LE CARDONNEL, LOUIS

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LE CARDONNEL, LOUIS. - Poeta francese, n. a Valence (Drôme) il 25 febbr. 1862, m. ad Avignone il 28 maggio 1936. Da giovane partecipò attivamente all'esperienza del simbolismo, seguendo il movimento di Nous autres (1882) e collaborando a Ermitage e al Mercure de France.

Venuto in Italia, completò la sua educazione religiosa e, ordinato sacerdote (1896) a Roma, si diede ad una serie di viaggi in Francia e in Italia, di cui sono testimonianza i ricordi letterari ed artistici raccolti in Du Rhône d'Arno (1920). Nel 1905 si ritirò ad Assisi. L'anno prima aveva pubblicato la raccolta maggiore dei suoi versi (Poèmes), nei quali, staccandosi dal simbolismo, si collegava alla tradizione umanistica e platonica, chiudendo con un « itinerario a Dio » la sua fiduciosa ricerca della verità. I successivi volumi di poesia (Carmina sacra, 1912; De l'une d'une autre, 1924) documentano il

successore per eventualmente consacrarlo a Roma. E questa l'unica notizia sicura fino a tutto il sec. X.
Tenuta dai Bizantini, più volte invasa e distrutta dai Saraceni trovò pace solo con la conquista normanna (1055-71), e allora riappare il nome di un vescovo, Teodoro Buonsecolo (1057) che subì tutte le vicende della guerra ventennale tra i vecchi e i nuovi dominatori. Dopo di lui la serie cronologica è completa. Si ricordano: Formoso (m. nel 1131), che con l'aiuto del conte Goffredo eresse la Cattedrale (1114) dedicata alla Vergine Assunta; Pietro Guarini (1150-91) che, regnando Tancredi, fondò l'abbazia benedettina dei SS. Nicola e Cataldo fuori città; Roberto Volturio o Vultorico (1210-54), il quale ricostruì dalle fondamenta la Cattedrale (1230) e ottenne da Innocenzo IV l'investitura della contea di L. (1252); Marco Ziani, figlio del doge di Venezia e nipote di Tancredi; Luigi D'Aragona (1499), cardinal diacono, figlio di Ferrante I re di Napoli; Braccio Martello, trasferito da Fiesole (1552), che intervenne al Concilio di Trento; e Antonio Pignatelli (1671), arcivescovo di Larissa, poi cardinale e papa con il nome di Innocenzo XII (1691).

MONUMENTI. — Il Duomo nulla conserva della sua fabbrica originaria, dopo che G. Zimbalo (1661-82) lo ricostruì in quello stile barocco, che è il segno più caratteristico dell'arte salentina. Al medesimo artista si deve il campanile; e a lui, con Gabriele Riccardo e Cesare Penna, appartengono i vari rifacimenti barocchi e la enorme profusione decorativa (1549-1695) della basilica di S. Croce, costruita nel 1353 da Gualtieri VI di Brienne duca d'Atene. Opere riccamente barocche sono pure l'ex convento dei Celestini, ora prefettura, i palazzi del Seminario (1694-1709) su disegno di G. Cino, e quello vescovile, che ancora serba qualche semplice linea primitiva (1420-28). Fuori di L. è la celebre chiesa dei SS. Nicola e Cataldo, alla quale il barocco non ha tolto che in minima parte la sua composita struttura romanica: interno schietta-mente oltramontano, cupola e ornati di base con modi e forme d'Oriente e di Puglia, portale maggiore con triplice fascia ornata, mirabile connubio d'arte arabo-normanna. Singolare e ancora intatta è infine la chiesa basiliana di S. Maria di Cerrate (ca. sec. XIII), ricca di sculture e affreschi.

BIBL.: L. De Simone, L. e i suoi monum. descritti e illustrati, Lecce 1874; C. S. De Giorgi, Maria di Cerrate, ivi 1889; id., Cronologia dell'arte in terra d'Otranto, ivi 1911; E. Bertaux, L'art dans l'Italie méridionale, Parigi 1904, passim; G. Gigli, Il tallone d'Italia, I, L. e dintorni, Bergamo 1911; Lanzoni, I, pp. 310-12; G. Paladini, Studi e memorie storiche sull'antica Lupiae, Lecce 1932; H. Krass, Storia di L. Bari 1936; B. De Sanctis, La chiesa di S. Nicola e Cataldo in L. e le sue iscrizioni relative alla sua fondazione, in Rivo. d'arch. christ., 23-24 (1947-48), pp. 353-65; Cottinau, I, col. 1578. Pasquale Testini

LECCE,

Article illustration
(fot. Gab. fol. nesc.)
Lecce, diocesi di - Cattedrale. Facciata del sec. xvili. Campanile, opera di G. Zimbalo.
DIOCESI di - Chiesetta detta «dei Vencziani» (sec. XVI con rifacimenti posteriori) - Lecce.

suo continuo cammino nella fede. Nel 1929 a Parigi sono state pubblicate le opere complete.

BIBL.: P. J. Richard, Le poète Le C., Avignone 1925; J. Wilich, L. Le C., Monaco 1932; R. Christofour, L. Le C., humaniste chrétien et poète mystique, in Mercure de France, 240 (1932), pp. 562-69; E. Baumann, E. Ripert, ecc., Hommage à L. Le C., in Le correspondant, 3 (1936), pp. 3-70; M. Coulon, L. Le C., poète et prêtre, Uzès 1937; M. Savigny-Vesco, Du Quartier latin au sacerdoce, Lettres de L. Le C. à M. et M. me Allidor Delsaint, in Etudes, 3 (1937), pp. 162-76; R. Christofour, L. Le C., pèlerin d'Université, Parigi 1938; N. Richard, L. Le C., ivi 1946 (cont. Ampiabibl.). Giacinto Spagnoletti