LEÓN, DIOCESI di. - Città e diocesi della Spagna, suffraganea di Burgos; ha una superficie di 29.596 kmq. e conta 170.987 ab., distribuiti in 816 parrocchie con 630 sacerdoti diocesani e 59 regolari; un seminario, 8 comunità maschili e 43 femminili (Annuario Pontificio, 1951).
È l'antica Legio, della quale però si hanno soltanto notizie nel sec. III; il nome del suo vescovo Decenzio si trova tra gli assistenti al famoso Sinodo Illiberitano. Durante la dominazione araba, avendo questa regione conquistato molto presto la sua libertà, ebbe già valorosi vescovi nel sec. IX, tra i quali s. Pelagio e s. Froilan, che è il patrono della diocesi, e nel sec. XI altri due, venerati come santi: Alvito e Cipriano. Alla fine dello stesso secolo, cioè nel 1099, Urbano II aggregò la diocesi alla metropoli litana di Toledo ma, poco dopo, Pasquale II le restituì l'autonomia. Posteriormente però essa fu suffraganea di Burgos. Particolare importanza per il diritto ecclesiastico nella Spagna ebbe il Sinodo del 1202 nel quale furono anche presenti i prelati asturiani e galiziani. Nel 1237 Fernando I fu coronato re di L. e di Castiglia. I due regni, di nuovo separati, furono riuniti nel 1230 da S. Fernando III il quale di là mosse alla conquista di Corvo e di Siviglia. La diocesi di L. ebbe limiti fluttuanti a seconda dell'andamento della guerra contro i Mori. Oggi il suo territorio coincide in gran parte con la provincia civile omonima, più 62 parrocchie che ha in quella di Santander, 154 in Palencia, 49 in Valladolid e 18 in Zamora. La Cattedrale - in cui si venera il corpo di s. Isidoro, Dottore della Chiesa - è una delle più belle e artistiche di Spagna, edificata sopra antiche terme romane, di cui sono stati scoperti recentemente copiosi avanzi. Prima della dominazione visigotica, vi era a L. la chiesa di S. Maria, dove oggi sorge la Cattedrale; questo tempio venne ampliato nel sec. X per opera del re Orduño II, dopo la designazione di L. per capitale del Regno, avendo ottenuto il vescovo Frunnimo per quest'opera il Palazzo reale delle terme. Nell'invasione del sultano Alamanzor fu distrutta la Cattedrale, ma la si trova riedificata poco dopo. In questo tempio si celebrò un celebre Concilio nel 1202 e si incoronarono i re leonesi Alfonso V e Alfonso VII, chiamato l'Imperatore. L'edificio attuale fu incominciato alla fine del sec. XII, sotto il vescovo Manrique di Lara, secondo un disegno di sovrana bellezza, il cui autore è sconosciuto, forse il maestro Pietro Cebrian. La pianta è a croce latina con tre navate di puro gotico; le vetrate sono tra le più splendide dell'epoca. La facciata è elegantissima con due torri e meraviglioso portico; nel chiostro abbondano i sepolcri e le statue. L'Archivio contiene preziosi codici, e copiosi cimeli si trovano nel Tesoro della Cattedrale. È notevole pure la R. Collegiata di S. Isidoro, fondata al principio del sec. XI dal re Alfonso V, ma il tempio attuale fu costruito alla metà dello stesso secolo dal re Ferdinando I, e da sua figlia Urraca, terminato alcuni lustri dopo. Vi sono due seminari a L.: quello di S. Froilan, eretto nel 1606, e quello di S. Matteo di Valderas, nel 1710. Vescovi celebri nel sec. XVI: i cardd. F. Desprats, G. de Vera, L. d'Aragona e S. Merino e i tre vescovi, che assistettero al Concilio Tridentino: Temiño, Cuesta e G. de S. Millán.
LEÓN, DIOCESI di. - Città e diocesi nel Nicaragua. Ha una superficie di 18.225 kmq. con 327.974 ab., dei quali 318.285 cattolici; conta 51 parrocchie servite da 39 sacerdoti diocesani e 26 regolari; ha un seminario, 11 comunità religiose maschili e 11 femminili (Annuario Pontificio, 1951, pp. 243-44).
La diocesi fu creata il 3 nov. 1534 col titolo di Nicaragua e con residenza in L., città fondata nel 1523. Il primo vescovo fu mons. Diego Alvarez. Al principio sembra sia stata suffraganea di Messico o di Lima, ma il papa Benedetto XIV la fece suffraganea di Guatemala. Il papa Pio X con decreto della S. Congregazione Consistoriale del 2 dic. 1913 sottrasse la diocesi di Nicaragua dalla metropolitana di Guatemala, dividendola in quattro parti, costituendo una nuova provincia ecclesiastica. Il vescovo di Nicaragua, che aveva la sua sede in L., lasciò il titolo di Nicaragua per assumere quello di vescovo di L. in America centrale, rimanendo la sede in L. e divenendo suffraganeo della nuova metropolitana di Managua.