LEONZIO DI BISANZIO

LEONZIO di BISANZIO. - Teologo antimonofisita del sec. VI. Quasi nulla si sa della sua vita. Non è lo stesso che il monaco scitu Leonzio conosciuto dalla controversia teopaschita, molto probabilmente invece è lo stesso che l'originale Leonzio, che è menzionato, come eremita palestinese, nella Vita di s. Saba di Cirillo di Scitopoli (v. Richard, Léonce de Bysance était-il origéniste?, in Revue des études byzantines, 5 [1947], p. 31 sg). Abile e dotto polemista, aristotelico nella logica, neoplatonico nella psicologia, cerca di sviluppare la teologia di Cirillo d'Alessandria con termini del Calcedonese.

La sua opera principale sono i Libri III adversus Nestorianos et Eutychianos (scritti verso il 543-44: PG 86, 1, 1267-1396). Il I. I dimostra la falsità delle premesse che stanno alla base della teologia, sia di Eutiche, sia di Nestorio. Il I. II disputa tra un ortodosso e un aftartodoceta. Il I. III polemizza contro Teodoro di Mopsuestia (v. R. Devreesse, Essai sur Théodore de Mopsuesse [Studi e testi, 141], Città del Vaticano 1948, p. 244 sg). Inoltre L. ha scritto due trattatelli contro Severo d'Antiocchia. Uno: Solutio argumentorum Severi (PG 68, 2, 1915-45) e Trigista capita adversus Nestorium (ibid. 1901-16; su questi due scritti V. A. Casamassa, I tre libri di L. Bizantino contro i nestoriani e i monofisiti, in Bessarione, 37 [1921], pp. 33-46). L. non è autore dell'opera De sectis (PG 86, 1, 1193-1268), scritto probabilmente da Teodoro di Raithu ed anche le due opere: Adversus Nestorianos (ibid., 1399-1768) e Contra Monophysitas (ibid. 2, 1769-1901) non provengono da L. di Bisanzio, ma da un Leonzio di Gerusalemme, che partecipò al Sinodo di Costantinopoli (536). L'operetta Adversus fraudes Apollinaristorum è invece con qualche probabilità da attribuire a L. di Bisanzio. Il L. è diventato famoso nella teologia perché fece entrare il concetto della enipostasi nella Cristologia.

BIBL.: Fr. Loofs, L. von Byzanz, Lipsia 1887 (ormai sorpassata); J. P. Junglas, L. V. Byzanz, Paderborn 1908; Grumel, s. V. in DThC, coll. 400-26; sulla questione delle diverse persone con il nome di L. cf. Ed. Schwartz, Kyrillos von Skythopolis, Lipsia 1939, p. 388, n. 2; M. Richard, Léonce de Jérusalem et Léonce

C' On vero contento la l'amore di parteciparlo come Venerà
vo, studuo all'ore 19. Adelaide Antici mia Maglie si
agradò felicemente di un Maschio dopo nove mesi di Mò-
trimonio. Tanto più grande è stato il mio giubilo, quanto
che preceduto da quarantena ore di pena per le lunghe da-
glie soffere dalla Partiziana. Al Sagro Fonte l'impeno
al Neo - non il nome di Giacomo. Spero vorrà Ella pre-
der parte nella mia allegrezza non meno che comparirmi
l'onore di suoi venerati contandi, sino con vera stima,
ed esempio.

Di Lei Perle e Parente Venetino

Recanati il 2° Luglio 1798.

Udo Dido Obbido Serv. e Parente

![Handwritten signature of Maria Leopardi Giacomo]()

(fot. Gab. fot. no.)

LEOPARDI, GIACOMO - Partecipazione di nascita di G. L. firmata dal conte Monaldo - Ravenna, Archivio Cavalli.

de Bysance, in Mélanges de science relig., Lilla 1944, p. 35 sg.; B. Altaner, Der griechische Theologe Leontius und Leontius der rhythmischen Mönch, in Theol. Quartalschrift, 128 (1947), pp. 147-65; Sulla vita di L. di Bisanzio, V. anche: J. Rees, The De sectis. A treatise attributed to Leontius of Byzantium, in Journ. theol. stud., 41 (1940), p. 263 sg. Sulle falsificazioni degli Apollinariati V. I. de Ghellinck, Patritique et moyen âge, II, Bruxelles 1947, p. 351. Erik Peterson

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“LEONZIO DI BISANZIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 708. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/leonzio-di-bisanzio.