LORENZO, ANTIPAPA. - Dopo la morte di papa Anastasio I, fu acclamato pontefice da una parte del clero e dalla maggioranza del Senato, simpatizzante con Bisanzio, mentre i suoi avversari, più numerosi, eleggevano il diacono Simmaco (22 nov. 498).
Con l'intervento di Teodorico, re degli Ostrogoti, che si decise per papa Simmaco, L. si sottomise e poco dopo fu nominato vescovo di Nocera nella Campania. Minacce e promesse lo avevano forse determinato ad accettare questo dignitoso allontanamento. E certo che nel 501 tornò allo scisma, cercando di conquistare adepti fra i suoi partigiani e tra gli avversari di papa Simmaco; fu perciò scomunicato dal cosiddetto Sinodo delle Palme del 23 ott. 501.
Ciononostante mantenne la sua posizione, fino al 505 quando, fatto segno ad una battaglia attiva e letteraria e costretto dal re Teodorico, si ritirò in un podere del patrizio Festo, l'istigatore dell'opposizione, dove passò il resto della vita tra le austerità della penitenza. Il clero, che lo aveva seguito nello scisma, a poco a poco tornò all'ubbidienza di papa Simmaco; ma vi fu anche chi rifiutò sino alla fine di sottomettersi; è noto l'atteggiamento del diacono Pascasio. Le conseguenze dello scisma furono superate pienamente con l'elezione di Ormisda.