LOLLARDI. -
I. NEI PAESI BASSI E IN GERMANIA
L. furono chiamati i membri di una confraternita religiosa sorta all’inizio del sec. XIV ad Anversa in occasione di una pestilenza, e durante la quale essi curavano gli infermi e seppellivano i morti. Il nome deriva dal tedesco lullen, einlullen, «cantare piano, a voce bassa», e fu loro applicato per le salmudie con le quali accompagnavano i cortei funebri; per ciò furono pure detti Deum laudantes. Furono chiamati anche «Fratelli di s. Alessio» dal loro patrono, o fratelli cellites, dalle cellae, grotte o tombe dove inumavano i defunti. Per il loro stato di vita povero e l’abito di penitenti che portavano rassomigliavano ai beghini o begardi, con i quali furono non di rado confusi (cf. G. L. Mosheim, De berghardis, Lipsia 1790). Fra gli studenti vagabondi del sec. XIV in Germania si trovarono anche dei l. (cf. L. Spätling, De Apostolicis, Monaco 1947, p. 163). Furono talvolta sospetti di eresia e perciò perseguitati; ma vennero finalmente tollerati da Gregorio XI nel 1374. Ai l., disprezzati dal mondo, somigliarono i «fratelli della vita comune», come testimoniarono Tommaso da Kempis e Giovanni Busch (Chronicon Windeshemense, ed. K. Grube, III, Halle 1886, cap. 41).II. IN INGHILTERRA
Furono chiamati i primi predicatori o «poveri preti» inviati da Wielff a predicare le sue false dottrine. La loro esistenza è attestata la prima volta nel 1387 dal vescovo di Worcester («... nomine seu ritu lollardorum confederati», testo completo in D. Wilkins, Concilia Magnae Britanniae, III, Londra 1737, p. 202). Nel 1395, divenuti molto potenti, affissero alle porte di Westminster e S. Paolo a Londra manifesti diffamatori contro il clero. Nello stesso tempo fecero proclamare la riforma della Chiesa dal Parlamento inglese. Il re Riccardo II Plantageneto, che fino allora aveva tentato di paralizzare l’azione del clero contro i l., ordinò di imprigionare i predicatori l. e, se fosse necessario, di bruciarli davanti al popolo. Nel 1399 Enrico V di Lancaster si mostrò ancora contrario ai l. L’arcivescovo di Canterbury li perseguitò con zelo ed eppurò l’Università di Oxford dalle loro tendenze eretici. Dopo la solenne condanna degli errori di Wielff al Concilio di Costanza (1414-18), lo zelo contro i l. in Inghilterra rivisse. Nonostante ciò, i l. nel 1428 erano ancora numerosi e i loro scritti si diffondevano largamente.Gli errori dei l. esposti nel Repressor di Reginaldo Pecock, vescovo di Chichester, sono gli stessi di Wielff, eccettuato l’ultimo punto della condanna della guerra e della pena di morte. Ufficialmente la battaglia della Chiesa contro i l. durò fino al regno di Enrico VIII.
III. I. L. E. A «RIFORMA» PROTESTANTE. - Si è fatta questione se il movimento dei l. abbia preparato la «riforma» del sec. XVI. Né in Germania, né in Inghilterra i l. hanno causato la «riforma» luterana o anglicana, essendo essi quasi scomparsi quando si iniziava la «riforma». Tuttavia vi sono delle analogie incontestabili tra le dottrine dei l. e quelle dei riformatori, particolarmente nei seguenti punti: subordinazione della potestà spirituale a quella civile; lotta contro i possedimenti ecclesiastici; necessità di una traduzione popolare della Bibbia e lettura di questa fuori del controllo della gerarchia. Si può dire che, con la lotta accanita contro l’ordine esistente
Lombardi, Alfonso - Formelle con angeli recanti i simboli della Passione. Arco della porta a destra della basilica di S. Petronio. Bologna.
nella Chiesa di allora, i l. d'Inghilterra prepararono il terreno alla «riforma» anglicana.