LEONTOPOLI

LEONTOPOLI. - La località chiamata L. da Flavio Giuseppe corrisponde all’odierno Tell el-Jehudijjeh a ca. 30 km. dal Cairo e 20 dall’Eliopoli (v.), in direzione nord-est. Scavi di Naville e Flinders Petrie documentano l’esistenza colà di una colonia giudaica anteriore al cristianesimo; e vi esisteva anche un tempio giudaico.

Flavio Giuseppe narra le origini di esso in modo alquanto differente in Bell. Iud. (I, 1, 1; VII, 10, 2-3) e in Antig. Iud. (XIII, 3, 1-3); secondo quest’ultima opera, il tempio fu fondato da Onia, figlio di Onia III, sommo sacerdote ucciso a Daphne (II Mach. 4, 33), per concessione di Tolomeo VI Filiometore e Cleopatra, sulle rovine di un tempio della dea Bast. D’altra parte la colonia giudaica di L. aveva anche un carattere militare, attestato sia dagli scavi, sia dal fatto che essa in un primo momento si oppose con le armi ad Antipatro che recava aiuti a Cesare. Era di carattere palestinese, a differenza delle numerose colonie giudaiche di tipo ellenistico. Evidentemente a Gerusalemme il culto del tempio di L. era considerato illegale; i sacrifici erano invalidi, i suoi sacerdoti non potevano officiare nel Tempio di Gerusalemme, ma, stranamente, i voti fatti espressamente per esso conservavano il loro valore (Mendahoth, XIII, 10). In realtà esso doveva avere poca importanza; la stragrande maggioranza degli ebrei ellenizzati d’Egitto aderiva al Tempio gerosolimitano, ed il tempio di L. viveva in una specie di tolleranza. Ludo, governatore di Alessandria, ebbe ordine da Vespasiano di distruggerlo, ma si limitò a chiuderlo; Paolo, suo successore, lo distrusse completamente nel 73 d. C. (Fl. Giuseppe, Bell. Iud., VII, 10, 4).

BIBL.: E. Schürer, Geschichte des jüdischen Volkes im Zeitalter des Christ. III, 4° ed. Lipsia 1911, p. 144 sgg.; M.-J. Largange, Le judaisme avant Jésus-Christ, Parigi 1931, pp. 490-93. Francesco Pericoli Ridolfini