LIPSIO, GIUSTO (Iustus Lipsius, latinizzato da Joost Lips). - Umanista e scrittore fiammingo, n. ad Overyssche, presso Bruxelles, il 18 ott. 1547 da
famiglia cattolica, m. a Lovanio il 24 marzo 1606. Studiò a Colonia ed a Lovanio. Dal 1572 fino al 1575 insegnò lettere latine all'Università luterana di Jena, in Germania, e dal 1578, per dodici anni, a quella calvinista di Leida in Olanda. Tanto a Jena che a Leida L. aderì senza dubbio, almeno esternamente, al protestantesimo. Senonché nel 1591 si riconciliò, nel Collegio dei Gesuiti di Magonza, con la Chiesa cattolica. Rientrato a Lovanio, nel 1592 fu nominato professore di storia. Morì assistito nella sua ultima ora dal celebre gesuita Lessio.
Le opere numerose di G. L. riguardano soprattutto la filologia e l'archeologia latina. Di interesse per le scienze ecclesiastiche è il suo De cruce libri tres ad sacram profanamque historiam utiles (Anversa 1593), contenente uno studio dettagliato sul supplizio della croce nell'antichità. Gli scritti di L. furono più volte riuniti in raccolte organiche, tutte però incomplete. La migliore è quella a cura del Moreto (J. Lipsii opera omnia, 4 voll. in-fol., Anversa 1637, con biografia dell'autore in testa).