LEVI (ebr. Lévif). - I. Terzo dei figli che Giacobbe ebbe da Lia.
In Gen. 29, 34 il nome è spiegato con la frase della madre: «Ormai questa volta mio marito si stringerà (o: affezionerà) a me». L., con Simeone, compil feroce vendetta sui Sichemiti, dopo che fu violata Dina (Gen. 34). Il padre biasimò subito il fatto; nel «Cantico» prima di morire lo ricordò con esecrazione, maledicendo il «furore» dei due fratelli e protestando di non avere
alcuna complicità nel misfatto (ibid. 50, 5-7). L. morì all'età di 137 anni, lasciando i figli Gerson, Caath (padre di Amram, che ebbe i due figli Aronne e Mosè) e Merari (Ex. 6, 16-20). Nel giudaismo la figura di L. fu idealizzata in esaltazione della classe sacerdotale (ad es., negli apocrifi Liber Iubilaeorum, Assumptio Moysis).
2. Nome di tre personaggi menzionati nel Nuovo Testamento: il pubblicano, figlio di Alfeo, nel secondo e terzo Vangelo (Mc. 2, 14; Lc. 5, 27), nel primo (Mt. 9, 9) detto Matteo (v.); il figlio di Simeone e il figlio di Melchi, nella genealogia di Gesù in Lc. 3, 29, 34.