LEGROS (LE GROS), PIERRE, il GIOVANE. - Sculptore francese, n. a Parigi il 12 nov. 1666, m. a Roma il 3 maggio 1719. Figlio dello scultore Pietro L., che lavorò nel parco di Versailles, ebbe nel padre il primo maestro. Allievo dal 1690 al 1695 dell'Accademia Francese a Roma, vi si stabilì in seguito, risiedendovi fino alla morte, tranne un intervallo di due anni, tra il 1713 e il 1715, quando andò in Francia.
Rappresentante tipico dell'esuberante gusto barocco, ricercò effetti patetici con l'intenso moto delle masse e la vivacità delle espressioni. La maggior parte delle sue opere si trova a Roma; le più note sono: La religione che castiga l'eresia (1695-99), nella chiesa del Gesù a destra dell'altare di S. Ignazio; la statua di S. Stanislao Kostka sul letto di morte, nella sua camera presso la chiesa di S. Andrea al Quirinale; il monumento sepolcrale del card. G. Casanate (1708) e le grandiose statue degli Apostoli Tommaso e Bartolomeo nella basilica di S. Giovanni al Laterano. Il suo capolavoro, la statua di S. Ignazio con tre angeli in argento per la chiesa del Gesù, è disgraziatamente perduta, essendo stata fusa alla fine del sec. XVIII per pagare i contributi che gravavano sullo Stato pontificio in base al Trattato di Tolentino.
Una parte delle sue opere andarono in Francia, p. es., i bei particolari del mausoleo del duca di Bouillon a Cluny. Tra le sue architetture decorative, la più celebrata fu il catafalco progettato nel 1711 nella chiesa di S. Luigi dei Francesi a Roma per i funerali del Grande Delfino di Francia.

(fot. Anderson)