LIBANIO

LIBANIO. - Retore pagano, n. ad Antiochia di Siria nel 314 d. C., m. ivi nel 393. Studiò in Atene presso il retore africano Diofanto, avendo condiscepoli s. Basilio e s. Gregorio Nazianzeno, con i quali conservò relazioni amichevoli, pur essendo rimasto decisamente pagano. Tenne scuola a Costantinopoli con molto successo, tanto che la gelosia e l'invidia

dei colleghi lo obbligarono a partirsene. Insegnò allora a Nicomedia in Bitinia, e conobbe là il futuro imperatore Giuliano. Trasferì poi il suo insegnamento in patria (354), ed ivi rimase sino alla morte, ascoltato sempre con ammirazione.

Il periodo più luminoso della sua vita fu quello in cui l'imperatore Giuliano si trattenne, per quasi un biennio, ad Antiochia, e gli diede grandi prove di stima e di affetto. E i voti più ardenti di L. sembravano in quel breve periodo compiersi per l'opera di Giuliano, datosi alla restaurazione della religione pagana. L'inattesa morte in battaglia del giovane Imperatore lo colmò di dolore, e quasi lo indusse al suicidio. Per la fama della sua dottrina e per la sua mite urbanità anche i cristiani gli usarono riguardi; il condiscepolo Gregorio Nazianzeno lo salutava principe degli oratori, Giovanni Crisostomo gli fu devoto allievo; la sua voce era ascoltata anche da alti magistrati romani e dallo stesso imperatore Teodosio. A questi chiese, ad es., di voler frenare il furore di alcuni fanatici cristiani che distruggevano nobili edifici e belle sculture di arte pagana, e di conceder grazia ai suoi concittadini, facili sempre ad irrequietzze e riottosità.

Scrittore fecondissimo, e per l'ammirazione dei Bizantini in buona parte conservato, restano di lui orazioni (Λόγος), declamazioni (Μελέτας), esercitazioni (προγυμνάματα), studi su Demostene e 1544 lettere. Tutte le preoccupazioni sono naturalmente per la forma, pedantescamente ligia ad esempi di oratori attici. Qualche momento felice in mezzo a tanta agghindata vuotaggine si può cogliere nell'orazione per la morte di Giuliano, e nel panegirico per la sua Antiochia.

BIBL.: Le opere furono pubblicate da R. Förster (11 voll., Lipsia 1903-22; E. Richsteig ne pubblicò gli indici, ivi 1923). Studi: G. R. Sievers, Das Leben des Libanios, Berlino 1868; J. Misson, Recherches sur le paganisme de Libanios, Lovanio 1914; Forrester-München, s. V. in Pauly-Wissowa, XII, coll., 2485-2551; A. e M. Croiset, Histoire de la littérature grecque, V, Parigi (1938), pp. 887-84; P. De Labriolle, La réaction poëenne, ivi 1941, pp. 428-33. Roberto Paribeni
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“LIBANIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 746. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/libanio.