LEBBE, VINCENT. - Missionario di s. Vincenzo, « apostolo della Cina moderna », n. a Gand il 17 ag. 1877, m. a Nanchino il 24 giugno 1940 (in Cina noto sotto il nome di Lei Ming Yuan). Partì ancora suddiacono, per la Cina nel febbr. 1901, dove fu ordinato sacerdote il 10 ott. successivo. Fu un tenace ed audace propugnatore della nuova impostazione dell'apostolato missionario: innestare il cristianesimo nella civiltà e negli usi dei popoli evangelizzati, eliminando ogni forma di europeizzazione. Guidato da questa idea, molto contrastata, e dal pensiero che per ottenere un reale progresso del
cristianesimo era indispensabile arrivare alle « masse » e all'anima del popolo, prese la nazionalità cinese e si fece in tutto « cinese con i cinesi ».
Incominciò nel 1911 un'azione a fondo per la conquista dell'opinione pubblica con l'organizzazione di sale per conferenze; preparò un gruppo di capaci e attivi collaboratori, che dovevano portare il fermento del messaggio cristiano nelle classi dirigenti e creò arditamente una stampa cattolica. Nel 1915 uscì il quotidiano l'ichepao, definito poi « il re dei giornali ». Quindi l'ichepao della sera, un settimanale femminile illustrato e due quindicinali culturali e apologetici. Poiché mancava un monachesimo tipicamente cinese fondò nel 1926 i Piccoli Fratelli di S. Giovanni Battista e nel 1929 le Piccole Sorelle di S. Teresa. Tra il 1920 e il 1926 lavorò in Europa tra gli studenti cinesi e nel 1923 diede vita alla Unio Catholica Inventoris Sinensis. Nel 1927 fondò la Société des Auxiliaires des Missions, composta di sacerdoti e laici che hanno per scopo di mettersi a servizio dei vescovi indigeni. Durante la guerra cino-giapponese si portò con i suoi monaci sul fronte del combattimento, dove organizzò il servizio sanitario e un corpo per il servizio del popolo. Il giorno della sua morte, per decreto presidenziale, fu dichiarato di lutto nazionale. Ebbe molto a soffrire per la difesa delle sue idee e delle sue opere, ma ebbe anche la consolazione di vedere i principi della sua azione missionaria pienamente approvati dalla Maximum illud di Benedetto XV e dalla Rerum Ecclesiae di Pio XI.
Il L. ha esposto i principi, i metodi e i risultati del suo apostolato missionario in vari scritti occasionali, per lo più pubblicati in Annales de la Mission dal 1912 in poi e in vari altri periodici o relazioni di congressi.