LANGRES, DIOCESI DI

LANGRES, DIOCESI di. - Diocesi e città capoluogo di circondario (dipartimento dell'Alta Marna, Francia).

La diocesi si estende per una superficie di 6221 kmq. con una popolazione di 181.840 ab. dei quali 180.000 cattolici. La diocesi è suddivisa in 3 arcipreture e 29 decanati; le parrocchie sono 444 con 106 dipendenze; 94 parrocchie appartennero già alla diocesi di Toul, 70 a quella di Châlons, 13 a quella di Troyes e 13 a quella di Besançon. La diocesi conta 244 sacerdoti diocesani e 28 regolari; ha grande e piccolo seminario, 7 comunità religiose maschili e 49 femminili (1950).

L. è l'antica Antematumum capitale dei Lingoni. Nel 301 d. C. Costanzo Cloro vi sconfisse gli Alamanni. Fece parte della Lugdunensis prima; la città fu incendiata dai Vandali e da Attila. La diocesi venne soppressa il 29 nov. 1801 e incorporata a Digione; fu poi ristabilita da Pio VII il 27 luglio 1817 e confermata il 6 ott. 1822 con la bolla Paternae charitatis.

Il catalogo degli antichi vescovi di L. si ha in tre copie; la prima è quella di St Etienne di Digione; la seconda è data dal ms. 6042 della Bibliothèque nationale di Parigi; la terza dal ms. 4910 della stessa Bibliothèque. Le prime due liste giungono fino al vescovo Gualtiere di Borgogna (1163-79); la prima fu continuata poi fino a Guglielmo di Joinville (1209-19). Primo vescovo di L. noto è Desiderio che figura nel 346; Apruncolo è ricordato in una lettera di Sidonio Apollinaire (IX, 10); riparò in Alvernia per salvarsi dai Burgundi (Gregorio di Tours, Hist. Franc., II, 23). Gregorio, già conte di Autun, trisavolo di Gregorio di Tours (Vitae PP., VIII, 6), fu vescovo dal 506 al 539-40; il suo epitafio fu composto da Venanzio Fortunato (IV, 2); gli successe Tetrico ricordato da Gregorio di Tours (Hist. Franc., IV, 16; V, 15; VII, 5; ca. 540-73). Nel 769 il vescovo Erloffo è presente al Concilio di Roma (Lib. pont., I, p. 473); suo successore fu il fratello Ariolfo, fondatore del monastero di Ellwangen nel Württemberg (Cortineau, I, coll. 1042-43). Argimus (m. nel 909) di cui si conserva l'epitafio nel Museo di Chalon-sur-Saône (CIL, XIII, 2628). Ugo, figlio del conte Gelduino, fu il primo a scrivere contro Berengario (De corpore et sanguine Christi; PL 142, 1325-1339). La potenza dei vescovi di L. si andò sempre più affermando anche civilmente, tanto che fin dal sec. IX essi possedevano la città di Digione. Fin dal 967 il vescovo di L. si era sostituito al conte laico. Il b. Bruno di Roncy (980-1016) viene detto il più grande vescovo della Francia feudale. A lui successe il vescovo Lamberto (1016-30); al tempo del vescovo Arduino si recò a L. il papa Leone IX nell'ott. 1050 e vi consacrò Fromondo, vescovo di Troyes (Jaffé-Wartenbach, n. 539); il 24 febbr. 1207 vi si fermò il papa Pasquale II, dopo aver dedicato la chiesa di Beze (ibid., n. 6125). Nel sec. XII grande fu l'autorità dei vescovi divenuti duchi di L.; essi batterono moneta certamente dal tempo del vescovo Ugo di Breuil (1032-49) fino a quello del vescovo Guglielmo di Durfort (1306-18). I vescovi di L. furono tra i sei pari ecclesiastici di Francia almeno dal 1153 al 1214. Si ricordano inoltre Roberto di Torore (1232-40), Bertrando di Got, zio di Clemente V (1306-1307). Il Capitolo della Cattedrale ebbe giurisdizione e potere temporale fin dal tempo di Ludovico il Pio (834) e del vescovo Alberico. Si ebbero poi dissidi tra il vescovo e il Capitolo che culminarono con il Concordato del 1516 il quale tolse

ai canonici il diritto di nomina del vescovo (M. Le Grand, Le Chapitre cathédral de L. de la fin du XIIe siècle au Concordat de 1516, Parigi 1931).

Si ricordano pure Sebastiano Zamet (1615-54); Cesare Guglielmo di Luzerne (1770), creato cardinale e tornato a L. dal 1817 al 1821; P. L. Parisia (1835-51).

La Cattedrale, dedicata a s. Mammes di Cesarea, ha la facciata rifatta tra il 1761 e il 1786; l'interno è della fine del sec. XII con rimaneggiamenti dei secc. XIII-XV; a sud della Cattedrale chiostro del XIII sec. Altre chiese notevoli sono S. Martino a 5 navate, iniziato nel sec. XIII, con restauri dei secc. XVI-XVIII; St-Didier, romanica.

Appartengono alla diocesi di L. il ven. G. Urbano Hanipaux S. J., missionario nel Canadà insieme con i venn. G. Mance e J. Mariet; il p. P. Lemoine S. J. (1602-71); il filosofo Diderot (1713-84).

BIBL.: A. Roussel, Diocèse de L., 4 voll., Langres 1873-79; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, II, Parigi 1907, p. 51 se.; II, II, ivi 1910, pp. 183-91; Eubel, I, p. 307; II, p. 178; III, p. 226; M. Legrand, Le Chapitre cathédral de L., 1179-1516, Parigi 1931; Guide de la France chrétienne et missionnaire, 1948-49, Parigi 1948, pp. 354-55, 584-86, 1030; F. Claudon, Un condominium ecclesiastique: pairie épiscopale et jurisdiction capitulaire, in Revue d'histoire ecclésiastique, 44 (1949) pp. 5-20. Sulla liturgia di L., cui apparterrebbe il lezionario di Luxeli, cf. P. Salmon, Le lectionnaire de Luxeli, Roma 1944; id., La liturgie langraire au XIe-XIIe siècle, d'après le ms. 789 de Paris, in Miscellanea... L. C. Mollberg, I, Roma 1948. Enrico Josi
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“LANGRES, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 547. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/langres-diocesi-di.