LEÓN, RICARDO. - Poeta e novellista spagnolo, n. a Malaga il 15 ott. 1877, m. a Madrid il 6 dic. 1943. Impiegato bancario, attese assiduamente all'attività letteraria, che gli procurò l'ingresso nell'Accademia (1915).
S'ispirò alla tradizione della sua terra e agli ideali cristiani, e propugnò la purezza del linguaggio e dello stile. Della sua produzione, iniziatasi con la poesia di Lira de bronce (1901), si ricordano: Custa de hidalgos (1908), desiderio di evasione dall'angustia del moderno scetticismo nella religione e nella nobiltà dei padri; El amor de los amores (1910), trionfo dell'amor mistico sul profano; Los caballeros de la Cruz (1916), suggestive evocazioni del passato castigliano e dei mistici spagnoli; Europa trágica (817-18), cronaca della prima guerra mondiale; Las siete vidas de Tomás Portales (1931), in cui ironizza sulla teoria della irresponsabilità morale e sui suoi presunti fondamenti: subconsciente, pluripersonalità, ecc.; Cristo en los infiernos (1943), descrizione degli orrori della guerra civile in Madrid.