LAVIGERIE, CHARLES-MARTIAL

LAVIGERIE, CHARLES-MARTIAL. - Cardinale, n. a Huire, presso Baiona, il 13 ott. 1825, m. ad Algeri il 25 nov. 1892. Sacerdote il 2 giugno 1849, fu durante tre anni professore alla Sorbona; quindi, seguendo il consiglio del p. de Ravignan, accettò la direzione delle scuole di Oriente. Questo gli diede occasione di intraprendere una spedizione di carità

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LAVANDA DEI PIEDI - L. dei p. Miniatura di N. Glockendon di Norimberga (1534) nelle Meditationes in Vitam Jesu Christi. Modena, Biblioteca Estense, ms. a. U. 6.7., fol. 34f.
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LAVIGERIE, CHARLES-MARTIAL - Ritratto a olio di pittore ignoto. Roma, basilica di S. Agnese fuori le mura.
in Siria, durante la quale ebbe un incontro, rimasto celebre, con il famoso emiro 'Abd el-Qādir. Soprattutto il L. prendeva allora contatto con l'Oriente e l'islam, anzi scopriva in sé la vocazione missionaria.

Arrivato a Roma, fu nominato uditore di Rota, quindi consultore alla Commissione dei Riti orientali, e dopo poco vescovo di Nancy. Nel 1867 accettò la proposta del governo francese per la nomina ad arcivescovo di Algeri, con l'intento « di fare dell'Algeria la culla di una nazione cristiana, di diffondere la luce del Vangelo e di portarla oltre ai deserti, fino al centro dell'immenso continente ».

Lottando con forza, conquistò la libertà di apostolato presso i musulmani di Algeria e Napoleone III dovette arrendersi ai suoi progetti. Per svolgere fra questi popoli un ministero discreto, ma efficace, L. fondò due congregazioni missionarie: quella dei Padri Bianchi e delle Suore Bianche. Inviò i suoi missionari, attraverso il Sahara, verso Tombuctu; per ben due volte ne fece dei martiri. I Padri Bianchi dovevano giungere nel Sudan solo nel 1895, al seguito dell'esercito francese.

Il L. ebbe miglior fortuna nelle spedizioni apostoliche verso l'Africa equatoriale ed è sua gloria imperitura quella di aver aperto al Vangelo il centro del continente africano, dove i primi Padri Bianchi giunsero nel 1879.

Le sue cure pastorali si rivolsero anche a coloro che gli erano più vicini; nell'arcidiocesi di Algeri fece sorgere numerose chiese e vi stabilì molte comunità religiose; in Tunisia, risuscitò l'antica sede di Cartagine, edificò la cattedrale a Tunisi e la basilica di S. Luigi a Cartagine. Divenne primate d'Africa. Ma di nuovo l'Oriente lo chiamava: il governo francese gli offrì la custodia del santuario di S. Anna a Gerusalemme. Così vennero fondati i seminari, in cui i Padri Bianchi si dedicano alla formazione del clero greco-melchita.

Premio di tanti servizi resi alla Chiesa fu nel 1882 la creazione a cardinale di S. Romana Chiesa da parte di papa Leone XIII. Della sua parola, così autorevole e potente, si servì per predicare una du-

dulplice campagna antischiavista. Leone XIII poté affermare di lui, che era stato uno degli uomini più benemeriti del cattolicesimo e della civiltà.

BIBL.: A. C. Grussenmeyer, Vingt-cinq années d'épiscopat. Documents biographiques de Son Eminence le card. L., Algeri-Jourdan 1888; L. Baunard, Le card. L., 2 voll., Parigi 1898; Instructions de Son Eminence le card. L. à ses missionnaires, Maison-Carrée 1907; G. Goyau, Un grand missionnaire, le card. L., Parigi 1925; J. M., Le card. L. et son action apostolique, ivi 1928.

Giovanni B. Canet

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“LAVIGERIE, CHARLES-MARTIAL.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 591. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lavigerie-charles-martial.