LIPARI, DIOCESI di. — Città e diocesi nell'isola omonima dell'arcipelago delle Eolie. La diocesi è suffragante di Messina, conta 20.000 ab., tutti cattolici, con 26 parrocchie, 48 sacerdoti diocesani e 3 regolari, un seminario, una comunità religiosa maschile e 4 femminili (Annuario Pontificio, 1951, p. 249).
Sembra che nella prima metà del VI sec. fosse in L. un monastero di monaci latini, mentre nell'806 vi furono monaci greci. Il monastero benedettino di S. Bartolomeo fu fondato da Ruggero di Sicilia (1088) dopo aver cacciato i Saraceni; la chiesa abbaziale fu eretta in cattedrale da Urbano II nel 1094 (PL 179, 722), al tempo del vescovo Gilberto.
La passio leggendaria di s. Alfio e compagni indica come primo vescovo Agatone al tempo di Licinio, non confermato da alcun altro documento. Certo è il vescovo Augusto al principio, e Venanzio alla metà del sec. VI; mentre alla fine si ha un Agatone (Jaffé-Wattenbach, 931 e 1258). Papa Gregorio I invitò a Roma e fece amministrare L. da Paolino vescovo di Tauriana. Nel 597 vi fu però un nuovo vescovo invitato dallo stesso Pontefice a
recarsi a Roma. Il vescovo Pellegrino intervenne al Concilio Lateranense del 649 e Basilio al II Concilio di Nicea. F. Gattola fu nominato da Bonifacio IX vescovo anche di Patti (1397); ma nel 1399 lo stesso Papa con le cost. apost. Apostolatus officium e Dudum ex certis separò le due sedi. Si ricordano ancora Bartolomeo da Salerno nel 1432; Antonio Giustiniani nel 1564; il francescano A. Vitali nel 1599. Urbano VIII nel 1627 elisse mons. G. Candidi, facendo L. direttamente soggetta alla S. Sede. Poi si ebbero tra gli altri Benedetto di Gerace (1660), F. Arati (1663), N. M. Tedeschi benedettino, come mons. G. M. Visconte Proto (1839) promosso a Cefalù nel 1844.