LETI, GREGORIO

LETI, GREGORIO. - Scrittore, n. a Milano il 29 maggio 1630, m. ad Amsterdam il 9 giugno 1701. È una curiosa figura di avventuriero, di «libertino», di «emigrato». Dopo varie peripezie si convertì al calvinismo a Ginevra.

Spirito irrequieto ed avido di sensazioni, vagò per mezza Europa. Ha scritto una grande quantità di libelli (famosissimi ai suoi tempi), osceni, diffamatori verso la Chiesa, intenti a svelare i presunti arcana dei principi, battendo un primato nelle ripetute condanne all'Indice delle sue Opera omnia (decreti 1667, 1676, 1682, 1683, 1685, 1686 [tre volte], 1687, 1694, 1696 [due volte], 1697 [tre volte], 1699, 1702); ha scritto tra l'altro Istoria ovvero vita di Elisabetta regina d'Inghilterra detta per soprannome la commendante politica (Amsterdam 1693) e, assai celebre, la Vita di Sisto V (Losanna 1669), esempi tipici di quella che si usa definire storiografia novellistica.

BIBL.: L. Fassò, Avventurieri della penna nel Seicento, Firenze 1923, pp. 5-267 (con la bibli. precedente); C. Morandi, In margine ad una lettera di G. L., in Studi in onore di Niccolò Rodolico, ivi 1944, pp. 275-89; G. Spini, Ricerca dei libertini, Roma 1950, p. 251 sgg.