LORENZO DA BRINDISI, SANTO

LORENZO da BRINDISI, santo. - Cappuccino, n. a Brindisi il 22 luglio 1559, m. a Belem, presso Lisbona, il 22 luglio 1619. Entrò nel noviziato di Verona della provincia veneta il 18 febbr. 1575, predicò per tutta la vita, lettore di scienze sacre (1587-90), ministro provinciale della Toscana (1590-1592), del Veneto (1594-96), della Liguria (1613-

1616), commissario generale in Boemia e Austria (1599-1602, 1606-10), e in Baviera-Tirolo (1611-13), più volte definitore generale, ministro generale (1602-1605). Pio VI lo dichiarò beato il 23 maggio 1873; fu canonizzato da Leone XIII l'8 dic. 1881. Festa il 23 luglio.

I. VITA

Si distinse sin dalla gioventù per fervore mistico e rigidezza ascetica. Di ingegno pronto, fu avido di sapere, soprattutto scritturale; ritenne tuttavia d'aver ricevuto da Maria S.ma la conoscenza singolare della lingua ebraica e aramaica. Impegnò costantemente la sua scienza nell'azione apostolica, iniziando con successo la predicazione all'indomani (1583) dell'ordinazione sacerdotale; l'ultimo quaresimale lo tenne a Milano l'anno precedente la morte (1618). Con il magistero della parola, in italiano, tedesco ed ebraico, diretta, sotto varie forme, ai fedeli, persone religiose, protestanti, ebrei, in Italia, Boemia, Austria, Germania, divulgò e illustrò ampiamente la verità cattolica. Per la sua perizia nella lingua e cultura ebraica, dal 1584, per incarico di Gregorio XIII, tenne agli Ebrei di Roma lezioni apologetico-esegetiche, che riprese per tre anni anche sotto Clemente VIII; con essi polemizzò pure in varie altre città d'Italia e a Praga.

Nel 1599 stabilì e diresse in Austria-Boemia il primo drappello di Cappuccini, richiesti dall'arcivescovo Zbinec Berka di Praga, per la restaurazione e la difesa della fede contro le sette protestanti. Fondò i conventi di Vienna, Graz e Praga, centro della sua attività. Nella battaglia di Stuhlweissenburg (Alba Reale) in Ungheria (9-14 ott. 1601) delle armate imperiali contro l'esercito turco di Maometto III, entrò animoso nella mischia, trascinando i soldati alla vittoria di cui gli venne attribuito in gran parte il merito. Nel settore religioso della politica era fautore d'una

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(per cortesia del p. Ilarino da Milano, O.F.M. Capp.) LORENZO da BRINDISI, santo - Quadro di P. Labruzzi. Montughi, convento dei Cappuccini.
difesa energica dei diritti delle comunità cristiane contro i soprusi dei protestanti. Indusse il Consiglio aulico di Rodolfo II a punire la faziosità dei luterani di Donauwörth (1607), nello stesso anno sfidò dinanzi alla corte il predicante luterano P. Leiser; l'episodio ebbe seguito nella Lutheranismi Hypotyposis (3 voll.), composta in poco più di un anno; più tardi (sett. 1610) si scontrò con un altro ministro protestante del duca di Sassonia, in merito al culto della Madonna. Lavorò con successo alla costituzione di una Lega degli Stati cattolici contro l'Unione dei principi protestanti, ottenendo, dopo una ambasciata a Madrid, l'appoggio di Filippo III (1609-10). Rimase a Monaco presso il duca Massimiliano di Baviera, in funzione di nunzio apostolico e di ambasciatore del Re di Spagna. Nel Commentariorum de rebus Austriae et Bohemiae (Roma 1610), s. L. si fece relatore disinvolto delle proprie imprese in quelle regioni e in Baviera. Ritornato in Italia (1613) s'adoperò, tra l'altro, per incarico di Paolo V, a scongiurare una guerra già iniziata tra Spagna e Savoia a proposito della successione di Mantova. Una ultima e difficile missione lo portò, pur in gravi condizioni di salute, da Napoli (ott. 1618-luglio 1619) a Belem (Lisbona) presso Filippo III come difensore della nobiltà e delle popolazioni del Regno napoletano, contro le malversazioni e il malcostume del vicerè P. Giron, duca di Ossuna.

