LENTULO, LETTERA DI

LENTULO, LETTERA di - Ammagine di Cristo secondo la lettera di L. Musaico del nartecce di S. Sofia (sec. IX-X) - Costantinopoli.
LENTULO, LETTERA di - Ammagine di Cristo secondo la lettera di L. Musaico del nartecce di S. Sofia (sec. IX-X) - Costantinopoli.

LENTULO, LETTERA di. - Apocrifo, così chiamato dal presunto mittente, che descrive la bellezza fisica di Gesù Cristo, il quale sarebbe stato il più bello degli uomini, secondo Ps. 44,3.

La lettera pretende di essere scritta da un contemporaneo del Signore, ossia dal romano Lentulus, governatore (praeses) o ufficiale (officialis), secondo i vari manoscritti, della Giudea. Ma nessun L. ebbe simile carica ai tempi di Gesù Cristo in Palestina. Lo scritto dipende forse dal celebre Testimonium Flavianum (v. GIUSEPPE FLAVIO) e, certamente, da Niceforo Callisto (Hist. eccl., I, 40; PG 145, 748-50). Si legge la prima volta solo nel sec. XV, nella prefazione Ludolfo (v.) di Sassonia (1300-70), stampata a Colonia nel 1474. Ma il Valla ne parla già nel 1450, dichiarandolo senz'altro apocrifo (De falso credita et ementita Constantinio donatione declaratio, ed. Lipsia 1928, p. 62). Contro l'opinione del Valla ben pochi, nonostante la grande diffusione della lettera, hanno osato sostenere l'autenticità. Se condo ogni probabilità, nella sua forma attuale uscì dalla penna di qualche umanista cristiano del sec. XV, mentre originariamente deve essere frutto della letteratura monastica del sec. XIII o XIV. Pur dipendendo da fonti greche, fu scritta in latino.

Bibl.: F. Viguoroux, Lentulus, in DB, IV, coll. 168-72; E. V. Dobschütz, Christusbilder. Untersuchungen zur christlichen Legende, Lipsia 1899, pp. 308**-306**; J. Aufhauser, Antike Zeugnisse, Bonn 1913, p. 37.