Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

LECCE, DIOCESI DI

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Noto anche come: latino: Lupiae

LECCE, DIOCESI di - Chiesetta detta « dei Veneziani » (sec. XVI con rifacimenti posteriori) - Lecce.
LECCE, DIOCESI di - Chiesetta detta « dei Veneziani » (sec. XVI con rifacimenti posteriori) - Lecce.

LECCE, DIOCESI di. - Suffraganea di Otranto; la città di L. è anche capoluogo di provincia nella penisola salentina. È l'erede dell'antica città Iapigia Lupiae; dipendente politicamente e ecclesiasticamente da Bisanzio fino alla conquista normanna, finì per esser compresa nel Regno di Napoli.

La Cattedrale è dedicata all'Assunta. Attualmente conta 164.000 ab., di cui 163.000 cattolici, distribuiti in 39 parrocchie, servite da 180 sacerdoti diocesani e 90 regolari; 10 comunità religiose maschili e 50 femminili; 2 istituti di educazione maschile, 3 femminili e 36 istituti di beneficenza.

STORIA

La critica ha demolito gli argomenti degli antichi storici sui primi ipotetici vescovi di questa diocesi. L. (Aletium-Lupiae-Lycia) può però vantare l'antica origine della sua cattedra episcopale, perché tra i vescovi che sottoscrissero al Costituto di papa Vigilio per i Tre Capitoli (553) figura un certo Venanzio, vescovo di L. Alla fine dello stesso secolo la sede era vacante, come risulta da una lettera di Gregorio Magno (596), che ordina a Pietro, vescovo di Otranto, di vigilare sulla postulazione del successore per eventualmente consacrarlo a Roma. E questa l'unica notizia sicura fino a tutto il sec. X.

Tenuta dai Bizantini, più volte invasa e distrutta dai Saraceni trovò pace solo con la conquista normanna (1055-71), e allora riappare il nome di un vescovo, Teodoro Buonsecolo (1057) che subì tutte le vicende della guerra ventennale tra i vecchi e i nuovi dominatori. Dopo di lui la serie cronologica è completa. Si ricordano: Formoso (m. nel 1131), che con l'aiuto del conte Goffredo eresse la Cattedrale (1114) dedicata alla Vergine Assunta; Pietro Guarini (1180-91) che, regnando Tancredi, fondò l'abbazia benedettina dei SS. Nicola e Cataldo fuori città; Roberto Volturio o Vultorico (1210-54), il quale ricostruì dalle fondamenta la Cattedrale (1230) e ottenne da Innocenzo IV l'investitura della contea di L. (1252); Marco Ziani, figlio del doge di Venezia e nipote di Tancredi; Luigi D'Aragona (1499), cardinal diacono, figlio di Ferrante I re di Napoli; Braccio Martello, trasferito da Fiesole (1552), che intervenne al Concilio di Trento; e Antonio Pignatelli (1671), arcivescovo di Larissa, poi cardinale e papa con il nome di Innocenzo XII (1691).

MONUMENTI

Il Duomo nulla conserva della sua fabbrica originaria, dopo che G. Zimbalo (1661-82) lo ricostruì in quello stile barocco, che è il segno più caratteristico dell'arte salentina. Al medesimo artista si deve il campanile; e a lui, con Gabriele Riccardo e Cesare Penna, appartengono i vari rifacimenti barocchi e la enorme profusione decorativa (1549-1695) della basilica di S. Croce, costruita nel 1353 da Gualtieri VI di Brienne duca d'Atene. Opere riccamente barocche sono pure l'ex convento dei Celestini, ora prefettura, i palazzi del Seminario (1694-1709) su disegno di G. Cino, e quello vescovile, che ancora serba qualche semplice linea primitiva (1420-28). Fuori di L. è la celebre chiesa dei SS. Nicola e Cataldo, alla quale il barocco non ha tolto che in minima parte la sua composita struttura romanica: interno schiettamente oltramontano, cupola e ornati di base con modi e forme d'Oriente e di Puglia, portale maggiore con triplice fascia ornata, mirabile connubio d'arte arabo-normanna. Singolare e ancora intatta è infine la chiesa basiliana di S. Maria di Cerrate (ca. sec. XIII), ricca di sculture e affreschi.

Bibliografia10 opere
BIBL.: L. De Simone, L. e i suoi monum, descritti e illustrati, Lecce 1874; C. S. De Giorgi, Maria di Cerrate, ivi 1889; id., Cronologia dell'arte in terra d'Otranto, ivi 1911; E. Bertaux, L'art dans l'Italie méridionale, Parigi 1904, passim; G. Gigli, Il tallone d'Italia, I, L. e dintorni, Bergamo 1911; Lanzoni, I, pp. 310-12; G. Paladini, Studi e memorie storiche sull'antica Lupiae, Lecce 1932; H. Kras, Storia di L., Bari 1936; B. De Sanctis, La chiesa di S. Nicola e Cataldo in L. e le sue iscrizioni relative alla sua fondazione, in Riv. d'arch. christ., 23-24 (1947-48), pp. 353-65; Cottinrau, I, col. 1578.

Pasquale Testini

LECCE, DIOCESI di - Cattedrale. Facciata del sec. XVIII. Campanile, opera di G. Zimbalo.
LECCE, DIOCESI di - Cattedrale. Facciata del sec. XVIII. Campanile, opera di G. Zimbalo.(fot. Gab. fot. naz.)

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Di Pasquale Testini

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 1011–1013.

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Testini, Pasquale. “Lecce, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 1011–1013. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/lecce-diocesi-di.

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Testini, Pasquale. “Lecce, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1011–1013. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/lecce-diocesi-di.

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