Nelle cariche sostenute nell'Ordine e soprattutto come ministro generale nella visita ai conventi in Svizzera, Francia, Fiandre, Spagna, Italia, compiuta a piedi, tutelò con severità l'austera disciplina cappuccina e incitò i suoi frati allo studio e alla predicazione.

II. SCRITTI E DOTTRINA

Tra le Opera Omnia (9 voll., Padova 1928-44) sono degne di nota: 1) Explanatio in Genesim. Comprende il commento dei soli primi 11 capitoli del Genesi; in essa dà prova della sua perizia nella letteratura rabbinica e in quella patristica e scolastica, che gli permette di discutere da maestro le varie sentenze; vi espone vari argomenti di teologia e filosofia (ad es., la giustizia originale, il libero arbitrio, la creazione, l'onnipresenza e immutabilità divina). L'esegesi moderna può trarre profitto da quest'opera che figura tra le migliori del tempo. 2) Oratorio. È la parte prevalente nella sua produzione (9 tomi sui 13 dell'intera edizione) e comprende il Quadragesimale primum, Quadr. secundum, Quadr. tertium, Adventus, Domenicalia, Sancto- rale, Mariale; in un complesso di 658 tra sermoni e frammenti si trova disposto, in un latino di buon gusto, il materiale, piuttosto dottrinale che pratico, della predicazione laurenziana, che veniva abilmente volgarizzato secondo le diverse contingenze. 3) Mariale. Per il contenuto teologico merita un posto a parte tra i predicabili. Nella prima sezione contiene 60 sermoni disposti dall'autore secondo un piano organico; nella seconda sono state raccolte altre 24 prediche sulle feste liturgiche mariane. Con materiale biblico e tradizionale, s. L. svolge i principi, divenuti ora fondamentali, della mariologia; quello primario della maternità divina di Maria S.ma e quelli secondari della singolarità della Madonna nella Grazia, nei privilegi, nella gloria, nel culto; della convenienza, della eminenza, della analogia o somiglianza con Cristo. È ritenuto come uno dei trattati più completi e originali di mariologia. 4) Lutheranismi Hypotyposis, in tre volumi, che delineano la vera fisionomia, nei suoi tratti essenziali e caratteristici, e la genesi storica e dottrinale, di tutto il luteranesimo, considerandolo nella persona del fondatore (parte introduttiva), nella dottrina e setta luterana (parte centrale), in quella del suo avversario P. Leiser (parte complementare).
BIBL.: Sacra Rituum Congregatio, Positiones super virtutibus, Roma 1756; Bonaventura da Coccaglio, Vita del b. L. da B., 2ª ed., ivi 1783; Lorenzo d'Aosta, Vita di s. L. da B., ivi 1881; Hieronymus a Fellette, De s. L. a B. activitate apostolica ac operibus testimoniorum eleuchus, Venezia 1937; Girolamo da Parigi, S. L. da B. L'uomo e il santo ecc., Roma 1937; A. Dasseville-I, Udulutsch, Bibliography of st. L. of B., in Round table of franc. research., 13 (1948), pp. 124-48; Sacra Rituum Congregatio, Positio super concessione tituli doctoris et extensione eiusdem tituli ad univ. Ecclesiam... Roma 1950; autori vari, S. L. da B. Studi (Miscellanea Laurentiana), 1, Padova 1951.

Ilarino da Milano

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“LORENZO DA BRINDISI, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 931. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lorenzo-da-brindisi-santo.