LEVELLERS

LEVELLERS. - I L. costituirono l'estrema al sinistra dei repubblicani inglesi nella guerra civile del 1642-51. Il termine L. («livellatore» e più propriamente «sovversivo» da levelling), era stato assunto dai contadini del Leicestershire insorti nel 1607 contro la recinzione delle terre; dal 1647 indicò i partecipanti al convegno ultrademocratico di Putney e restò come denominazione del gruppo politico che contro la monarchia e l'intolleranza presbiteriana prima, la strapotenza dell'esercito e la dittatura del Cromwelli, pretese di far valere i principi della libertà di coscienza, della libertà personale, della imparziale applicazione della giustizia, dell'autogoverno mercé frequenti elezioni.

Guidati da capi come John Lilburne, Richard Overton, William Walwyn, i L., organizzati in comitati di quartiere nelle città e in comitati locali nelle contee, costituirono il primo vero partito politico nel senso moderno della parola, pur costretti ancora ad operare semiclandestinamente. Enorme fu la loro attività pubblicistica per influire sull'opinione pubblica (più di 20.000 pubblicazioni). Fasi salienti della loro attività furono fino al 1646 la lotta in difesa della Camera dei Comuni contro quella dei Lords, nel 1647 l'accordo con le frazioni «indipendenti» dell'esercito e la successiva «grande petizione» del marzo contro la maggioranza presbiteriana del Parlamento. Rotta la loro alleanza con l'esercito alla fine del 1648, i L., avversati dagli ufficiali che avevano ristabilito la disciplina e isolati dalla coscienza nazionale ancora prevalentemente monarchica, persero ogni forza politica, furono ridotti all'impotenza dalla dittatura del Cromwell e denunziati dagli avversari come sovvertitori di ogni distinzione sociale e assertori della comunione dei beni. La successiva storiografia (Hume, Guizot, ecc.) e la pubblicistica conservatrice dei secc. XVIII-XIX adorò comunemente il termine «livellatori» per indicare democratici egualitari; di fatto i L., rappresentanti di liberi commercianti, artigiani, bottegai, piccoli proprietari terrieri, furono assertori di un egualitarismo giuridico-politico non economico.

Bibl.: The L. Tracts, 1647-1653, a cura di W. Haller e G. Davies, Nuova York 1944; L. manifestos of the puritan revo-dition, a cura di M. Wolfe, ivi 1944. Studi molteplici sui L. di T. Calvin Pease, M. James, H. Holosenshaw ecc.) sono citati in V. GABRIELE,, Radicali inglesi del Seicento, I. L., in Rivista storica italiana, 61 (1949), pp. 196-235. Armando Saitta