LENAU, NIKOLAUS (NIKOLAUS FRANZ NIEMBSCH VON STREHLENAU). - Poeta tedesco-ungherese, n. il 13 ag. 1802 a Csatád presso Temesvár, m. il 22 ag. 1850 nel manicomio di Oberdöbling presso Vienna.
Le sue poesie, scritte un po' durante tutta la vita (Gedichte, 1832; Neue Gedichte, 1838 e 1844) divennero presto famose. Tentò il soggetto del Faust (1836) in una specie di rapsodia drammatica, un'opera del dubbio e della rodente scontentezza, che è sotto l'influsso evidente di dottrine spinoziane, ma ondeggia tra accettazione e condanna del panteismo e si conclude con la morte dell'eroe. Si accostò poi al poema epico-drammatico di argomento religioso e scrisse: Savonarola (1837) e Die Albigenser (1842), in cui il L. crede possibile il sentimento religioso svincolato dal dogma e la libertà sottratta ad ogni limite morale e politico. L'ultima opera, il poema dialogato Don Juan (1844) rimase incompiuto, perché lo scoppiare della pazzia latente rese necessario nel 1844 il ricovero in manicomio.
Alto valore artistico ha la sua lirica, che rivela anche la sua fortissima sensibilità musicale. Sono per lo più descrizioni della natura, una natura come animata da spiriti elementari e demoniaci; ed è sempre un paesaggio-stato d'animo, che rispecchia la desolazione intima, l'ombra di un Io in cui lentamente la luce si affievolisce.
L. non appartiene ai romantici ma è più libero e moderno, vicino più al pessimismo schopenhaueriano e leopardiano. Cattolico in giovinezza, in seguito si allontanò dalla fede e, attraverso il cristianesimo concepito come religione della sofferenza, pensò di poter raggiungere quella libertà dello spirito che identificava con il suo dio. Die Albigenser sono all'Indice (decr. 30 sett. 1845).