LEODEGARIO (LÉGER), vescovo di AUTUN, santo. - Di nobiltà franca, n. verso il 616, m. presso Arras il 3 ott. 679. Fu educato alla corte di Clotario III, poi presso suo zio Didone, vescovo di Poitiers, che l'ordinò diacono (636), lo fece arcidiacono di Poitiers (ca. 653) e gli confidò, con il titolo di abate, il monastero di St-Maixent nel Poitou. Chiamato alla corte (656), fu consigliere di s. Bathilde, reggente durante la minorità di Clotario III. Vescovo di Autun nel 663, riunì nella sua città episcopale un concilio che si occupò in particolare della disciplina monastica (670).
Affezionato ai poveri, fondò a Autun la «Matricula», istituzione di carità ch'egli dotò dei suoi propri beni. Alla morte di Clotario III (673), contribuì efficacemente alla elezione di Childerico II d'Austrasia al trono di Neustria, contro il prefetto del Palazzo Ebroino. Consigliere di Childerico, nel 675 cadde in disgrazia in seguito a calumniose accuse e fu esiliato a Luxeuil. Rientrato a Autun dopo l'assassinio di Childerico (sett. 675), ben presto assediato dalle truppe d'Ebroino, volle risparmiare il suo popolo e si diede al nemico (676). Gli bruciarono gli occhi con ferro arroventato, gli tagliarono la lingua e le labbra. Condannato da un sinodo agli ordini d'Ebroino, morì decapitato nella foresta di Sarcing, presso Arras. I suoi resti furono trasferiti nel 681 al monastero di St-Maixent. È onorato come martire. Culto propagato in Francia e nel Belgio. Festa il 2 ott.