LEÓN, Luís de. - Agostiniano, poeta, scrittore, teologo ed esegeta, n. a Belmonte (Cuenca) nel 1527 e m. a Madrigal il 23 ag. 1591. Professore a Salamanca di teologia (1561-72), filosofia morale (1578-1579) e S. Scrittura (1579-91). Accusato tra l'altro di preferire i testi originali della Bibbia alla Volgata e di violare così il decreto tridentino Sacrosancta, il 27 marzo 1572 fu condotto nel carcere inquisitoriale di Valladolid, da cui uscì l'11 dic. 1576. La lunga prigionia purificò le sue virtù ed accrebbe al massimo il suo prestigio di dotto.
Nel carcere concepì e cominciò le sue migliori opere: In Canticum canticorum triplex explanatio (Salamanca 1580; vers. it., 2 voll., Napoli 1796), fondamentale per la sua dottrina mistica; In psolimum 26 (Salamanca 1580); In Abdiam, in ep. ad Galatas, ecc. (ivi 1589); Opera latina (7 voll., ivi 1691-95; nei voll. I-III le esegetiche, nei IV-VII i commenti a s. Tommaso e Durando); De los nombres de Cristo (ivi 1583); La perfecta casada (ivi 1583; vers. it., Venezia 1595, Firenze 1932); Poesías propias e versioni sacre e profane (Madrid 1631; vers. II. delle Proprie, Firenze 1950); Exposición del libro de Job (Salamanca 1779); Traducción y declaración de los Cantares de Solomon (ivi 1798). Delle opere in volgare, le due prime e le poesie contano numerose edizioni; ultima, Obras completas, con prologo e note di F. García (2 voll., Madrid 1950). L. de L. curò la editio princeps delle opere di s. Teresa (Salamanca 1588) e ne scrisse una vibrata apologia. Imprescindibile per conoscere l'uomo è il suo Processo, in Colección de documentos inéditos para la historia de España, X-XI, pieno di acutissime risposte.
Principe della lirica castigliana, artefice non superato del patrio idioma, fine conoscitore dei classici greci, latini e italiani e dei SS. Padri, L. de L. fu

Nei Nombres de Cristo, capolavoro dell'Umanesimo cristiano e modello stupendo di teologia biblica, dicorre sui titoli del Redentore: rampollo, volto di Dio, via, pastore, monte, padre del secolo futuro, braccio di Dio re, principe della pace, sposo, figlio, prediletto, Gesù, agnello, tracciando un vero trattato di dogmatica e di spiritualità cristocentrica. Ricco di contenuto in questo senso è il commento a Giobbe. La perfecta casada, su Prov. 31, conserva ancor oggi tutta la sua grazia e valore.