LOUDUN, ORSOLINE DI

LOUDUN, ORSOLINE di. - La comunità fondata nel 1626 dalle Orsoline di Poitiers (Congregazione di Bordeaux) a L., città della diocesi di Poitiers, con un pensionato per fanciulle, fu celebre per le possessioni diaboliche che durarono dal 1632 al 1638. Suor Giovanna degli Angeli (al secolo Jeanne de Belcier) fu la priora della nuova comunità, composta di 17 religiose appartenenti all'alta aristocrazia, tra cui una parente di Richelieu.

Il decano dei canonici di S. Croce, Mignon, fu scelto a cappellano dell'Istituto, carica che ambiva il canonico Urbano Grandier, parroco di S. Pietro a L. Molto influente per le sue qualità, di condotta morale ambigua, Grandier aveva molti nemici: esiliato per sempre da L.

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(fol. Andrion)
Lotto, Lorenzo - Vergine in trono e santi- Ancona, Pinacoteca.

riusci a tornarvi, suscitando malumore nella città. Nel 1632 suor Giovanna degli Angeli accusò invasamento diabolico, con manifestazioni tipiche; le apparivano il priore di Fresne e il Grandier, delle cui vicende tutti parlavano. In breve tempo tutte le religiose si sentirono ossesse, con eccessi spaventosi: raccontavano le stesse visioni, pronunciavano il nome di Grandier che avrebbe scatenato l'inferno nel monastero, lanciando dal muro di cinta un mazzo di rose. Mignon, con due parroci vicini, l'11 ottobre, iniziò gli esorcismi in pubblico alla presenza di medici e di autorità, senza alcun risultato. Da un'inchiesta ordinata in qualità di metropolita dall'arcivescovo di Bordeaux, Henri de Sourdis, risultò che non si trattava di ossessione, ma piuttosto di isterismo: furono pertanto sospesi gli esorcismi e comminate severe pene a chi si frammette nella faccenda. Arrivò però a L. J. M. de Laubardemont, intendente militare e consigliere di Luigi XIII, fiduciario di Richelieu, con l'incarico di sopprimere Grandier; furono iniziati gli interrogatori, e i demoni, che da qualche tempo non molestavano più nessuno, ebbero di nuovo libero campo e s'impossessarono non soltanto delle suore, ma anche di alcune ragazze. Grandier fu condannato al rogo che salì il 23 ag. 1633, nonostante che due suore avessero ritratto le accuse. L'ossessione continuò anche dopo la morte di Grandier: il p. J. J. Surin, gesuita addetto agli esorcismi, ne uscì ossessò, tanto che i superiori lo allontanarono da L. Finalmente nel 1638, quando Richelieu sospese le pensioni, gli esorcisti si dispersero e le ossesse ritrovarono la loro serenità.

Il fatto è molto strano e lascia perplessi, come quello anteriore di Aix che condusse al rogo per «magia» l'abbé Jacques Gaufridy (1612). Gli storici odierni non ascriveno la responsabilità delle ossessioni a Grandier, il quale non entrò mai nel monastero. Molte riserve impongono il modo con cui si svolsero i fatti e le persone che vi presero parte. Gli esorcisti, alle dipendenze della autorità civile, si trasformarono in docili funzionari. Mentre i cattolici speravano di ricavarne un mezzo facile per convertire gli eretici e i libertini, questi negavano la fondatezza delle ossessioni di L. Da parte delle religiose non sfuggìe il carattere epidemico del fenomeno. Suor Giovanna è una figura complessa che non presenta caratteri di provata santità; fu dominata dal desiderio di fare parlare di sé in tutta la vita.

BIBL.: J. J. Görres, La mystique divine, naturelle et diabolique, trad. fr., V. Parigi 1862, pp. 486-502; A. Bleau, Précis d'histoire sur la ville et les possedées de L., 1877; M. Lecanu, Histoire de Satan, 1882, pp. 377-82; H. Bremond, Histoire littéraire du sentiment religieux en France, V, 1920, pp. 178-251, 397-400; Mario Gasparri.