canonisti.